Come nacque il fumo di silice in Norvegia

Prof. Magne Maage, Selmer Skanska A.S. Trondheim, Norvegia

magne.maage@selmer.skanska.no
 

La ricerca sul fumo di silice cominciò verso la fine degli anni '40 quando io avevo pochi anni. Un professiore dell'Università di Trondheim ed il presidente della Elkem cominciarono a quei tempi ad armeggiare sulla sommità di una ciminiera, nella fabbrica delle leghe di silicio a Kristiansand, cercando di raccogliere un po' di polvere, con l'ausilio di stracci bagnati, dai fumi scaricati dalla ciminiera nell'atmosfera. Il nome di quel professore era Asbjørn Markestad ed a lui fu intestato l'award sul fumo di silice nelle Conferenze del CANMET e dell'American Concrete Institute.

I risultati della ricerca eseguita verso la fine degli anni '40 furono promettenti. Tuttavia, a quel tempo la tecnica per raccogliere la polvere nera trascinata dai fumi emessi dalle ciminiere nelle fabbriche di leghe al silicio non era molto sviluppata. Né erano disponibili i superfluidificanti per disperdere le finissime particelle di fumo di silice nel calcestruzzo. Per queste ragioni, il fumo di silice fu completamente dimenticato per circa 25 anni.

Nel 1974, il Ministro dell'Ambiente in Norvegia era la Signora Gro Harlem Brudtland, che successivamente diventò Primo Ministro del Governo per molti anni, e che ora è responsabile del problema sulla "Salute nel Mondo" all'interno delle Nazioni Unite. Come donna, la signora Brudtland fu colpita dal fatto che, quando si asciugava il bucato all'aria nei dintorni delle fabbriche di leghe di silicio, i vestiti finivano con l'insudiciarsi nei giorni di pioggia per l'abbattimento della polvere nera di fumo di silice. Fu presa allora la decisione politica di pulire i fumi emessi dalle ciminiere delle fabbriche di leghe al silicio. Nel frattempo, all'inizio degli anni '70, si era sviluppata la tecnica per abbattere la polvere dai fumi e si riuscì a raccogliere qualche migliaio di tonnellate di questo rifiuto solido industriale, o di fumo di silice come oggi è chiamato questo prezioso materiale.



Inquinamento provocato dal fumo di silice quando non veniva recuperato.

A quel tempo, io lavoravo con il Professor Markestad all'Università di Trondheim dove lui mi aveva chiamato. Cominciai con lo scrivere un rapporto sullo stato dell'arte basato sul lavoro dei precedenti 25 anni. Il lavoro fu molto facile e tutto sì esaurì nello scrivere un articolo di sole due pagine. Questo fu proprio l'inizio della ricerca sull'applicazione del fumo di silice nel calcestruzzo. Nello stesso tempo cominciarono parallelamente le applicazioni pratiche in modo che si stabilì subito una connessione tra ricerca ed applicazioni pratiche.

Agli inizi degli anni '80 diventai responsabile del settore tecnologico sul cemento e calcestruzzo all'interno dell'Istituto di Ricerca Sintef a Trondheim. Il mio maggior compito consisteva nell'organizzare vasti programmi di ricerca sull'impiego del fumo di silice coinvolgendo diversi partner industriali. Era una sorta di sfida perché nel progetto erano coinvolti diversi interessi, ma alla fine fu un successo. Tutti i partner coinvolti nel programma di ricerca trassero enormi benefici per l'innalzamento del livello delle conoscenze tecniche. Inoltre, ogni partner era libero di sviluppare il proprio business sulla base delle comuni conoscenze raggiunte. Questo modello, da allora, è stato ripetuto con successo in molti altri programmi di ricerca congiunti sviluppati in Norvegia.

Se date uno sguardo alla enorme bibliografia dei lavori portati a termine in quel periodo, troverete raramente il mio nome, perché io ero impegnato nel lavoro di organizzazione mentre uno staff di intelligenti ricercatori lavorava e pubblicava rapporti tecnici. Harald Justness fu impegnato in quel periodo nella ricerca e divenne subito un importante scienziato nel Sintef. Nel gruppo di ricerca furono inclusi esperti di tecnologia del calcestruzzo, di chimica e di elettro-chimica; e lavorando tutti insieme si realizzò all'interno del Sintef un gruppo molto efficiente. Sebbene il lavoro svolto nel Sintef fu molto importante in quel periodo, gran parte di esso fu poi ripetuto in altri centri di ricerca nel mondo, sia perché la maggior parte dei rapporti tecnici fu pubblicato solo in Norvegese, sia perché una conferma dei risultati ottenuti è necessaria per il consolidamento delle conoscenze.

Sono stato molto fortunato a far parte di quel gruppo e ad essere parte attiva per alcuni anni nell'organizzazione di quella ricerca.