Proprietà delle armature in acciaio inossidabile per il calcestruzzo

Luca Bertolini - Facoltà di Ingegneria,
Politecnico di Milano
luca.bertolini@polimi.it

Il calcestruzzo è il materiale ideale per proteggere il comune acciaio d'armatura, grazie all'azione passivante della soluzione alcalina contenuta nei pori della pasta cementizia. Le armature possono corrodersi solo quando l'ambiente è in grado di modificare la composizione del liquido nei pori, a causa della carbonatazione, che rende praticamente neutra la soluzione, o della penetrazione di cloruri. La protezione delle armature nelle strutture in calcestruzzo armato è quindi affidata al calcestruzzo che le ricopre cioè al copriferro (1). In condizioni ambientali d'elevata aggressività, soprattutto legata alla presenza d'acqua di mare o di sali disgelanti, oppure nei casi in cui, per l'importanza della struttura, sia richiesta una vita di servizio molto lunga (ad esempio maggiore di 100 anni), la protezione offerta dal copriferro può non essere sufficiente a prevenire la corrosione, almeno nei punti più critici di una struttura. Per garantire la durata richiesta per l'opera possono, quindi, essere necessarie delle manutenzioni straordinarie. Poiché gli interventi di recupero effettuati sulle strutture corrose, soprattutto in presenza di cloruri, sono complessi, costosi e spesso non duraturi, è buona norma cercare di evitarli. Per questo motivo, fin dagli anni settanta sono state studiate diverse tecniche di protezione aggiuntiva (2), destinate ad aumentare la vita di servizio delle strutture in calcestruzzo armato. Tra queste rientra la sostituzione, integrale o parziale, delle comuni armature di acciaio al carbonio con barre di acciaio inossidabile (Fig. 1).



Fig. 1 - Esempio di impiego delle armature di accaiaio inossidabile.


In questa nota sono descritte le principali proprietà delle armature di acciaio inossidabile; in una nota successiva si discuteranno gli effetti dell'accoppiamento galvanico con l'acciaio al carbonio e si analizzeranno le applicazioni e i costi di questa protezione aggiuntiva.

ACCIAI INOSSIDABILI UTILIZZATI PER LE ARMATURE

La famiglia degli acciai inossidabili comprende un numero elevato di materiali, con la caratteristica comune di contenere un elevato tenore di cromo (in genere maggiore del 13%) che consente loro di ricoprirsi spontaneamente di un sottile strato protettivo d'ossido di cromo (passività). È disponibile un'ampia varietà di acciai inossidabili per soddisfare diverse esigenze di proprietà fisiche e meccaniche, costo e resistenza alla corrosione. Oltre al cromo (Cr), sono anche utilizzati nichel (Ni) e molibdeno (Mo). In genere, le armature sono realizzate con acciai inossidabili di microstruttura austenitica o duplex austeno-ferritica (3,4). I primi contengono 17-18% di Cr e 8-10% di Ni, come l'acciaio denominato 304 secondo la designazione americana (AISI) o 1.4301 secondo quella europea (UNI EN 10088), e possono contenere 2-3% di Mo, come il tipo 316 (1.4401 o 1.4436). Gli acciai inossidabili austenitici contengono 22-26% di Cr e 4-8% di Ni (il più utilizzato è il tipo 1.4460 con 22% di Cr e 5% di Ni). La Tabella 1 mostra la composizione e le proprietà meccaniche di alcune barre per armatura in acciaio inossidabile.

 

Tabella 1 - Esempi di composizione chimica e proprietà meccaniche di barre di armatura in acciaio inossidabile (Æ = diametro della barra, fy = carico di snervamento, A = allungamento a rottura).

Micro-struttura
Designazione
Composizione (*)
Lavorazione (**)
Æ
(mm)
fy
(MPa)
A
(%)
AISI
EN 10088
Austenica
304L
1.4307
0,02%C, 18%Cr, 9%Ni
D.F.
L.C.
L.C.
8
14
20
788
772
761
22
26
28
316L
1.4404
0,02%C, 17%Cr, 12% Ni, 2%Mo
D.F.
L.C.
L.C.
8
14
40
773
853
717
23
25
31
Duplex
22-05
1.4462
0,02%C, 22%Cr, 5% Ni, 3%Mo, e N
-
D.F.
8
10
518
950
32
14

* Valori indicativi del contenuto degli elementi chimici caratteristici.
**Trattamento termomeccanico di rafforzamento:D.F.=deformato a freddo, L.C. lavorato a caldo

PROPRIETA' MECCANICHE

Le barre d'acciaio inossidabile devono garantire le prestazioni meccaniche richieste alle normali barre d'armatura, in particolare per quanto riguarda la resistenza allo snervamento e la duttilità. Per le armature di acciaio inossidabile austenitico sono indispensabili dei trattamenti di rafforzamento; normalmente le barre di piccolo diametro sono incrudite a freddo, mentre quelle di diametro maggiore sono sottoposte a trattamenti termomeccanici sviluppati dai singoli produttori. Con gli acciai inossidabili duplex, invece, si possono raggiungere resistenze sufficienti anche senza specifici trattamenti di rafforzamento. Qualche preoccupazione è stata sollevata in relazione alla minore duttilità delle barre di acciaio inossidabile rispetto alle comuni armature, in particolare in relazione al loro comportamento in presenza di fenomeni sismici. In realtà, anche se le barre di acciaio inossidabile non manifestano uno snervamento discontinuo, i trattamenti cui sono sottoposte consentono di adattare le loro caratteristiche meccaniche ai requisiti normativi. Ad esempio, le barre utilizzate in Italia soddisfano i requisiti di resistenza e duttilità del tipo FeB44K secondo il D.M. LL.PP. del 9/1/1996 e la successiva circolare 15/10/1996. Inoltre, in condizioni di elevata aggressività ambientale, l'impiego di armature di acciaio inossidabile, prevenendo la corrosione e il danneggiamento del copriferro, può migliorare il comportamento globale di una struttura anche in occasione di un evento sismico.

RESISTENZA ALLA CORROSIONE

Nel calcestruzzo non carbonatato e non inquinato da cloruri, le barre di acciaio inossidabile sono passive come le normali barre di acciaio al carbonio. Ovviamente i più costosi acciai inossidabili non dànno alcun vantaggio nel caso in cui non si preveda la carbonatazione del calcestruzzo e la penetrazione dei cloruri. Il loro impiego è in genere associato ad ambienti contenenti cloruri. Per strutture soggette solo a carbonatazione, a meno che non siano richieste vite di servizio estremamente lunghe (maggiori di 100 anni), la prevenzione della corrosione può essere ottenuta in modo più economico attraverso il progetto della composizione del calcestruzzo e dello spessore di copriferro oppure con protezioni aggiuntive meno costose (come le barre d'armatura zincate che hanno un buon comportamento in calcestruzzo carbonatato senza cloruri).
In ambienti contenenti cloruri, le comuni armature subiscono un attacco localizzato quando il calcestruzzo con cui sono a contatto contiene un tenore di cloruri superiore a una soglia critica. Per strutture esposte all'atmosfera questa soglia in genere è compresa fra 0,4% e 1% di cloruri rispetto alla massa del cemento. In calcestruzzo contaminato da cloruri, anche gli acciai inossidabili potrebbero subire questo tipo d'attacco ma il contenuto di cloruri richiesto per l'innesco della corrosione è notevolmente più elevato. Poiché la resistenza alla corrosione degli acciai inossidabili aumenta all'aumentare del contenuto di cromo, molibdeno e azoto, il contenuto critico di cloruri dipende dalla composizione chimica delle barre. Questo può inoltre essere influenzato da altri fattori: la microstruttura e le condizioni superficiali dell'acciaio, il pH del calcestruzzo (che dipende dal tipo di cemento o dalla carbonatazione) e dal potenziale elettrochimico dell'acciaio (che dipende essenzialmente dall'umidità del calcestruzzo).
Diversi studi hanno mostrato che nel calcestruzzo non carbonatato, anche nella condizione peggiore di esposizione (ad esempio la zona al di sopra di quella interessata dalle maree, come mostrato in Figura 2), per gli acciai austenitici 304L e 316L e l'acciaio duplex 22-05 (Tabella 1) si può considerare un tenore critico di cloruri superiore al 5% rispetto alla massa di cemento (4). Questo contenuto di cloruri viene raggiunto solo in casi eccezionali vicino alle armature, anche con gli usuali spessori di copriferro. Conviene quindi utilizzare il meno costoso acciaio 304L.
Il contenuto critico di cloruri diminuisce se il calcestruzzo è carbonatato. Le situazioni in cui il calcestruzzo a contatto con le armature è sia carbonatato sia contaminato da elevati tenori di cloruri sono rare; si possono trovare, ad esempio, all'interno delle gallerie stradali. In queste condizioni sono da preferire gli acciai con maggiore contenuto d'elementi di lega, come quelli austenitici con almeno 2.5% di molibdeno (tipo 316L, 1.4436) oppure i duplex. Gli acciai maggiormente legati sono da preferire anche quando si prospetta il rischio che il copriferro possa presentare fessure di notevole apertura.
È importante osservare che gli ossidi colorati prodotti dalla saldatura sulla superficie delle armature hanno una minore resistenza alla corrosione rispetto all'ossido di cromo che si forma spontaneamente a temperatura ambiente. Il tenore critico può quindi ridursi localmente se le barre vengono saldate e gli ossidi colorati non vengono rimossi; con prove di laboratorio si è comunque verificato che, anche in presenza di ossidi di saldatura, la soglia critica è di almeno 3,5% di cloruri in massa rispetto al cemento.

ALTRE PROPRIETA'

Nella valutazione dell'uso di armature di acciaio inossidabile, oltre alle proprietà meccaniche e alla resistenza alla corrosione, si devono considerare altre caratteristiche che possono influire sulle prestazioni della struttura o sul processo costruttivo.

PROPRIETA' TERMICHE
Gli acciai inossidabili austenitici hanno un coefficiente di dilatazione lineare di circa 1,8×10-5 °C-1, maggiore sia di quello del calcestruzzo (circa 10-5 °C-1) sia di quello delle normali armature (1,2×10-5 °C-1). Il maggiore coefficiente di dilatazione termica potrebbe creare situazioni sfavorevoli nel caso di forti escursioni termiche (ad esempio durante un incendio); tuttavia l'acciaio inossidabile austenitico ha una conducibilità termica notevolmente inferiore rispetto all'acciaio al carbonio e quindi tende a scaldarsi di meno in queste condizioni.

PROPRIETA' MAGNETICHE
Gli acciai inossidabili austenitici sono in genere considerati "non magnetici", sebbene la permeabilità magnetica aumenti per effetto dell'incrudimento a freddo. Possono essere quindi utili per particolari applicazioni (e sono apprezzate anche nel campo della bioarchitettura). Questa proprietà va inoltre tenuta in considerazione durante l'ispezione delle strutture, perché i comuni misuratori di copriferro di tipo magnetico non sono in grado di individuare correttamente le armature inossidabili e la loro posizione. Le armature duplex hanno invece proprietà magnetiche simili alle armature comuni.

 
Fig. 2 - Effetti della corrosione in una struttura marina. La zona atmosferica sopra l'altezza delle maree è la più critica perchè è bagnata dagli spriuzzi d'acqua di mare, am il calcestruzzo no è saturo d'acqua e quindi l'ossigeno può raggiungere le armature.

ADERENZA
L'aderenza al calcestruzzo delle barre di acciaio inossidabile, come per le normali armature, è garantita dalle nervature.

SALDABILITA'
La saldabilità degli acciai inossidabili dipende dalla loro composizione chimica. In genere, grazie alla riduzione del tenore di carbonio, le barre d'armatura d'acciaio inossidabile sono saldabili. Tuttavia la saldatura in cantiere è in genere sconsigliata per i rischi di perdita locale dell'incrudimento nella zona termicamente alterata e, soprattutto, per la riduzione di resistenza alla corrosione conseguente alla formazione degli ossidi di saldatura che si formano sulla superficie e che portano alla formazione di colori d'interferenza. Nel caso in cui si effettui la saldatura in cantiere, questi ossidi devono essere rimossi con sabbiatura o decapaggio. Se le condizioni di saldatura possono essere accuratamente controllate, come durante la produzione in stabilimento delle reti saldate, la saldatura può essere effettuata senza conseguenze negative.

PRATICHE DI CANTIERE
A differenza delle armature zincate o rivestite con resine epossidiche, quelle di acciaio inossidabile non alterano la loro resistenza alla corrosione quando vengono tagliate, piegate o danneggiate superficialmente. Non è quindi necessario alcun particolare accorgimento durante la posa in opera. Naturalmente questo non vale nel caso di armature placcate, cioè di comuni armature di acciaio al carbonio rivestite con un sottile strato di acciaio inossidabile, che sono state proposte come un'alternativa economica alle armature interamente in acciaio inossidabile.

BIBLIOGRAFIA

  1. M.Collepardi, "Il nuovo calcestruzzo", Enco, Spresiano (TV), 2001.
  2. P.Pedeferri, L.Bertolini, "La durabilità del calcestruzzo armato", McGrawHill, Milano, 2000.
  3. The Concrete Society, "Guidance on the Use of Stainless Steel Reinforcement", Technical Report No. 51, 1998.
  4. The Institute of Materials, "Stainless Steel in Concrete", European Federation of Corrosion, Publication No. 18, Ed. U.Nürnberger, London, 1996.
  5. L.Bertolini, P.Pedeferri, "Laboratory and field experience on the use of stainless steel to improve durability of reinforced concrete", Corrosion Reviews, Vol. 20, n. 1-2, 2002, pag. 129-152