RADIOATTIVITA'
DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE
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| In Germania è
stata studiata l'esposizione alle radiazioni della
popolazione all'esterno ed all'interno delle abitazioni.
In particolare, sono state investigate le dosi di raggi
gamma provenienti dalle sostanze naturali radioattive
presenti nei materiali da costruzione e le dosi inalate
provenienti dal decadimento dei prodotti del radon-222 e
del radon-220 emanati dai materiali da costruzione, dal
terreno e dall'aria all'interno di una
stanza. La Fig. 1
mostra le dosi medie annuali di radiazioni provenienti da
diverse sorgenti rilevate in Germania secondo Keller [1].
La dose totale di radiazione media annua ammonta a circa
4mSv/a (milliSievert/anno è l'unità di misura per
radiazioni ionizzanti). La radiazione media annua
proveniente da fonti artificiali è di circa 1.6 mSv/a e
può essere quasi esclusivamente attribuita alla
diagnostica medica (radiodiagnostica). Una buona parte
della dose di radiazione totale per la popolazione è
attribuita alla residenza nelle case (1.2 mSv/a). La
parte di radiazione naturale (radiazioni
cosmiche/terrestri e frazioni delle radiazioni dovute
all'incorporazione dei radionuclidi) contribuisce
altrettanto al totale dell'esposizione alle radiazioni
(1.2 mSv/a) ed è, al contrario di quelle provenienti
dagli edifici e dall'uso della radiodiagnostica,
praticamente impossibile da modificare. I singoli
contributi dell'esposizione alle radiazioni provenienti
dagli edifici sono rappresentati nella parte destra della
Fig. 1. Da questa figura, si può dedurre che la maggior
parte dell'esposizione alle radiazioni nelle case deriva
dalle inalazioni dei gas nobili radioattivi radon-222,
radon-220 e/o dei loro prodotti di decadimento. |
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I sottoprodotti di alcuni
processi industriali, (come la cenere volante da carbone
e la loppa non siderurgica) spesso presentano contenuti
di sostanze radioattive più elevati rispetto ad altri
materiali da costruzione. Pertanto, è stato spesso
criticato l'impiego di questi sottoprodotti nei materiali
da costruzione a base cementizia. Lo scopo di questo
articolo è di valutare il calcestruzzo che utilizza
questi sottoprodotti industriali relativamente
all'emissione di radiazioni gamma e di radon. In
Germania, la dose di radiazioni provenienti dai materiali
da costruzione è attribuita all'attività di tre
radionuclidi: potassio-40, radio-226 e torio-232. Sebbene
le sostanze naturalmente radioattive nei materiali da
costruzione contribuiscano solo in maniera trascurabile
all'esposizione delle popolazioni alle radiazioni gamma
dirette, i materiali da costruzione continuano, tuttavia,
ad essere valutati in base all'attività specifica dei
loro nuclidi radioattivi. In questa valutazione, è
utilizzata la seguente formula:
dove i valori a
indicano l'attività specifica relativa all'emissione di
radioattività espressa in Bq/Kg (è l'unità di misura
della concentrazione di sostanze radioattive). Il modello
di Leningrado [2] che conduce a questa formula assume che
tutta la stanza (muri, soffitto, pavimento di spessore
infinito) sia costituita da un unico materiale. Inoltre,
con l'applicazione di questa formula, la dose di
radiazioni proveniente dai materiali da costruzione è
sopravvalutata poiché non viene tenuto in conto il reale
spessore dei muri, del soffitto e del pavimento. D'altra
parte, la formula |
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Tabella 1 -
Concentrazioni dell'attività specifica di
40K,
226Ra
e 232Th
nei componenti del calcestruzzo (3, 4)
*Calcolato con
l'equazione [1] |
Un modello più realistico per la
valutazione della dose di radiazione proveniente dal
materiale da costruzione, a causa delle radiazioni gamma
e delle emissioni del radon, è descritto nel riferimento
[3]. Questo modello considera una stanza con muri di
spessore definito, le velocità di ventilazione, così
come le proporzioni geometriche della stanza. In
Tabella 2 sono sintetizzate le equazioni ed i parametri
per la valutazione dei materiali da costruzione. In Germania sono stati condotti numerosi rilevamenti di radon all'esterno e all'interno degli edifici [1, 4]. Dai dati rilevati, |
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| il valore medio della concentrazione di
radon all'interno degli edifici si aggira attorno a 50
Bq/m3 e all'esterno attorno a 14 Bq/m3 (Fig.
2). In alcune regioni sono state accertate concentrazioni
di radon nell'area di una stanza fino a 80.000 Bq/m3.
La frazione di radon che proviene dai materiali da
costruzione si aggira attorno ad un massimo di 30 Bq/m3. La frazione proveniente dal solo calcestruzzo si attesta normalmente attorno a 1 - 10 Bq7m3. Le alte concentrazioni di radon nell'aria delle stanze, dunque, non possono essere attribuite all'emissione del radon dai materiali da costruzione (questa frazione è trascurabile). La maggior parte del radon proviene dal terreno (in funzione delle condizioni geologiche per il 90%). Ciò dimostra che, per il momento, la presenza di radon non è imputabile ai materiali da costruzione, ma piuttosto è un problema di isolamento della casa dal terreno. |
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PARTE SPERIMENTALE In questo articolo sono riportati i risultati delle ricerche su impasti con e senza l'impiego di sottoprodotti industriali (cenere da carbone e loppa non-siderurgica) al fine di valutare la dose di radiazioni proveniente dal calcestruzzo [5]. Per la ricerca sono stati utilizzati un cemento Portland (CP) e un cemento alla loppa d'altoforno (CLA). Sono stati utilizzate, come aggiunte minerali, due tipi di cenere volante (CV) con differenti radioattività (CV1: radioattività = 70 Bq/kg e CV2: radioattività = 30 Bq/Kg). Le ceneri volanti rispettano i requisiti della normativa europea EN 450. I calcestruzzi contenevano il 20% in peso di cenere rispetto al contenuto totale di legante. In un altro calcestruzzo, il 50% in volume degli aggregati è stato sostituito con una loppa non siderurgica (LM). Il rapporto acqua-legante era di 0.50 per tutti i calcestruzzi. |
* mS/a =
milliSievert/anno è la unità di misura per le
radiazioni ionizzanti mentre Bq/m3
è l'unità di misura delle sostanze radioattive |
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| Con le miscele di calcestruzzo sono stati
confezionati dei provini (20 cm x 20 cm x 120 cm) allo
scopo di misurare le velocità di emissione del radon.
Dopo un giorno di stagionatura nel cassero, i provini
sono stati maturati per sette giorni sotto acqua e poi
fino a 90 giorni in una camera climatica a 20°C e con il
65% di U.R.. |
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Per tutti i
calcestruzzi sono state misurate le velocità di
emissione di radon. Da questi valori sono state calcolate
le concentrazioni (C1) di radon
nell'aria della stanza mediante l'equazione riportata in
Tabella 2. I risultati delle misure ed i calcoli sono
sintetizzati in Tabella 3. In Fig. 3 sono riportate le
velocità di emissione del radon dal calcestruzzo
unitamente all'attività specifica del radio 226. I
risultati in Tabella 3 ed in Fig. 3 confermano
l'indipendenza delle velocità di emissione di radon
dall'attività del radio-226 delle materie prime
impiegate. |
Tabella 3 -
Attività specifiche e percentuali di esalazione del
Radon-222 per calcestruzzi con e senza l'impiego di
sottoprodotti industriali e concentrazioni di radon
nell'aria della stanza.
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| Malgrado la doppia attività del
radio-226 della CV2 rispetto alla CV1,
il calcestruzzo con CV2 mostra una esalazione di
radon più bassa rispetto a quella del calcestruzzo con CV1.
Questo comportamento è dovuto, in primo luogo, alla
matrice vetrosa della cenere volante che ha come effetto
una bassa emissione e, secondariamente, al riempimento
dei pori da parte della cenere volante che si traduce in
un ostacolo alla diffusione del gas radon. Il calcestruzzo confezionato con cemento alla loppa d'altoforno presenta velocità d'emissione più basse rispetto a quelle del cemento Portland. La più bassa velocità di emissione può essere spiegata dalla superficie vetrosa della loppa d'altoforno utilizzata e dall'influenza della loppa d'altoforno sul sistema di pori della matrice cementizia. L'aggiunta di cenere volante si traduce in una riduzione della velocità di emissione del radon anche nel calcestruzzo con il cemento alla loppa d'altoforno. Sorprendentemente, il calcestruzzo con la loppa non siderurgica (LM), in sostituzione al 50% dell'aggregato, ha una velocità di emissione di radon molto bassa, malgrado l'attività molto alta del radio-226. Questo potrebbe essere attribuito alla superficie fusa della loppa non ferrosa [3]. |
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| Nell'aria della stanza, le concentrazioni
di radon calcolate (1-7 Bq/m3, vedi Tabella 3)
sono al di sotto del valore medio dei materiali da
costruzione (30 Bq/m3), perciò il contributo
dei calcestruzzi alla crescita delle concentrazioni di
radon nell'aria può essere considerato trascurabile. La dose di radiazione totale (esposizione alle radiazioni gamma e all'emissione del radon), risultante dai calcestruzzi esaminati, è stata calcolata sulla base dell'equazione e dei parametri riportati in Tabella 2. I risultati dei calcoli mostrano una dose aggiuntiva di radiazioni di 0.10-0.27 mSv/a (con la sola eccezione del calcestruzzo con la loppa non ferrosa) proveniente dai calcestruzzi analizzati (Fig. 4). Questo valore è ben al di sotto della dose media di radiazione prodotta dalle persone che vivono in una casa (all'incirca 1.2 mSv/a). I valori determinati si collocano in un intervallo di risultati dedotti da altri esperimenti sui calcestruzzi [5]. CONCLUSIONI I risultati presentati in questo articolo mostrano che la radiazione proveniente da calcestruzzi con e senza l'impiego di sottoprodotti industriali (cenere volante e loppa non ferrosa) è dello stesso livello e spesso più bassa della radiazione proveniente dai normali materiali da costruzione. BIBLIOGRAFIA [1] G. KELLER "Esposizione di popolazioni tedesche alle radiazioni dei materiali da costruzioni con particolare riferimento ai sottoprodotti industriali", VGB Kraftwerkstechnik 74 (8) (1994) 711-716 (in tedesco); [2] E.M. KRISIUK, S.I. TARASOV, V.P. SHAAMOV, A study on Radioactivity in Building Materials, Leningrad, Institute for Radiation Hygiene (1971); [3] G. KELLER, K.H. FOLKERTS, H.MUTH, Discussing Possible Standards of Natural Radioactivity in Building Materials, Radiation and Environmental Biophysics 26 (1987) 143-150; [4] BUNDESMINISTER DES INNEREN, Esposizione alle radiazioni in Germania da sostanze naturali radioattive fuori e dentro gli edifici. Considerazioni delle influenze dei materiali da costruzioni, Bonn, (1978) (in tedesco); [5] P. SCHIESSL, I. HOHBERG, Radiazioni naturali dai materiali da costruzione, ed in particolare dal calcestruzzo con sottoprodotti industriali, Institute for Building Materials Research, research report No. F433, (1995) (in tedesco). Questo articolo fa parte di un più vasto rapporto pubblicato dagli stessi autori su LIndustria Italiana del Cemento, 1998, N. 732, pp 456-469. |
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