Durabilità
del calcestruzzo secondo le
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In base alle Linee Guida del Ministero dei LL PP, ispirate alle nuove norme europee in via di aggiornamento (EN 206), i ferri di armatura annegati nel calcestruzzo possono essere esposti a rischi di corrosione promossa da cloruri in tre diverse situazioni ambientali (Enco Journal N° 10): |
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| Nel precedente numero di Enco Journal
(N° 10) sono state esaminate le strutture in
c.a. e c.a.p. esposte ai cloruri di origine non marittima
(XD). In questo numero saranno prese in
considerazione le strutture esposte ai cloruri di origine
marittima (XS), mentre si rinvia al prossimo
numero l'approfondimento sulle strutture in classe di
esposizione XF esposte ai sali disgelanti nei
periodi invernali. Come per le altre classi di esposizione, anche per quella marina sono previste tre sotto-classi (XS1, XS2, XS3) a seconda della particolare posizione della struttura*. Nella Tabella 1 sono illustrate le misure da adottare (in termini di dosaggio minimo di cemento, rapporto acqua-cemento massimo, Rck minima) per prevenire il degrado del materiale ed in particolare la corrosione dei ferri in relazione alle classi di esposizione marina XS1, XS2 ed XS3. Occorre, però, precisare che, per la prevenzione della corrosione promossa da cloruri, è di fondamentale importanza l'adozione di un copriferro di adeguato spessore. In altre parole, per rendere il tempo di percorso del cloruro (dalla superficie della struttura fino alle armature metalliche) superiore alla vita attesa di servizio (50 anni), è necessario rispettare due condizioni: |
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Tabella
1 - Classe di esposizione per opere esposte ai cloruri da
acqua marina.
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La precisazione degli spessori di copriferro da parte della normativa europea (Eurocodice 2) fa, tuttavia, riferimento alla definizione di classi di esposizone marina (4a e 4b) secondo l'attuale normativa ENV 206 in via di sostituzione. In altre parole, esiste una sintonia tra la terminologia dell'Eurocodice 2 (che stabilisce gli spessori di copriferro in funzione delle classi di esposizione 4a e 4b) e l'attuale normativa ENV 206 (che definisce queste classi di esposizione); non esiste, invece, altrettanta sintonia tra Eurocodice 2 e la nuova normativa EN 206 che introduce una nuova definizione delle classi di esposizione (XS1, XS2 ed XS3). Questo problema, che va al di là delle classi di esposizione marina XS e che riguarda anche tutte le altre classi di esposizione ambientale (XC, XD, XF,ecc.), dovrà essere affrontato e risolto in sede di normativa europea aggiornando la terminologia delle classi di esposizione nell'Eurocodice 2 non appena sarà entrata in vigore la nuova norma EN 206. |
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Tornando ad esaminare la Tabella 1, si
può notare, da una parte, qualche ridondanza nelle
classi di esposizione marina (XS1, XS2
ed XS3) e, dall'altra, una qualche
contraddizione tra loro. In linea teorica può essere
corretto prevedere tre classi di esposizione, in
relazione ad un diverso livello di aggressione
ambientale, e corrispondentemente tre diverse
composizioni di calcestruzzo; tuttavia, da un punto di
vista pratico è difficile prevedere due o tre distinte
classi di esposizione, e quindi due o tre diversi
calcestruzzi, quando questi appartengono ad un unica
struttura semi-immersa: coerentemente con la Tabella 1,
si dovrebbe impiegare un calcestruzzo per la parte
permanentemente immersa in acqua di mare (XS2),
un altro calcestruzzo per la parte esposta alle maree ed
ai moti ondosi (XS3), ed eventualmente un terzo |
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| calcestruzzo per la parte di struttura
perennemente fuori acqua ma esposta all'aerosol marino (XS1). A parte la difficoltà pratica di prevedere due o tre categorie di calcestruzzo per la stessa struttura, si può osservare che, a fronte di questa distinzione in tre classi di esposizione, si finisce poi per adottare di fatto una distinzione in due sole categorie di calcestruzzo: quella per le strutture in classe di esposizione XS1 con a/c non superiore a 0.50 ed Rck di almeno 37 N/mm2, e quella per le classi di esposizione XS2 ed XS3 con a/c non superiore a 0.45 ed Rck di almeno 45 N/mm2. Ed allora, perchè distinguere XS2 ed XS3 se poi la soluzione è quella di impiegare un calcestruzzo identico per prestazioni in termini di a/c ed Rck? Si potrebbe obiettare a questa osservazione che i calcestruzzi per XS2 ed XS3 si differenziano per il dosaggo minimo di cemento (rispettivamente 320 e 340 kg/m3). Ma questa è un'ulteriore contraddizione tecnica come ben sa chi si occupa di mix-design: a parità di tutti gli altri fattori (aggregato, granulometria, lavorabilità, ecc.) è impossibile adottare un diverso dosaggio di cemento a pari rapporto a/c. Sarebbe stato più semplice e tecnicamente più corretto prevedere due classi di esposizione: XS1 per opere sulla costa non a contatto diretto dell'acqua con a/c £ 0.50, ed XS2 per opere immerse o semi-immerse in acqua marina con a/c £ 0.45. |
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