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L" COME
LAVORABILITA'
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Subito
dopo il mescolamento dei suoi ingredienti, il
calcestruzzo fresco cioè nello stato plastico
deve essere trasportato, gettato e costipato. La
lavorabilità è la caratteristica che indica la
capacità del calcestruzzo fresco a muoversi ed a
compattarsi. La mobilità del calcestruzzo è importante
per facilitare il trasporto (per es: pompaggio), il getto
(caduta per gravità lungo una canaletta) e
lavvolgimento dei ferri di armatura
allinterno delle casseforme. La compattabilità,
invece, è importante per agevolare, per effetto della
vibrazione, la fuoriuscita dellaria intrappolata
dal calcestruzzo fresco ed assicurare, quindi, la massima
densità possibile del materiale indurito, oltre che il
massimo contatto superficiale tra ferri e calcestruzzo. A
parità di sistema vibrante, in un calcestruzzo molto
lavorabile laria intrappolata è facilmente
espulsa, mentre in un calcestruzzo poco lavorabile
possono permanere dei macrovuoti daria (vespai) che
penalizzano successivamente la resistenza meccanica,
laderenza ferro-calcestruzzo e la protezione dalla
corrosione delle armature metalliche. Quindi la
lavorabilità una proprietà tipica del
calcestruzzo fresco finisce con il condizionare
anche le prestazioni del calcestruzzo in servizio. |
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Tabella 1 - Classe di
consistenza richiesta per alcune tipologie strutturali
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Tuttavia, se un progettista tenesse conto della realtà della maggior parte dei cantieri ed in particolare del livello di qualificazione della manodopera oggi disponibile non potrebbe trascurare di specificare una classe di consistenza fluida o superfluida per rendere il getto più affidabile in quanto meno dipendente dalla qualità della manodopera sul cantiere. LA LAVORABILITA' HA UN COSTO In un precedente articolo (A come acqua: fatti e misfatti sui cantieri, Enco Journal N°1) si è mostrato che la lavorabilità aumenta allaumentare dellacqua di impasto (Regola di Lyse). Tuttavia, il solo aumento dellacqua senza un proporzionale incremento del dosaggio di cemento fa aumentare il rapporto acqua/cemento (a/c) e penalizza conseguentemente le prestazioni meccaniche e di durabilità del materiale in servizio. Pertanto, se si vuole migliorare la lavorabilità attraverso laumento dellacqua, senza penalizzare le prestazioni del calcestruzzo in servizio, occorre accompagnare laumento dellacqua con un proporzionale aumento del quantitativo di cemento in modo da mantenere costante il rapporto a/c. Da ciò si evince che laumento della lavorabilità attraverso laumento dellacqua, senza penalizzazione per le prestazioni meccaniche, comporta un maggior costo determinato dal maggior contenuto di cemento. In alternativa, il miglioramento della lavorabilità, sempre senza penalizzare le prestazioni del calcestruzzo in servizio, può essere conseguito con la scelta di un aggregato reologicamente più favorevole (maggior diametro massimo, di forma tondeggiante e di tessitura più levigata) e/o con limpiego di additivi fluidificanti e soprattutto superfluidificanti capaci di migliorare la mobilità e la compattabilità del calcestruzzo. In realtà, questultima soluzione è quella più diffusamente adottata per migliorare la lavorabilità del calcestruzzo, mentre limpiego di aggregati reologicamente più favorevoli non sempre è realizzabile o per la indisponibilità locale del materiale o per i vincoli costruttivi (copriferro e sezione della struttura) che impongono l'adozione di aggregati con minor diametro massimo. Ad ogni modo, il conseguimento di una maggiore lavorabilità comporta un maggior costo (più cemento o impiego di additivi) del calcestruzzo. A fronte di questo maggior costo esistono tuttavia, due vantaggi per limpresa nella messa in opera: uno di carattere economico e laltro di carattere tecnico. VANTAGGI PER L'IMPRESA Il vantaggio economico consiste in un getto più rapido (quindi con maggiore produttività) ed in una compattazione meno impegnativa (quindi con un minor costo per la manodopera). Questo vantaggio economico nella messa in opera dovrebbe compensare il maggior costo, sostenuto dallimpresa, per il calcestruzzo fornito a fronte dalla sua maggiore lavorabilità. Da questo punto di vista occorre evidenziare come lincremento di costo praticato dai produttori di calcestruzzo in relazione al passaggio da una classe di consistenza a quella successiva (da S3 ad S4 o da S4 ad S5) è spesso dettata da impostazioni commerciali completamente opposte: in alcuni casi si scoraggia, giustamente, limpiego di calcestruzzi non lavorabili (spesso sottoposti a manipolazioni sui cantieri con penalizzanti riaggiunte dacqua e conseguenti contestazioni) abolendo completamente dal listino i calcestruzzi con classe di consistenza inferiore alla S4 o applicando un prezzo uniforme per i calcestruzzi con classe di consistenza da S1 ad S4 e praticando un sovrapprezzo solo per il calcestruzzo superfluido (S5); in altri casi, al contrario, si scoraggia di fatto limpiego di calcestruzzi lavorabili con sovrapprezzi eccessivi (talvolta di 5000 lire per un solo salto di classe di consistenza) difficilmente giustificabili da un punto di vista tecnico, né economicamente accettabili da parte dellimpresa che sarà tentata, così, di ordinare calcestruzzi di bassa classe di consistenza per poi manipolarli con ri-aggiunte dacqua sul cantiere. Una maggiore considerazione, da parte dei fornitori di calcestruzzo, nel calibrare il prezzo della lavorabilità, porterebbe sicuramente ad una maggiore attenzione, da parte dellimpresa, ai vantaggi economici derivanti dalla messa in opera di un calcestruzzo fluido: in altre parole, pur riconoscendo per effetto della maggior classe di consistenza un maggior prezzo ad 1 m3 di calcestruzzo alla bocca dellautobetoniera, si dovrebbe, però, conseguire per effetto della minore incidenza di mano dopera e per la maggiore rapidità di getto un minor costo per 1 m3 di calcestruzzo in opera rispetto ad un corrispondente conglomerato di pari resistenza caratteristica ma meno lavorabile. AFFIDABILITA' DELL'OPERA Un calcestruzzo più lavorabile è anche meno dipendente dalla efficacia della compattazione in opera, cioè dalla qualità della manodopera sul cantiere: in sostanza, esso è più affidabile. Se si confrontano due calcestruzzi di pari composizione (in particolare di pari a/c e tipo di cemento), ma differenti solo per la classe di consistenza (S5 ed S2 per la presenza o meno di un additivo superfluidificante), si otterrà la stessa resistenza meccanica (in relazione allo stesso rapporto a/c ed allo stesso cemento) purchè i due calcestruzzi siano vibrati per un tempo sufficientemente lungo (e variabile in relazione alla classe di consistenza) così da ottenere lo stesso grado di compattazione. |
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| Le Figure 1 - 3 riassumono il concetto
sopra esposto di affidabilità. La Fig. 1 mostra come
varia la resistenza meccanica a compressione in funzione
del tempo di vibrazione subito dopo la messa in opera.
Essa indica come con il calcestruzzo a consistenza
superfluida (S5) si ottiene il 100% della
massima prestazione meccanica purchè si vibri per almeno
5 secondi. Daltra parte, con il calcestruzzo a minor consistenza (S2) si ottiene il massimo di prestazione (35 N/mm2) solo se la vibrazione è prolungata per oltre 25 secondi. Inoltre, in assenza di vibrazione la resistenza meccanica del calcestruzzo a consistenza superfluida (30 N/mm2) è pari all86% del valore massimo ( 35 N/mm2), mentre quella del calcestruzzo a consistenza plastica in assenza di vibrazione (14 N/mm2) raggiunge appena il 40% del valore massimo conseguibile con una completa compattazione. |
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| Tutto ciò sta ad indicare che, a parità
di resistenza meccanica massima (35 N/mm2)
ottenibile a compattazione completa, il calcestruzzo
superfluido è molto più affidabile in quanto raggiunge
questo valore di resistenza anche con tempi di vibrazione
molto brevi e permette comunque di ottenere calcestruzzi
quasi altrettanto resistenti (30 N/mm2) anche
in assenza di qualsiasi vibrazione. Per contro, la
resistenza meccanica del calcestruzzo a minor consistenza
(S2) è fortemente dipendente
dallefficacia della vibrazione (cioè dalla
qualità della manodopera sul cantiere) e può oscillare
entro un ampio intervallo (14-35 N/mm2) a
seconda del tempo di vibrazione (0-25 secondi). La Fig. 2 mostra visivamente la differenza di aspetto dei provini confezionati con calcestruzzi con classe di consistenza S5 ed S2, dopo essere stati induriti e sformati, in funzione del tempo di vibrazione, cioè in funzione del loro grado di compattazione. Nel calcestruzzo superfluido non si formano vespai se esso è vibrato o meno, ed i pochi difetti del calcestruzzo non vibrato scompaiono del tutto dopo appena 5 secondi di vibrazione. Nel calcestruzzo meno lavorabile (classe di consistenza S2) i vespai presenti nel calcestruzzo non vibrato scompaiono del tutto solo dopo una vibrazione prolungata di 25 secondi. Di nuovo, un calcestruzzo meno lavorabile è meno affidabile, in quanto è più dipendente dalla efficacia della compattazione al momento della messa in opera. Val la pena di ribadire che leventuale presenza di vespai, oltre a penalizzare la resistenza meccanica in situ della struttura ed il suo aspetto estetico, riduce considerevolmente la protezione del copriferro dalla corrosione dei ferri di armatura. GRADO DI COMPATTAZIONE Per quantificare a posteriori il grado di compattazione (gc) conseguito in un calcestruzzo gettato in opera si può ricorrere molto semplicemente alla misura della massa volumica di una carota estratta dalla struttura (mv) e confrontarla con quella del corrispondente calcestruzzo compattato a rifiuto (mvo) di un cubetto confezionato in corso dopera: gc = mv/mvo (1) Il valore mv è minore o al massimo eguale ad mvo, ed il rapporto tra questi valori indica il grado di compattazione che al massimo è eguale ad 1. Per esempio se la massa volumica di una carota priva di ferri estratta da un muro (o corretta nel suo valore per la presenza di eventuali ferri di armatura) è di 2250 kg/m3, e quella del corrispondente cubetto costipato a rifiuto è di 2300 kg/m3 (entrambi i valori essendo riferiti a calcestruzzi saturi di acqua a superficie asciutta), il grado di compattazione gc sarà: gc = 2250/2300 = 0.98 (2) |
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![]() Fig. 2 - Influenza della lavorabilità e del tempo di vibrazione sul facciavista del calcestruzzo. |
![]() Fig. 3 - Influenza del tempo di vibrazione sulla massa volumica e sul grado di compattazione di calcestruzzo a diversa consistenza (S2 ed S5). |
La Fig. 3 indica come il tempo di vibrazione influenza diversamente il grado di compattazione a seconda della lavorabilità del calcestruzzo: in quello superfluido (S5) pochi secondi di vibrazione portano il grado di compattazione da 0.98 al massimo valore di 1; in quello a consistenza plastica (S2) occorrono 25 secondi di vibrazione per aumentare il grado di compattazione da 0.80 al massimo valore di 1. Anche da questo punto di vista si conferma la maggiore affidabilità del calcestruzzo superfluido il cui grado di compattazione in opera (Fig. 3), come anche la sua resistenza meccanica (Fig. 1), dipendono molto meno dalla efficacia (o dal tempo) di vibrazione rispetto ad un calcestruzzo di minor classe di consistenza. Combinando i dati delle Figure 1 e 3 si ottiene la Fig. 4 dove si evidenzia la grande influenza del grado di compattazione (funzione del tempo di vibrazione, ma anche della lavorabilità del calcestruzzo) sulla resistenza meccanica del calcestruzzo in opera. Per un calcestruzzo di bassa lavorabilità (classe di consistenza S2) in assenza di vibrazione, cioè con un grado di compattazione di 0.80, la resistenza meccanica è appena 14 N/mm2, cioè il 40% di quella raggiungibile (35 N/mm2) quando il grado di compattazione diventa 1 (per esempio "cubetti" costipati "a rifiuto"). D'altra parte, un calcestruzzo superfluido, pur in assenza di vibrazione, presenta un grado di compattazione ugualmente elevato (0.98), come anche una resistenza meccanica (30 N/mm2) molto prossima a quella massima, per la capacità autocompattante del calcestruzzo superfluido. |
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"CUBETTI"
e "CAROTE" Da un punto di vista pratico, il grafico della Fig. 4 può essere di utilità per accertare se le deviazioni tra resistenza meccanica attesa (quella determinata su "cubetti" costipati a rifiuto e quindi con grado di compattazione 1) e quella in opera (determinata su carote estratte dalla struttura) sia in qualche modo da imputare ad un minor grado di compattazione del calcestruzzo in opera (deducibile dalla misura delle masse volumiche mv ed mvo) per effetto di un |
| carente grado di costipazione
(vibrazione) e/o di una insufficiente lavorabilità del
conglomerato fresco. Val la pena di ricordare che nel confronto tra resistenza meccanica delle carote e quella dei provini cubici occorre anche tener conto delleffetto forma: i provini cilindrici (e quindi anche le carote) con rapporto altezza/diametro di 2 presentano mediamente una resistenza meccanica non superiore all80% di quella dei corrispondenti provini cubici a parità di tutte le altre condizioni (composizione, stagionatura e grado di compattazione). Pertanto, la resistenza meccanica delle carote deve essere divisa per 0.80 prima di essere confrontata con quella misurata sui provini a forma cubica. Noto il grado di compattazione della struttura mediante le misure di massa volumica della "carota" e del "cubetto", la Fig. 4 consente di prevedere quale è la percentuale di calo di resistenza meccanica (ordinata a destra nel grafico) nella struttura rispetto al "cubetto". Questa differenza tra i due valori di resistenza meccanica è raramente tenuta in conto nelle specifiche di capitolato ed è causa di lunghissime contestazioni sulla responsabilità della deviazione allorquando si verifica la resistenza delle "carote" estratte dalla struttura. Per evitare queste spiacevoli sorprese sarebbe sufficiente specificare anche il grado di compattazione del calcestruzzo in opera per obbligare l'impresa ad un minimo di accuratezza in questa fase cruciale della messa in opera. Occorre, però, realisticamente tener conto che una struttura reale difficilmente potrà essere costipata con la stessa accuratezza con cui si può compattare il semplice "cubetto". Pertanto, occorre, accettare una certa tolleranca nel grado di compattazione delle strutture purchè esso venga specificato (per esempio: gc ³ 0.97). Occorre quindi, prendere atto che una certa riduzione di resistenza nella struttura rispetto al "cubetto" è inevitabile ed è comunque prevedibile in relazione al grado di compattazione specificato: per esempio, con gc = 0.97 il calo di resistenza previsto è di circa il 20% (Fig. 4). Ciò significa, per esempio, che a fronte di una resistenza media dei cubetti di 35 N/mm2 (corrispondende ad una Rck di 30 N/mm2), la resistenza del calcestruzzo nella struttura si aggirerà sui 28 N/mm2, cioè 20% in meno rispetto a 35 N/mm2. Val la pena, infine, di osservare che in un calcestruzzo di bassa classe di consistenza (S2), l'assenza di vibrazione porta ad un grado di compattazione molto basso (0.80) con una penalizzazione di circa il 60% sulla resistenza meccanica. IL BINOMIO LAVORABILITA'-COMPATTAZIONE Per ottenere calcestruzzi di buona qualità cioè meccanicamente resistenti, oltre che durabili in quanto impermeabili agli agenti aggressivi occorre realizzare il maggior grado di compattazione possibile, comunque almeno 0.97 e preferibilmente 1.Questo obiettivo si può raggiungere facilmente se si dispone di calcestruzzi a consistenza fluida (o se possibile superfluida) anche se non si dispone di un efficace sistema vibrante sul cantiere. Daltra parte, laddove la consistenza del calcestruzzo debba essere bassa per la tecnica esecutiva adottata (getti con vibrofinitrice, casseri rampanti, getti in pendenza, ecc.), lefficacia del sistema vibrante in cantiere deve sopperire alla carente lavorabilità del calcestruzzo fresco per ottenere un soddisfacente grado di compattazione (³ 0.97) se non si vuole penalizzare eccessivamente le prestazioni meccaniche e quelle di durabilità del materiale messo in opera. |
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