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L'impiego
delle pozzolane naturali nelle costruzioni non é una novità.
Fin dai tempi antichi si usarono pozzolane di origine vulcanica in
forma di materiali silicei o silico-alluminosi che, reagendo con la
calce erano in grado di formare leganti con caratteristiche idrauliche
(reazione pozzolanica).
Nel XX secolo, specialmente dopo gli anni '50, aumentano la varietà
e l'interesse nell'uso di materiali con proprietà pozzolaniche.
Inoltre, accanto alle pozzolane naturali, si cominciano ad utilizzare
sottoprodotti industriali come ceneri volanti, fumo di silice, scorie,
cenere dalla pula di riso, ecc.
Inizialmente l'impiego di queste aggiunte minerali alla miscela di
calcestruzzo con cemento Portland e stata principalmente motivato
dalla necessità di ridurre lo sviluppo del calore di idratazione
del cemento (ad esempio nella costruzione delle dighe).
Con il trascorrere degli anni si è trovato che esistono ragioni
molto più importanti e categoriche per raccomandare l'uso di
aggiunte minerali. Numerosi lavori hanno dimostrato che esistono benefici
tecnologici provocati dallo sviluppo della reazione pozzolanica nei
materiali a base di cemento Portland: il miglioramento della durabilità
delle costruzioni in calcestruzzo, la riduzione della grandezza dei
pori (pore refinement), il miglioramento dell'aderenza all'interfaccia
matrice cementizia/aggregato o il controllo della reazione alcali-silice.
All'ingresso del secolo XXI esiste una coscienza sempre più
chiara della necessità di assicurare la vita di servizio attesa
nelle strutture di calcestruzzo. Fra le cause più importanti
di deperimento delle strutture suddette si distinguono: la corrosione
delle armature metalliche, i cicli di gelo e disgelo, la reazione
alcali-silice e l'attacco dei solfati; la miglior misura di prevenzione
del degrado consiste nell'ottenere un calcestruzzo sufficientemente
impermeabile e privo di fessure.
Fig. 1 - Composizione chimica e mineralogica di una pozzolana
argentina.
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Oltre
a queste motivazioni legate a problemi di durabilità delle
strutture, nelle ultime decadi si è andato consolidando
un notevole interesse per l'impiego di questi sottoprodotti industriali
(cenere, loppa, ecc.) finalizzato ad uno sviluppo sostenibile
per la riduzione dei consumi energetici (combustibili per produrre
il cemento Portland) e delle risorse naturali non rinnovabili
(calcare e argilla). L'interesse è cresciuto anche in relazione
ad una grande preoccupazione per la emissione di CO2
nell'atmosfera da parte dell'industria del cemento sia pure in
misura non elevata (7%) rispetto ad altre fonti di emissione di
anidride carbonica. Kumar Mehta (1, 2) ha contribuito moltissimo,
proponendo un approccio olistico, alla sensibilizzazione
dei ricercatori a questa problematica ambientalistica.
La maggior parte dell'informazione disponibile negli ultimi anni
su scala internazionale, che riguarda l'impiego delle aggiunte
nei calcestruzzi, si riferisce all'uso di rifiuti industriali
come la cenere volante, la loppa o il fumo di silice. Questi materiali
non sono purtroppo abbondanti in Argentina dove praticamente non
si produce energia basata sulla combustione del carbone; la situazione
è simile nei paesi sudamericani limitrofi ad eccezione
del Brasile. |
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Fortunatamente
l'Argentina possiede importanti giacimenti di pozzolane naturali
(tutte di origine vulcanica) nella zona precordiglierana, da
Salta fino al Chubut. Le pozzolane più abbondanti si
possono classificare come ceneri vulcaniche acide; la Fig. 1
mostra ad esempio i risultati delle analisi mineralogica e chimica
di una di esse. Esistono esempi di applicazione molto rilevanti
sia per l'uso sistematico (cemento pozzolanico) sia per le opere
importanti dove è stata utilizzata (dighe come "Agua
del Toro", "Casa de Piedra", "Piedra del
Águila", ecc.).
Oltre a questi utilizzi tradizionali si sono ormai consolidate
altre applicazioni più proficue dei materiali pozzolanici.
Val la pena di ricordare:
- Calcestruzzi
ad alte prestazioni (HPC)
- Calcestruzzi
ad alta resistenza meccanica (HSC)
- Calcestruzzi
rullati e compattati (RCC)
- Calcestruzzi
ad alto volume di cenere volante (HVFAC)
- Calcestruzzi
a bassa resistenza meccanica controllata (CLSC)
Questo
articolo descrive alcune esperienze realizzate in Argentina
con l'utilizzo di materiali pozzolanici. Sebbene la maggior
parte delle strutture realizzate si sono basate sull'uso di
un cemento pozzolanico con 30% di pozzolana, verranno presentati
alcuni esempi realizzativi per i quali si sono impiegati quantitativi
maggiori di pozzolana.
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Una
pozzolana, macinata a diversi livelli di finezza (tra 380 e 1600
m2/Kg), è stata impiegata per produrre cementi
pozzolanici con 35% di pozzolana in sostituzione del cemento Portland.
Con una pozzolana di pari finezza del cemento (380 m2/Kg),
la resistenza meccanica a flessione è pari al 90% del valore
ottenuto con il cemento Portland. Tuttavia aumentando la finezza
della pozzolana fino a 1600 m2/Kg, con il cemento pozzolanico
si arriva ad ottenere la stessa resistenza a flessione delle malta
con cemento Portland (Fig. 2).
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Fig. 2 - Influenza della finezza della pozzolana (35% sul cemento)
sulla resistenza a flessione delle malte e sull'adesione matrice
cementizia-aggregato.
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Fig. 3 - Calcestruzzi ad alta resistenza (HSC) con e senza materiali
pozzolanici.
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D'altra
parte, l'adesione tra la matrice cementizia e l'aggregato migliora
con l'impiego della pozzolana, ed il miglioramento aumenta con
la finezza della pozzolana.
Sono stati studiati alcuni calcestruzzi HSC: la Fig. 3 mostra
i risultati ottenuti aggiungendo al cemento Portland 5%
di fumo di silice o 15% di pozzolana oppure sostituendo il 15%
di cemento con la pozzolana. Quando le pozzolane (fumo di silice
e pozzolana vulcanica) sono aggiunte, a 90 giorni si raggiunge
una resistenza meccanica di circa 100 MPa e comunque superiore
a quella senza aggiunta pozzolanica (circa 80 MPa). |
Quando
invece la pozzolana (15%) è introdotta nel calcestruzzo
in sostituzione del cemento si ottengono all'incirca gli
stessi valori del calcestruzzo con solo cemento Portland a tempi
lunghi (90 giorni), anche se con un decorso più lento alle
brevi stagionature. Per i calcestruzzi nei quali è importante
ridurre il calore di idratazione, l'impiego di pozzolane vulcaniche,
abbondanti nel nostro Paese, merita di essere studiato anche con
maggiori percentuali di sostituzione del cemento (3).
Nel calcestruzzo RCC, per la costruzione di dighe o altre costruzioni
massive, la pozzolana può giocare un ruolo molto interessante.
Per questo calcestruzzo, è tecnicamente necessario impiegare
un basso contenuto di cemento Portland. Tuttavia, per ragioni
esecutive, cioè per rullare e compattare più finemente
il calcestruzzo, è necessario che nell'RCC sia garantita
la presenza di almento 100 Kg/m3 di materiale fino.
Con l'impiego della pozzolana vulcanica macinata si può
ridurre il dosaggio di cemento Portland nell'RCC a soli 50-60
Kg/m3 con il vantaggio che alle lunghe stagionature
si sviluppa una resistenza meccanica addizionale (quindi senza
aggravare l'evoluzione del calore alle brevi stagionature) per
effetto della reazione pozzolanica. Per esempio, in una diga ubicata
nella provincia di Rio Negro, si sono impiegati 75 Kg/m3
di cemento pozzolanico al 30% di pozzolana più 79 Kg/m3
di pozzolana vulcanica macinata. L'RCC così ottenuto, in
presenza di aggregati con 76 mm di diametro massimo, arrivò
alla resistenza meccanica a compressione progettata di 12 MPa
a 90 giorni. In pratica si è quindi impiegato un dosaggio
di 52 Kg/m3 di cemento Portland e 101 Kg/m3
di pozzolana.
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I
calcestruzzi ad alto tenore in cenere volante (HVFAC) sono
stati ampiamente descritti nella letteratura internazionale (4,
5). L'esperienza in Argentina (6) indica che è possibile
estendere la tecnologia dell'HVFAC sostituendo la cenere volante
(fly ash) con la pozzolana vulcanica macinata. La Fig.
4 mostra la resistenza meccanica a compressione di calcestruzzi
con aggregati da 19 mm come diametro massimo e rapporto acqua/legante
di 0.50 dove per legante si intende la somma di cemento e pozzolana.
La Fig. 4 mostra che la resistenza meccanica in servizio (per
esempio quella ottenuta a 90 giorni) è compresa tra 30
e 35 MPa anche con una sostituzione del 60% del cemento con pozzolana.
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Fig. 4 - Variazione della resistenza meccanica a compressione
con il contenuto di pozzolana (acqua/cemento=0.50).
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| D'altra
parte, modificando il rapporto acqua/cemento pozzolanico grazie
all'impiego di additivi chimici si può arrivare a quasi
50 MPa alla stagionatura di 90 giorni. La Fig. 5 indica che questo
obiettivo è conseguibile impiegando 140 Kg/m3
di cemento Portland più 210 Kg di pozzolana co-macinata,
con un rapporto acqua/(cemento+pozzolana) di 0.30. |

Fig. 5 - Resistenza meccanica a compressione di calcestruzzi
con alto volume di pozzolana in funzione del rapporto acqua/(cemento+pozzolana).
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Oltre
a questi esempi, si possono menzionare numerose altre esperienze
positive sull'impiego delle pozzolane in Argentina per getti massivi
con basso calore di idratazione o per situazioni locali dove siano
disponibili aggregati a rischio di reazione alcali-silice (ASR).
Da tutte queste esperienze emerge l'evidenza che la pozzolana
naturale è di grandissimo interesse per l'ingegneria civile
e che esiste un ampio margine di miglioramento dal punto di vista
sia tecnico che economico.
Nonostante la grande quantità di informazioni già
disponibili nella letteratura internazionale circa i risultati
molto promettenti conseguibili con l'impiego della pozzolana,
è necessario coinvolgere nell'esperienza locale i produttori,
gli utilizzatori ed i tecnologi del calcestruzzo. |
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BIBLIOGRAFIA
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Mehta, P.K "Per un sostenibile sviluppo nel XXI secolo"
Enco Journal, n 9, 1998, pp. 1-3.
-
Mehta, P.K. "Bringing the concrete industry into a new
era of sustainable development", Mario Collepardi Symposium
on advances in concrete science and technology, Roma, 1997,
pp. 49-67.
- Giaccio,
G. y Zerbino, R. "Consideraciones sobre la elección
del tipo y contenido de ligante para la elaboración
de hormigones de alta performance" Hormigón
n 32, AATH, Argentina,1998, pp.17-28.
-
Giaccio, G.M. and Malhotra, V.M. "Concretes Incorporating
High Volumes of ASTM Class F Fly Ash", ASTM Journal,
"Cement, Concrete and Aggregates", vol.10, n
2, winter 1988, pp. 88-95.
-
Collepardi, S., Corinaldesi, V., Moriconi, G. Bonora, G, and
Collepardi, M. "Durability of High-Performance Concretes
with Pozzolanic and Composite Cements" ACI SP-192-10,
Proc. Fifth CANMET/ACI International Conference on Durability
of Concrete, Barcelona, 2000, pp. 159-172.
-
Giaccio, G. y Zerbino, R. "Empleo de altos volúmenes
de puzolanas naturales en la elaboración de hormigones
estructurales" Hormigón n 27, AATH, Argentina,
1994, pp. 29-36.
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