Misure preventive per eliminare il rischio della reazione alcali-aggregato nei pavimenti industriali

Silvia Collepardi (Enco), Luigi Coppola (Mapei) e Roberto Troli (Enco)

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IL RUOLO DELLA SILICE ATTIVA

Il problema dell'eliminazione del rischio di degrado per reazione alcali-silice (Alkali-Silica Reaction, ASR) nelle pavimentazioni industriali (Fig. 1) con strato antiusura non è di facile soluzione. E' evidente che l'eliminazione del rischio potrebbe essere ottenuta ricorrendo, per il confezionamento del calcestruzzo, all'impiego di aggregati sani, privi di forme mineralogiche potenzialmente reattive. Purtroppo, però, questo non sempre è possibile, in quanto significherebbe approvvigionarsi di aggregati in cave distanti anche diverse centinaia di chilometri con un sensibile aumento del costo del calcestruzzo. Questa, tuttavia è una strada già perseguita da alcuni produttori di calcestruzzo, soprattutto nell'area riminese, che si riforniscono di aggregati via mare dalla vicina Croazia, dove fortunatamente le formazioni geologiche sono costituite da calcari quasi puri non contenenti selce amorfa reattiva.

Fig. 1 - Frammenti di calcestruzzo (pop-out) espulsi dalla superficie di pavimenti contenenti aggregati reattivi: i frammenti sono stati capovolti rispetto alla loro posizione nei pavimenti.

Al di là del costo aggiuntivo per l'approvvigionamento di aggregati alternativi più costosi, occorre mettere in evidenza la pratica impossibilità di stabilire, mediante prove preliminari (analisi petrografica, prove di espansione su prismi di malta o calcestruzzo), l'assoluta assenza di rischio di reazione di un determinato aggregato in un ambiente ad alto tenore di alcali come quello che si realizza tra strato antiusura e pavimento in calcestruzzo. Infine, la maggior parte delle prove più attendibili per la valutazione della potenziale reattività dell'aggregato richiedono tempi piuttosto lunghi (almeno tre mesi).
E' possibile, quindi, che in occasione di una variazione della geologia del banco di estrazione (il contenuto di selce può variare con estrema erraticità), non ci sia la pratica possibilità di stabilire se gli aggregati siano o meno reattivi prima che essi vengano impiegati nel calcestruzzo.
Per i motivi sovraesposti, il problema dell'eliminazione della reazione alcali-aggregato deve essere risolto ricorrendo ad uno sforzo congiunto delle varie figure coinvolte nella realizzazione delle pavimentazioni in calcestruzzo antiusura.

IL RUOLO DELL'UMIDITA'

Una soluzione al problema della reazione alcali-aggregato può ricercarsi in quei provvedimenti che consentono di mantenere asciutta la pavimentazione. L'assenza di acqua, infatti, consentirebbe "una pacifica convivenza" degli aggregati reattivi con gli alcali. Nella pratica questa condizione può essere ottenuta predisponendo al di sotto della lastra di calcestruzzo una barriera a vapore, in forma di fogli di polietilene, in grado di impedire la risalita capillare di umidità nella pavimentazione. E' evidente che questo provvedimento risulterà efficace solo se gli ambienti circostanti la pavimentazione non sono caratterizzati da lavorazioni che determinano un'elevata U.R. dell'aria oppure presenza di acqua a contatto con la superficie del pavimento. Allo stesso modo, l'impiego della sola barriera a vapore non risulterebbe sufficiente se la normale pulizia della pavimentazione venisse effettuata mediante lavaggi con acqua (di solito i pop-out si manifestano proprio in concomitanza con questi lavaggi). In queste situazioni la soluzione al problema della reazione alcali-aggregato è rappresentata dalla predisposizione tra sottofondo e lastra di una barriera a vapore (eventualmente coperta da uno strato di sabbia) unitamente all'applicazione sulla superficie della pavimentazione di un rivestimento epossidico (Fig. 2). In questo modo la risalita di umidità dal sottofondo viene impedita dalla barriera a vapore mentre il rivestimento epossidico evita il contatto con l'acqua e l'umidità dell'ambiente circostante la superficie della pavimentazione.

Fig. 2 - Tipici sollevamenti (pop-out) dello strato di antiusura provacati dalla reattività dell'aggregato nel substrato di calcestruzzo
("Il nuovo calcestruzzo, M.Collepardi, Ed. Tintoretto).

IL RUOLO DEL CONTENUTO DI ALCALI

L'eliminazione del rischio della reazione alcali-aggregato, invece, non può essere conseguita soltanto attraverso l'impiego di un cemento a basso tenore di alcali nella miscela utilizzata per la realizzazione dello strato antiusura. Infatti, pur ricorrendo all'impiego di un cemento con un tenore di alcali (ad esempio 0,5% come Na2O equiv.) inferiore allo 0,6% (limite suggerito dalle norme britanniche) il quantitativo di alcali nello strato antiusura (4 kg/m3) risulterebbe comunque superiore al limite (2-3 kg/m3) di sicurezza per la reazione alcali-aggregato a causa dell'alto tenore di cemento nello strato anti-usura (700-800 kg/m3).
E' evidente, quindi, che la soluzione alla reazione alcali-aggregato va ricercata attraverso un'azione "combinata" che coinvolga - in termini di provvedimenti da adottare - sia lo strato indurente che la sottostante pavimentazione in calcestruzzo.
Nell'ipotesi di non assoluta certezza dell'assenza di aggregati alcali-reattivi nella lastra di calcestruzzo, l'obiettivo che si deve perseguire per diminuire il rischio dell'alcali-reazione è quello di ridurre la concentrazione di alcali in prossimità dei granuli di aggregato che si trovano all'interfaccia strato antiusura-pavimento in conglomerato cementizio.

IL RUOLO DELLA POZZOLANA

In quest'ottica, un primo provvedimento da adottare è quello di confezionare il calcestruzzo impiegando pozzolana, cenere volante, loppa d'altoforno, etc., in sostituzione di parte della sabbia. In questo modo gli alcali dello strato indurente - che in assenza della pozzolana nel calcestruzzo della pavimentazione sono impegnati esclusivamente nella reazione con la silice amorfa degli aggregati reattivi (Fig. 3a) - vengono in parte impegnati con la silice della pozzolana o della loppa (Fig. 3b) omogeneamente distribuita nella matrice cementizia. Tuttavia, questo provvedimento potrebbe da solo non risultare sufficiente per eliminare la manifestazione del degrado in quanto, se il quantitativo di alcali nello spolvero è elevato, ancorché parte di questi siano impegnati nella reazione con la silice della pozzolana, la concentrazione di alcali in prossimità degli aggregati potenzialmente reattivi potrebbe risultare ancora sufficiente per dar luogo al fenomeno del pop-out. Pertanto, per diminuire ulteriormente il rischio di degrado per ASR, è necessario che, oltre a confezionare il calcestruzzo della lastra con pozzolana, lo strato indurente venga realizzato con un cemento a basso tenore di alcali (Fig. 2c). In questo modo, gli alcali presenti nello spolvero in concentrazione ridotta risulteranno per lo più impegnati nella reazione con la silice della pozzolana, riducendo la loro presenza in prossimità degli aggregati reattivi e, conseguentemente, limitando il pericolo di degrado della pavimentazione per formazione dei dannosi ed antiestetici pop-out (Fig. 1). Tuttavia, la soluzione migliore - quella cioè che offre le maggiori garanzie - per la risoluzione del problema dell'alcali-reazione consisterebbe (Fig. 3d):

· nel confezionamento del calcestruzzo con cenere volante in sostituzione di parte della sabbia;
· nell'aggiunta di cenere volante alla miscela (cemento Portland/aggregato duro) per la realizzazione dello strato antiusura.

Questa soluzione consentirebbe di "impegnare" gli alcali (sia quelli dello strato antiusura che quelli del calcestruzzo) con la cenere volante sottraendoli, quindi, alla reazione con gli aggregati del calcestruzzo contenenti eventuali forme pericolose di silice amorfa.
Si ritiene che il rischio della reazione alcali-aggregato venga annullato allorquando nell'impasto siano presenti almeno 50 grammi (circa) di cenere per ogni grammo di alcali (espressi come Na2O equiv.) in eccesso rispetto allo 0,5%. E' utile segnalare che la soluzione proposta sembra incontrare qualche resistenza da parte dei pavimentisti, i quali sostengono che gli spolveri contenenti cenere volante non sarebbero di pratico utilizzo, in quanto caratterizzati da una velocità di indurimento minore rispetto alle miscele di solo cemento Portland e quarzo. Gli spolveri con pozzolana, cioè, rischierebbero di allungare i tempi di incorporo nella lastra in calcestruzzo con il pericolo di dover effettuare queste operazioni a notte inoltrata.

Fig. 3 - Tipici rischi di ASR nelle pavimentazioni industriali:
a) Elevata concentrazione di alcali ed alto rischio di degrado per ASR in prossimità degli aggregati reattivi in presenza di strato antiusura ad alto tenore di alcali e pavimento in calcestruzzo di cemento Portland;
b) Alta concentrazione di alcali e rischio medio-alto di reazione per ASR in prossimità degli aggregati in presenza di strato antiusura ad alto tenore di alcali e calcestruzzo di cemento Portland con pozzolana in parziale sostituzione delle sabbia;
c) Bassa concentrazione di alcali e rischio medio-basso di degrado per reazione ASR in prossimità degli aggregati reattivi in presenza di strato antiusura a basso tenore di alcali e calcestruzzo di cemento Portland con pozzolana in parziale sostituzione della sabbia;
d) Basso rischio di degrado per reazione ASR in prossimità degli aggregati reattivi in presenza di strato antiusura in cui parte del cemento Portland ad alto tenore di alcali è sostituito dalla cenere volante e calcestruzzo di cemento Portland con pozzolana in parziale sostituzione della sabbia.

A tal proposito, tuttavia, si possono fare le seguenti considerazioni:

  • attualmente vengono impiegate per gli spolveri miscele aggregato:cemento Portland in rapporto variabile da 1:1 (50% quarzo e 50% cemento Portland) a 2:1 (67% quarzo e 33% cemento);
  • ad esempio, l'impiego di una miscela costituita circa dal 60% di quarzo e 7% di cenere volante e 33% di cemento consentirebbe di lasciare immutata la velocità di indurimento dello strato antiusura, essendo la miscela caratterizzata da un contenuto di cemento uguale a quello contenuto in uno spolvero "usuale" (ad esempio con rapporto aggregato: cemento di 2.1) rispondendo, quindi, alle necessità dei pavimentisti di incorporare lo strato antiusura entro la giornata lavorativa.

La miscela contenente la cenere volante, però, avrebbe il vantaggio di rendere "innocui" gli alcali apportati dal cemento Portland utilizzato per la miscela indurente. Infatti, lo strato antiusura sarebbe caratterizzato (circa) dalla seguente composizione:

· cemento Portland 700 kg/m3
· cenere volante 150 kg/m3
· quarzo 1.250 kg/m3

Nell'ipotesi che il cemento Portland utilizzato contenesse lo 0,9% di alcali (valore plausibile per i cementi italiani), gli alcali in eccesso rispetto allo 0,5%, apportati dallo spolvero risulterebbero pari a: 700 kg/m3 (0,9 - 0,5)/100 = 2,8 kg Þ 2.800 g
Ne consegue che il quantitativo di cenere volante necessario per bloccare gli alcali in eccesso risulta: 50 g x 2.800 g = 140.000 g Þ 140 kg di cenere volante. Come si può notare, quindi, il quantitativo di cenere nello strato indurente sopra suggerito (150 kg/m3) sarebbe sufficiente a neutralizzare l'effetto degli alcali nello spolvero nei confronti degli aggregati eventualmente reattivi presenti nel calcestruzzo.

ASPETTI LEGALI DELLA REAZIONE ALCALI AGGREGATO

Da un punto di vista strettamente legale la responsabilità del manifestarsi del fenomeno dell'alcali-reazione nelle pavimentazioni non può essere attribuita al pavimentista (inteso come figura che realizza il solo strato antiusura) in quanto non esiste alcuna limitazione normativa relativamente al contenuto di alcali del cemento utilizzata per lo spolvero per la realizzazione del calcestruzzo. Per contro, la normativa relativamente al calcestruzzo delle lastre di pavimentazione, sia pur non esplicitamente, specifica nel D.M. del 9 Gennaio 1996 al "Punto 2.1 - Calcestruzzo: per quanto non in contrasto con le presenti norme si potrà fare utile riferimento alla norma UNI 9858". Quest'ultima a sua volta rimanda - per quanto attiene alle proprietà degli aggregati - alla norma UNI 8520, la quale stabilisce che i criteri per la idoneità degli aggregati debbono essere presi in considerazione anche per il rischio di reazione alcali-silice.