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Come prevedere la resistenza meccanica in sito nelle strutture in calcestruzzo
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INTRODUZIONE Il 2 Marzo
1973, parti di un edificio in costruzione a Fairfax County, Virginia,
subirono un collasso. Morirono 14 operai e 34 rimasero feriti. Il National
Bureau of Standards, NBS, di allora, l'equivalente del NIST
(National Institute of Standards and Technology) di oggi, fu
incaricato dall'OSHA (Occupational Safety and Healt Administration)
di assistere questa amministrazione nello studio sulle cause tecniche
del collasso. Il rapporto dell'NBS (1) concluse che le cause più
probabili dell'incidente erano da mettere in relazione con la prematura
rimozione delle casseforme che sostenevano un calcestruzzo relativamente
"giovane". Al momento dell'incidente, il calcestruzzo dei
solai dove era iniziato il collasso era stato gettato da quattro giorni
soltanto, e la temperatura media registrata in quei giorni nel più
vicino aeroporto era stata di 7°C. I ricercatori dell'NBS
incontrarono non poche difficoltà nell'utilizzare i dati disponibili
nella letteratura tecnica relativi allo sviluppo della resistenza meccanica
a varie temperature per stimare la resistenza meccanica del solaio al
tempo dell'incidente. Fu questa circostanza che stimolò l'interesse
ad un nuovo approccio - denominato metodo "maturità"
(maturity method) - nella stima dello sviluppo della resistenza
meccanica in servizio di strutture in calcestruzzo esposte a varie condizioni
termiche.
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![]() Fig. 1 - Schematico andamento della temperatura del cacestruzzo (T) in funzione del tempo (t) per il calcolo della funzione di maturità con l'equazione [1]. |
FONDAMENTI SCIENTIFICI SUL RUOLO DELLA TEMPERATURA NELL'INDURIMENTO DEL CALCESTRUZZO L'origine del metodo "maturità" può essere individuata in una serie di lavori scientifici di McIntosh (2), Nurse (3) e Saul (4) pubblicati in Inghilterra. Esisteva l'esigenza di un procedimento di calcolo che tenesse conto dell'influenza sia del tempo che della temperatura sullo sviluppo della resistenza meccanica dello stesso calcestruzzo maturato in condizioni termiche diverse. Fu proposto che il prodotto tempo-temperatura potesse essere usato a questo scopo. Queste idee portarono al concetto della famosa funzione di maturità Nurse-Saul:
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dove:
Il valore
di M calcolato con l'equazione [1] fu chiamato indice di maturità,
sebbene nella moderna terminologia sia preferibile il termine "fattore
temperatura-tempo" secondo l'ASTM C 1074. La Fig. 1 mostra
esemplificativamente l'andamento registrato per la temperatura del calcestruzzo
(T) in funzione del tempo di stagionatura: il fattore tempo-temperatura
al tempo t*, calcolato secondo l'equazione [1] corrisponde all'area
tratteggiata compresa tra la curva della temperatura T e la retta
che passa per la temperatura di riferimento To. Quest'ultimo
valore, fissato tradizionalmente a -10°C, corrisponde a quella temperatura
al di sotto della quale non si sviluppa alcuna resistenza meccanica. |
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Saul (4)
riassunse l'equazione [1] con la cosiddetta regola della maturità
che così recita: "Un calcestruzzo di una certa composizione
presenta, allo stessa maturità (espressa in termini di temperatura-tempo),
la stessa resistenza meccanica per qualsiasi combinazione di temperatura
e di tempo che concorrano a determinare questa maturità". |
![]() Fig. 2 - L'effetto "incrocio" nella curva resistenza meccanica a compressione (Rc) - indice di maturità dovuto alla differenza di temperatura (T) nella stagionatura iniziale del calcestruzzo. |
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In uno studio
successivo, Carino ed altri (5) analizzarono il comportamento meccanico
di 3 diversi calcestruzzi stagionati in laboratorio e fuori in un cantiere
all'aperto. Per un calcestruzzo, a parità di indice di maturità
(cioè di storia termica), esisteva una sostanziale coincidenza
nella resistenza meccanica del calcestruzzo stagionato in laboratorio
con quella dello stesso calcestruzzo stagionato nel cantiere. Tuttavia,
per gli altri due calcestruzzi, furono registrate significative differenze,
pur a parità di indice di maturità, tra le resistenze
dei calcestruzzi di pari composizione stagionati in cantiere o in laboratorio:
per questi due secondi calcestruzzi - a differenza del primo - fu scoperto
che, pur a parità dell'indice di maturità, la temperatura
iniziale dei provini di calcestruzzo stagionati in cantiere era in realtà
diversa da quella dei corrispondenti provini di calcestruzzo stagionati
in laboratorio. I provini che erano stati stagionati ad una temperatura
iniziale più alta, pur a parità dell'indice di maturità,
presentavano una maggiore resistenza meccanica alle brevi stagionature
ma una resistenza meccanica minore alle stagionature più lunghe,
rispetto ai provini confezionati con lo stesso calcestruzzo e stagionati
ad una più bassa temperatura iniziale. Questo effetto "incrocio"
è illustrato in Fig. 2. L'ENERGIA DI ATTIVAZIONE NELL?INDURIMENTO DEL CALCESTRUZZO Lo sviluppo della resistenza meccanica, come anche del grado di idratazione del cemento, in funzione del tempo ad una temperatura costante si presenta come in Fig. 3 che mostra esemplificativamente i seguenti tempi caratteristici sempre riscontrabili in un qualsiasi processo di indurimento di una miscela cementizia:
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![]() Fig. 3 - Esempio di andamento della resistenza meccanica a compressione (Rc) in funzione del tempo (t): al tempo ti termina il periodo di induzione;al tempo tr termina il periodo di accelerazione. |
L'equazione [1] di Nurse-Saul, come anche la regola della maturità di Saul, sono basate su quest'assunto: l'incremento della resistenza meccanica nel periodo di accelerazione (cioè subito dopo la presa) è una funzione lineare della temperatura. In realtà già nel 1971 Malhotra (8) propose un'equazione alternativa alla funzione d1 Nurse-Saul [1] proprio perché si accorse che questa funzione lineare tra aumento di resistenza meccanica nel tempo e temperatura non era valida se la temperatura cambiava nel periodo di accelerazione. Carino (9) anche confermò questa mancanza idi correlazione lineare. Nonostante queste osservazioni la legge di Nurse-Saul fu utilizzata in tutto il mondo finché non fu proposta una funzione migliore verso la fine degli anni '70 del secolo scorso. | ||||
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Nel 1977
Freiesleben Hansen e Pedersen (10) proposero una nuova funzione per calcolare
un indice di maturità dalle registrazioni della temperatura
del calcestruzzo. Questa nuova funzione si basava sulla cosiddetta equazione
di Arrhenuis che descrive l'influenza della temperatura sulla velocità
di una reazione chimica (11), quale è in sostanza l'idratazione
del cemento.
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![]() Fig. 4 -Fattore di conversione g, calcolato attraverso l'equazione [3] con diversi valori di E (30-45-60 kJ/mole), in funzione della temperatura del calcestruzzo. |
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dove:
In sostanza
l'equazione [2] consente di calcolare, per una struttura stagionata a
temperature varie per un certo tempo t, il tempo equivalente (te)
di stagionatura del calcestruzzo a 20°C, (oppure a 23°C). Studi
comparativi (12, 13) sulla funzione di Nurse-Saul secondo l'equazione
[1] e sulla funzione del tempo equivalente (te),
secondo l'equazione [2] hanno dimostrato che la seconda funzione è
più precisa della prima. Per l'esattezza, l'uso dell'equazione
[2] elimina completamente la discrepanza tra le resistenze meccaniche
iniziali misurate a parità dell'indice di maturità
in calcestruzzi stagionati a diverse temperature (Fig. 2 parte iniziale
delle curve). Tuttavia, l'equazione [2] non è in grado di tener
conto completamente della minore resistenza meccanica finale che
si regista nel calcestruzzo stagionato inizialmente a temperatura maggiore
(Fig. 2: parte finale delle curve). L'autore di questo articolo ha discusso
altrove (9) le cause di questo effetto alle lunghe stagionature. EFFETTO DELLA TEMPERATURA SULL'INCREMENTO DELLA RESISTENZA MECCANICA Il termine esponenziale dell'equazione [2] converte gli intervalli di tempo di stagionatura (Dt) trascorsi alla temperatura effettiva (T) del calcestruzzo in intervalli di tempo equivalenti alla temperatura di riferimento Tr (20°C in Europa e di 23°C in Nord America). Pertanto questo termine esponenziale può essere considerato come un fattore (g) di conversione del tempo:
I
valori di E determinati sperimentalmente (14, 15) variano da circa
30 a circa 60 KJ/mole a seconda del cemento utilizzato, degli additivi
impiegati, e del rapporto acqua-cemento adottato. Introducendo nell'equazione
[3] valori di 30, 45 o 60 KJ/mole è possibile calcolare il fattore
di conversione g in funzione della effettiva
temperatura del calcestruzzo. La Fig. 4 mostra questa correlazione avendo
assunto 23°C come temperatura di riferimento.
Insomma,
maggiore è il valore di E, più sensibile è
il calcestruzzo alle variazioni di temperatura rispetto a quella di riferimento.
dove:
L'equazione [4] oltre ad essere più semplice della [2] per il calcolo del tempo equivalente alla temperatura di riferimento, presenta anche il vantaggio di non dover trasformare i gradi centigradi in gradi Kelvin come avviene per l'equazione [2], ma soprattutto assegna un maggior significato fisico a B rispetto a quello attribuito ad E nell'equazione [2] dove non ha molto significato parlare di "energia di attivazione", un termine in realtà applicabile ad una semplice reazione chimica e non ad un processo molto più complesso come è l'idratazione del cemento ed il suo conseguente indurimento. BIBLIOGRAFIA
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