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A. Professore, dovrei scrivere un articolo di divulgazione sui
materiali ceramici che possa far capire cosa sono, cos'è la
ceramica, in modo chiaro e convincente, senza entrare troppo nel dettaglio.
Come dovrei cominciare?
P. E' un compito abbastanza difficile, perché la ceramica
ha una lunga storia dietro di sé. Di solito, articoli come
questo iniziano affermando che la ceramica è nata con la cultura
dell'uomo "faber" e che deriva il proprio nome dal greco
antico "keramiké = arte vasaria", cioè l'arte
di fare i vasi di terra-cruda e di terra-cotta che è la materia
stessa della ceramica.
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A.
Quali sono le date e le scoperte che segnano l'inizio della
scienza e della tecnologia ceramica più vicine a noi?
P.
Ci sono un paio di date che potrebbero essere considerate punti
di riferimento per i materiali ceramici. La prima riguarda la
ceramica d'arte e delle stoviglie pregiate, cioè la porcellana.
La storia ci dice che il 28 Marzo 1709 è la data della
lettera con la quale Johann Friedrich Boettger aveva rivelato
ad Augusto il Forte, Re di Sassonia, di essere in grado di "produrre
una bella porcellana bianca …. pari a quella dei cinesi, se
non migliore". Tutto ciò accadeva a Dresda dove,
nell'anno successivo, è stata fondata la prima industria
ceramica europea, nella località di Meissen-Albreschtsburg.
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A.
Quale sarebbe l'altra data, quella che dovrebbe dare l'inizio della
scienza e tecnologia dei materiali ceramici contemporanei?
P.
In realtà, potrebbero esserci molte date, che non fanno parte
ancora della storia perché sono relativamente recenti. Io vorrei
proporti di riferire che ci sono almeno due date che hanno lasciato
un segno importante nella storia della ceramica contemporanea. La
prima è quella che corrisponde alla pubblicazione di un articolo
apparso sulla rivista Nature nel 1975 a cura degli autori R.C.
Garvie, R.H. Hannik e R.T. Pascoe recante il titolo "Ceramic
Steel". Questo articolo ha dato l'impulso alla ricerca nel
settore dei ceramici per applicazioni termomeccaniche, fornendo una
chiave di lettura del tutto nuova per questa classe di materiali.
La seconda data corrisponde al conferimento del premio Nobel per la
fisica ai due ricercatori Alex Müller e Georg Bednorz, nel 1987.
Essi l'hanno ricevuto per aver scoperto che alcuni materiali ceramici
diventano superconduttori a temperature relativamente "alte"
rispetto a quelle dei metalli. Pochi gradi Kelvin per questi ultimi,
alcune decine di gradi Kelvin per i ceramici, perciò temperature
facilmente raggiungibili, al livello dell'aria liquida.
A.
Come mai questa scelta, dei Nobel per la fisica? Non è troppo
lontana dalla ceramica? Che relazione c'è tra questa scoperta
ed i materiali ceramici in generale?
P.
La relazione non è diretta. Tuttavia, è stato osservato
che la scoperta dei superconduttori ceramici ha fatto compiere un
salto di qualità alla ricerca sui materiali ceramici in generale,
perché in tutte le parti del mondo tantissimi gruppi si sono
letteralmente tuffati sull'argomento. Di conseguenza si sono consolidate
tutte le conoscenze sui fenomeni che regolano la reattività,
la sinterizzazione e, in generale, le relazioni tra microstruttura
e proprietà dei materiali ceramici.
A.
Ho capito, ma ritornando alla prima data, quella del "Ceramic
Steel", questo titolo si può tradurre come "Acciaio
ceramico"?
P.
Sì, certamente, ma potrebbe essere anche letto con il significato
leggermente diverso, cioè quello per cui la ceramica va vista
come l'acciaio. In quell'articolo, gli Autori hanno dato l'indicazione
che una particolare ceramica può essere trattata come l'acciaio,
cioè con trattamenti termici basati sulla conoscenza dei diagrammi
di stato per ottenere microstrutture particolari che danno luogo a
proprietà particolari. Naturalmente gli autori si riferivano
ad una ceramica speciale, quella basata sull'ossido di Zirconio, cosiddetta
Zirconia, ma, grazie all'ispirazione ricavata da quell'articolo, numerosi
ricercatori hanno esteso questo approccio anche a materiali ceramici
diversi.
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A.
Vuol dire che le proprietà come durezza, carico di rottura
e tenacità della "Zirconia" possono essere
modulate con dei trattamenti termici, come accade nella tecnologia
dell'acciaio?
P.
Effettivamente sì. Quell'articolo, oltre a proporre un
parallelismo provocatorio tra due materiali agli "antipodi",
come i ceramici e i metalli, ha dato delle indicazioni illuminanti
che avrebbero stimolato la ricerca sui ceramici per i vent'anni
successivi. Il tema più discusso per più di dieci
anni è stato come aumentare la tenacità dei materiali
ceramici. I risultati si sono avuti ed ora abbiamo materiali
ceramici che possono essere confrontati con i materiali considerati
"non fragili", tanto per non esagerare e chiamarli
"tenaci". La conoscenza del ruolo della microstruttura
nel definire le proprietà è stato il vero risultato
che ci permette oggi di "ingegnerizzare" la microstruttura
ceramica come si fa con le leghe metalliche.
A. Se ho ben capito, questo articolo aveva dimostrato che
la "lega Zirconia" può essere trattata come
la "lega acciaio", cioè con un controllo molto
accurato della composizione e del trattamento termico, per ottenere
la microstruttura voluta, sulla base della similitudine dei
loro diagrammi di stato. Queste osservazioni valgono per tutti
i materiali ceramici?
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P.
Evidentemente no, almeno non nella stessa misura. I materiali ceramici
sono molto diversi per composizione e struttura e non è possibile
generalizzare del tutto. Da quelle intuizioni e da quei suggerimenti,
si sono aperte molte altre strade per risolvere i problemi tecnici
della ceramica, primo fra tutti quello dell'intrinseca fragilità,
della costanza dimensionale dei pezzi e della loro affidabilità
in esercizio. I risultati sono stati molto evidenti sul piano industriale
sia per i ceramici "avanzati" sia per quelli "tradizionali"
classici.
A.
Quando si dice "tradizionali" intendiamo le porcellane di
Boettger? Quali sono i ceramici "avanzati" e che differenze
li contraddistinguono dai tradizionali?
P.
Purtroppo sono stato indotto, per vecchia abitudine, a riferirmi a
questa distinzione "tradizionali e avanzati" che oggi non
avrebbe più motivo di esistere, visto il grande progresso che
i ceramici tradizionali hanno compiuto anche grazie alla scienza e
tecnologia dei ceramici avanzati.
A.
Effettivamente non ho capito molto bene. Resta la domanda sulle differenze
che li contraddistinguono. Potrebbe spiegarmi meglio se esiste o meno
questa distinzione?
P.
Negli anni 70 c'era la tendenza a distinguere i ceramici in questo
modo:
(a) i ceramici tradizionali, sulla base del fatto
che questi sono realizzati con materie prime naturali (minerali) e
con tecnologie di formatura relativamente semplice (colaggio di sospensioni,
estrusione o deformazione plastica di impasti semi solidi ecc.), applicando
processi di cottura piuttosto lenti e lineari, sempre a pressione
ambiente;
(b) i ceramici avanzati, sulla base del fatto che si
impiegano materie prime sintetiche, molto pure e spesso costose, con
tecniche di formatura che si basano anche su metodi chimici, tecniche
sol-gel e coprecipitazioni di idrossidi, oltre a cicli di cottura
molto complessi (pressature isostatiche a caldo e in atmosfera controllata).
Successivamente, negli anni '80, le scoperte scientifiche e tecniche
hanno favorito il trasferimento delle conoscenze dall'uno all'altro
dei settori, tanto che negli anni '90 la precedente distinzione è
venuta meno, lasciando la sola distinzione basata sulla destinazione
d'uso. Perciò, semplificando i materiali ceramici sono da considerarsi:
- tradizionali,
quando sono destinati agli impieghi tradizionali, per le costruzioni
(mattoni, tegole, piastrelle e simili), per uso domestico (piatti
e sanitari), per la decorazione e l'arte (ceramiche artistiche);
- avanzati,
quando sono componenti strutturali o funzionali di sistemi complessi.
Mi riferisco a parti di macchine per alta temperatura e pressione,
utensili da taglio, supporti e componenti per circuiti elettronici,
cioè condensatori, termistori, sensori piezoelettrici, di
gas, ecc.. Vanno sottolineate le applicazioni nel campo bio-medico,
dove sono entrati come componenti di protesi ortopediche
e odontoiatriche, e nel campo della catalisi dove occupano
un posto preminente nella costruzione dei supporti refrattari nelle
marmitte catalitiche.
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A.
Non so se ho potuto cogliere appieno le differenze e la unificazione
finale, comunque rileggerò per riflettere. C'è
qualche riferimento a questo proposito che possa darmi una visione
più ampia e articolata?
P.
Certamente i libri sono tanti, c'è solo l'imbarazzo della
scelta. Comunque, per una informazione di orientamento, potresti
vedere il recente "Manuale dei materiali per l'ingegneria"
che è stato realizzato a cura dell'AIMAT, cioè
dell'associazione che raccoglie, tra gli altri, anche alcuni
di noi, professori di Scienza e Tecnologia dei Materiali. In
quel manuale si trattano molti materiali, compresi quelli ceramici
tradizionali e avanzati.
Note
Bibliografiche
Janet
Gleeson, "Arcanum - dalla pietra filosofale alla porcellana:
storia di, un enigma scientifico e dell'alchimista che lo risolse".
Rizzoli Editore
Autori
vari "Manuale dei materiali per l'ingegneria",
McGraw-Hill Libri Italia.
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Johann
Friedrich Boettger
Nato
a Schleiz in Turingia il 4 Febbraio 1682, morto a Dresda il
13 Marzo 1719 a soli 37 anni. Fu avviato allo studio per diventare
un medico, come allievo della Farmacia di Berlino, ma presto
si lasciò affascinare dai metalli anche perché,
essendo stato suo padre un "maestro della zecca",
sin dall'infanzia aveva visto ed apprezzato le tecniche di lavorazione
per fabbricare le monete e iniziò ad essere affascinato
dal problema della "pietra filosofale" cioè
della trasmutazione dei metalli in oro. Nel laboratorio della
Farmacia condusse degli esperimenti con monete di 2 Groschen
d'argento, ottenendone una trasmutazione (amalgama?) da farle
ritenere effettivamente trasformate in oro.
La
sua fama divenne pericolosa per lui, perché il Re di
Prussia Federico I° con l'idea dell'oro a disposizione,
stava per requisirlo alla Zecca dello stato, in condizione di
prigioniero. Perciò, nel 1701 per sfuggire a questa prospettiva
si allontanò in incognito da Berlino per entrare a servizio
del principe elettore di Sassonia, Augusto il Forte, che lo
accolse per affidargli a sua volta lo stesso compito: realizzare
un laboratorio per la trasmutazione dei metalli, di fatto rendendolo
prigioniero.
In
queste condizioni, Boettger entrò in contatto con altri
"filosofi naturali", anch'essi al servizio del principe,
tra i quali Ehrenfried Walther von Tschirnhaus (1651-1708),
un fisico esperto nella costruzione di forni riscaldati con
la radiazione solare concentrata da grandi lenti, e Gottfried
Pabst von Ohain (1656-1729) minerologo e metallurgista. Nel
loro lavoro non raggiunsero la trasmutazione dei metalli ma
scoprirono le condizioni per realizzare due diversi tipi di
materiale ceramico: nel 1708 il grés detto "di Delft"
(un ceramica rosso-bruna già nota in Olanda) e nel 1709
la porcellana bianca di tipo cinese (biscuit). Questi materiali,
il cui commercio di importazione produceva grande profitto,
avevano un elevato valore perché erano molto ricercati.
Per
produrre la porcellana bianca in quantità tale da soddisfare
le esigenze della corte e del mercato, il 23 Gennaio 1710 fu
avviata la costruzione dello stabilimento della Manifattura
di Meissen-Albreschtsburg che Boettger diresse fino alla sua
morte nel 1719. In pochi anni, la tecnica della porcellana,
malgrado fosse stata tenuta segreta, si diffuse in Europa per
dare vita alle varie manifatture nazionali di cui ancora oggi
si conserva il nome: Sèvres (Francia), Wedgewood (Inghilterra),
Ginori e Capodimonte (Italia) e molte altre ancora.
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