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Il calcestruzzo
leggero è un conglomerato cementizio la cui massa volumica
(variabile tra 300 e 2000 kg/m3) è sensibilmente
inferiore a quella di un calcestruzzo ordinario (solitamente compresa
tra 2200 e 2600 kg/m3).
La ridotta massa volumica del calcestruzzo leggero è imputabile
alla presenza di un sistema di vuoti i quali, oltre alla leggerezza,
conferiscono al materiale delle eccellenti proprietà di isolamento
termico ed assorbimento acustico (1).
L'introduzione di un sistema di vuoti nel conglomerato cementizio,
e quindi la produzione del calcestruzzo leggero, si realizza sostanzialmente
in tre modi (2), ciascuno dei quali è caratterizzato da una
diversa microstruttura:
- sostituendo
gli inerti ordinari con inerti leggeri naturali o artificiali
caratterizzati nella maggior parte dei casi da un'elevata porosità
e quindi da una ridotta massa volumica;
- inglobando
nella malta un sistema di bolle d'aria oppure di gas di dimensioni
dell'ordine del mm, mediante aggiunta all'impasto di schiuma preformata
oppure di sostanze capaci di sviluppare gas in ambiente alcalino;
- utilizzando
un inerte grosso ordinario monogranulare i cui granuli vengono
legati da un sottile strato di sola pasta di cemento, in modo da
creare un sistema di alveoli grossolani tra i granuli dell'inerte.
Nel primo
caso si parla di "calcestruzzi con inerti leggeri", nel
secondo di "calcestruzzi cellulari", anche se a rigore si
dovrebbe parlare di "malte cellulari", nel terzo di "calcestruzzo
alveolari".
In generale il costo per m3 di calcestruzzo leggero
è superiore di quello di un calcestruzzo ordinario, sia per
un maggior costo di produzione degli aggregati leggeri rispetto a
quelli ordinari, sia perché la bassa densità territoriale
delle fonti di approvvigionamento degli inerti leggeri fa si che il
costo del trasporto incida sul costo totale del calcestruzzo. Tuttavia,
l'impiego del calcestruzzo leggero può risultare più
economico in quanto, per la sua leggerezza, diminuiscono i carichi
permanenti della struttura, e quindi è possibile ridurre le
dimensioni degli elementi strutturali. Il peso minore dell'ossatura
portante permette, inoltre, di costruire anche su terreni di scarsa
portanza, senza dover ricorrere a tipologie di fondazione complesse
e costose, ma soprattutto consente, a parità di pressioni trasmesse
al terreno, di realizzare edifici con uno sviluppo verticale maggiore:
il maggior costo del calcestruzzo leggero in questi casi risulta ampiamente
compensato dalla maggiore superficie abitabile (3).
Con il calcestruzzo leggero strutturale è possibile costruire
sopraelevazioni di costruzioni esistenti che non sono sufficientemente
resistenti da poter sopportare il peso di strutture in calcestruzzo
ordinario e che quindi richiederebbero dei complessi interventi di
adeguamento per aumentarne la capacità portante. Inoltre, l'impiego
del calcestruzzo leggero strutturale riduce le forze d'inerzia che
insorgono allorquando la struttura è soggetto ai movimenti
tellurici, consentendo una diminuzione delle armature a parità
di sezione, oppure a parità di armature una diminuzione della
sezione resistente (4).
Nei nostri laboratori è stata condotta un'indagine sperimentale
per l'ottimizzazione del calcestruzzo leggero strutturale; si è
fatto riferimento ai seguenti obiettivi prestazionali:
- Rck
= 30-35 N/mm2;
- Massa
Volumica: 1650-1750 kg/m3 (1550 kg/m3 su provini
asciutti);
- Lavorabilità
per 30' :S4 (slump 16-20 cm);
- Messa
in opera : tradizionale, senza pompa.
Per l'esecuzione
del programma sperimentale sono stati utilizzati:
| Cemento: |
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CEM
IIA-L 42.5R |
| Additivi: |
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Superfluidificante
(a base
melamminica o naftalinica) |
| Aggregati
leggeri: |
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Argilla
espansa denominata LECA
STRUTTURALE "0-15" mm |
Le prove
sperimentali hanno evidenziato che è possibile - attraverso
un attento mix-design - confezionare calcestruzzi leggeri di
argilla espansa di eccellente lavorabilità, e conseguentemente
di facile posa in opera, caratterizzati in pratica da assenza di segregazione.
L'impiego di aggregati leggeri con un ridotto valore di assorbimento
d'acqua ha consentito, inoltre, di produrre calcestruzzi con una massa
volumica compresa tra 1600 e 1800 kg/m3 con resistenza
caratteristica a compressione pari a circa 35 N/mm2. Questi
calcestruzzi hanno evidenziato valori di resistenza a trazione e di
aderenza acciaio/conglomerato paragonabili o leggermente superiori
rispetto a quelli ottenibili con un conglomerato ordinario di pari
resistenza.
I risultati sperimentali, inoltre, hanno confermato per il calcestruzzo
leggero un modulo elastico inferiore a quello conseguibile con un
conglomerato ordinario di pari resistenza meccanica a compressione
come conseguenza della minore rigidità dei granuli di argilla
espansa rispetto agli aggregati silico-calcarei correntemente impiegati
per la produzione dei normali calcestruzzi. Il minor modulo elastico
se, da una parte, può ridurre la rigidezza delle strutture
realizzate in calcestruzzo leggero, dall'altra determina una diminuzione
degli stati tensionali indotti da deformazioni contrastate di origine
termo-igrometrica con il risultato di produrre elementi strutturali
con una minore tendenza alla fessurazione.
Per valutare la durabilità, le misure di velocità
di penetrazione dell'anidride carbonica in ambiente arricchito in
CO2 al 30% in volume e del cloruro, per immersione in soluzione
acquosa di NaCl al 3.5%, il calcestruzzo leggero è stato messo
a confronto con un calcestruzzo di pari rapporto a/c confezionato
con aggregati ordinari.
I risultati riportati e nelle Fig. 1 e 2 mostrano eccellenti prestazioni
del calcestruzzo leggero, migliori di quelle del conglomerato di riferimento,
in entrambi i tipi di aggressione chimica confermando i risultati
ottenuti anche nei calcestruzzi confezionati con Leca Terrecotte.
Infatti, benché le velocità di penetrazione della CO2
e del cloruro (pendenza delle rette di penetrazione dell'agente aggressivo
in funzione della radice del tempo) sia simile per il calcestruzzo
ordinario e per quello leggero, l'inizio della penetrazione nel calcestruzzo
leggero risulta sensibilmente ritardato rispetto al calcestruzzo ordinario.
Per quanto riguarda il rallentamento delle penetrazione dell'anidride
carbonica nel calcestruzzo leggero (Fig. 1), questo singolare e positivo
comportamento in presenza dell'inerte leggero meriterebbe un approfondimento
per i risvolti scientifici e pratici che potrebbero conseguire. E'
ipotizzabile, per ora, che la maggiore difficoltà che incontra
la CO2 a penetrare nel calcestruzzo con inerte
Leca Strutturale possa essere messa in relazione con una maggiore
basicità di questo inerte rispetto a quello naturale.
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Fig.
1 - Penetrazione della CO2 (s) in funzione del tempo
per calcestruzzo ordinario e leggero di pari a/c (0.40).
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Anche
la più lenta diffusione del cloruro all'interno del calcestruzzo
leggero rispetto a quello ordinario di pari a/c (Fig. 2) meriterebbe
un approfondimento per i benefici che potrebbero conseguire le strutture
in calcestruzzo leggero con Leca Strutturale nelle opere marittime,
stradali ed autostradali nei confronti del cloruro e quindi della
corrosione delle armature metalliche.
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Fig.
2 - Penetrazione del cloruro (s) in funzione del tempo per calcestruzzo
ordinario e leggero di pari a/c (0.40).
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Allo
stato attuale è ipotizzabile che la minore diffusione del cloruro
sia da mettere in relazione con una certa attività pozzolanica
esplicata dall'aggregato leggero Leca Strutturale come tipicamente
avviene per i materiali argillosi sottoposti a trattamento termico.
CONCLUSIONI
I risultati conseguiti hanno messo in evidenza:
- che
è possibile confezionare calcestruzzi leggeri strutturali
caratterizzati da massa volumica di 1700 - 1750 kg/m3
(determinata su materiale saturo di acqua e pari a 1500¸1550
kg/m3 misurata su calcestruzzo
secco) con una Rck di circa 30-35 MPa;
- che
è più efficace un additivo riduttore d'acqua a base
melamminica che non a base naftalinica;
- che
il calcestruzzo leggero con Leca Strutturale presenta una stabilità
dimensionale di poco inferiore a quella dei calcestruzzi ordinari
di pari prestazioni meccaniche ma più pesanti;
- che
il modulo elastico è pari a 20500 N/mm2;
questo valore comporta che a parità di deformazioni (termiche
o igrometriche) contrastate, la tensione indotta nel calcestruzzo
leggero è minore di quella di un calcestruzzo ordinario di
pari resistenza meccanica;
- particolarmente
positivi (e per un certo verso sorprendenti in quanto non segnalati
nella letteratura tecnica) appaiono i risultati di penetrazione
della CO2 e del cloruro all'interno del calcestruzzo leggero rispetto
a quelli registrati per un calcestruzzo ordinario di pari rapporto
acqua/cemento; la minore penetrazione della CO2 potrebbe
ipoteticamente essere correlata con la maggiore basicità
dell'aggregato leggero Leca Strutturale rispetto agli inerti ordinari;
analogamente, per la minore diffusione del cloruro si potrebbe invocare
una certa benefica attività pozzolanica dell'aggregato leggero,
attività che notoriamente rallenta la diffusione del cloruro
attraverso il copriferro verso i ferri di armatura.
BIBLIOGRAFIA
- S
Short, W. Kinniburgh, Lightweight concrete, Applied Science Publishers,
London (1978).
- ACI
213, Guide for structural lightweight aggregate concrete, J. Amer.
Concr. Inst., 64, 433 (1967).
- L.
Coppola, S. Monosi, M. Collepardi, Il calcestruzzo leggero, Il Nuovo
Cantiere, n° 9 ottobre (1995).
- R.
Calzona, Il conglomerato leggero strutturale, Ed. di Scienza e Tecnica,
Milano (1982).
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