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DEF
(formazione ritardata di ettringite)
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| SCOPO
DELL'ARTICOLO
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spesso assunto che il deposito dei cristalli di ettringite all'interno
di fessure nel calcestruzzo sia responsabile del degrado associato
alle fessurazioni. Si è anche sostenuto che la formazione di
ettringite in calcestruzzi non trattati a vapore possa provocare un
degrado da DEF (Delayed Ettringite Formation). LA RICRISTALLIZZAZIONE DELL'ETTRINGITE L'osservazione
al microscopio elettronico a scansione mostra molto spesso la presenza
di ettringite depositata all'interno di cavità o pori della
matrice cementizia in calcestruzzi sani, assolutamente non danneggiati.
Le microfotografie delle Fig. 1 e 2 sono soltanto due esempi di questa
situazione. La Fig. 1 si riferisce alla presenza di ettringite in
forma di cristalli fibrosi all'interno di calcestruzzi sani gettati
nel 1947 ed esposti in servizio ad un ambiente umido. La Fig. 2 riguarda
un calcestruzzo, anch'esso assolutamente non deteriorato, confezionato
con cemento soprasolfatato e stoccato in acqua per 52 anni. |
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![]() Fig. 2. - Osservazione al microscopio elettronico di una superficie di frattura di un calcestruzzo sano, dopo 52 anni dal getto: i cristalli aghiformi di ettringite si sono depositati all'interno di una bolla d'aria. |
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La
chimica-fisica fornisce le indicazioni sulle modalità attraverso
le quali la crescita dei cristalli può provocare danni (3). Un
cristallo non crescerà dove deve esercitare una pressione, se
altrove la crescita può avvenire senza esercitare alcuno sforzo:
questa seconda situazione si verifica, appunto quando l'ettringite si
deposita all'interno di macro-fessure o all'interfaccia aggregato-matrice
cementizia. La massima pressione esercitata dalla crescita dei cristalli
è limitata dal grado di soprasaturazione che è molto basso
nel deposito di ettringite nelle macro-fessure.
DANNI DA DEF NEL CALCESTRUZZO MATURATO A CALDO Calcestruzzi
la cui temperatura di stagionatura supera all'incirca i 70°C possono
subire successivamente espansione in servizio se esposti in ambienti
umidi. Questo tipo di espansione è provocata da un processo noto
come DEF, Delayed Ettringite Formation (formazione ritardata
di ettringite). L'ettringite, di solito non rilevabile subito dopo il
riscaldamento, comincia a formarsi in forma di cristalli sub-micrometrici
mescolati con il C-S-H (Calcium-Silicated-Hydrated) nella matrice
cementizia (9). Successivamente appare in microcavità vicino
ai granuli di clinker e successivamente nelle fessure all'interfaccia
inerte-pasta cementizia. Il deposito di ettringite e di idrossido di
calcio all'interno di queste fessure coincide con l'insorgere di una
significativa espansione (10). Nei calcestruzzo con inerti silicei a
base di quarzo l'espansione comincia nel giro di qualche mese e si completa
in 1-2 anni (11), mentre il processo è molto più lento
nella pasta a nei calcestruzzi con inerti calcarei (12). DANNI DA DEF IN STRUTTURE MATURATE A TEMPERATURA AMBIENTE Alcuni
ricercatori (13-15) sostengono che il danno associato alla DEF si possa
manifestare anche nelle strutture maturate a temperatura ambiente quando
si impiegano cementi con un clinker ricco in SO3 (1-3%).
Questo processo potrebbe essere dovuto al lento rilascio di solfato
presente nel clinker non accompagnato da altrettanto elevato contentuto
di alcali e presente, quindi, in forma di anidrite (CaSO4)
o di soluzione solida nelle fasi silicatiche caratterizzate da un lento
rilascio del solfato. Queste osservazioni sono puramente speculative
e non risultano essere supportate da studi sperimentali con cementi
e calcestruzzi in condizioni ben controllate. FATTORI CHE GOVERNANO IL DANNO DA DEF Si è
talvolta supposto che l'aumento di volume che accompagna la formazione
di ettringite determini l'espansione del calcestruzzo, ma questa supposizione
non è corretta. L'aumento di volume è dello stesso ordine
di grandezza di quello che accompagna l'idratazione de cemento con formazione
di C-S-H e Ca(OH)2. La misura in cui la crescita di una fase
solida all'interno di un materiale poroso può provocare espansione,
e conseguentemente un danno, dipende dall'intensità dello sforzo
che può essere prodotto e dalla capacità del materiale
di resistere a questo sforzo. L'intensità dello sforzo dipende
non tanto dalla quantità di ettringite che si forma quanto, invece,
dalla dimensione e dalla forma dei cristalli, da quando si formano,
e da dove di formano. Come si è già notato prima, cristalli
tozzi e sub-micrometrici di ettringite che si formano nei pori capillari
della matrice cementizia potrebbero esercitare una pressione significativa,
mentre la crescita di lunghi cristalli aghiformi nelle cavità
e nelle fessure aperte, sono prodotti di ricristallizzazione che sono
la conseguenza e non la causa del danno legato alle fessure. CONCLUSIONI L'ettringite
è una fase comunemente riscontrata nei calcestruzzi indipendentemente
che questi siano sani o deteriorati. La presenza di ettringite all'interno
di fessure non è un indicatore di degrado legato alla formazione
di ettringite. Per
approfondire l'argomento si possono leggere i seguenti articoli: BIBLIOGRAFIA
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