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TEMPERATURA
x TEMPO
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calcestruzzo è uno dei materiali da costruzione maggiormente
utilizzato nell'ingegneria civile; le motivazioni che portano al suo
vastissimo utilizzo sono numerose: il basso costo, le buone proprietà
fisico-meccaniche e la possibilità che offre al progettista di
risolvere gli innumerevoli problemi legati alla forma grazie alla precipua
capacità di riempire con continuità gli spazi ad esso
assegnati.Tuttavia non sempre la qualità di questo materiale
è accettabile e la causa più probabile è da ricercare
nella facilità di realizzazione; circostanza che, oggettivamente,
è un vantaggio ma che può costituire un indubbio rischio;
l'apparente facilità di produzione, infatti, può indurre
molti operatori poco esperti ad improvvisarsi confezionatori con la
inevitabile conseguenza che spesso viene prodotto un materiale qualitativamente
scadente e quindi facilmente degradabile; molto lontano, cioè,
da quella pietra artificiale, che in un recente passato, fu vista come
"eterna". In realtà, se è facile produrre un
calcestruzzo di bassa qualità prestazionale, non altrettanto
facile è produrre un impasto di prefissata qualità ed
in particolare di durabilità voluta. L'esperienza ha dimostrato
che per ottenere un calcestruzzo durevole è necessario che ci
si attenga a queste regole operative fondamentali: il progettista dell'opera
deve tenere conto non solo delle caratteristiche meccaniche (Rck),
ma anche delle possibili interazioni con l'ambiente nel quale l'opera
è inserita (classe di esposizione); il produttore del calcestruzzo
deve sottoporre il prodotto ai prescritti controlli di qualità,
sia per quanto concerne i costituenti, sia per quanto riguarda l'impasto
finito; l'esecutore dell'opera deve rispettare i canoni della corretta
pratica del costruire nella compattazione del conglomerato fresco e
nella stagionatura umida del manufatto scasserato; il direttore dei
lavori deve verificare che siano soddisfatti i requisiti al fine dell'accettazione
in cantiere del prodotto; il collaudatore delle opere in calcestruzzo
semplice o armato deve essere scrupoloso nei controlli e nei saggi che
effettua ai fini della certificazione. La norma UNI 6132/72 impone la verifica della capacità di resistenza meccanica del materiale mediante la prova a compressione, fino alla rottura, di alcuni provini cubici significativi; tale misura, però, nella stragrande maggioranza dei casi è falsata dal fatto che non si tiene conto dell'effettiva entità della maturazione degli elementi assoggettati alla prova; ciò spesso conduce a conclusioni errate in merito alla classificazione del calcestruzzo. L'attuale normativa detta i canoni per la stagionatura dei provini ed ignora che il puntuale rispetto di questi è praticamente impossibile nella quasi totalità dei cantieri laddove, cioè, è improponibile impiantare un laboratorio attrezzato per la corretta stagionatura dei cubetti. In realtà la stessa normativa fornisce un'alternativa alla vasca di maturazione di laboratorio (20°C; U.R. ³ 95%)indicando la possibilità di far stagionare i provini immergendoli nella sabbia umida, presupponendo che in queste condizioni si mantengano costanti la temperatura e l'umidità. |
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Nel grafico
di Fig. 1 sono riportate le temperature misurate all'interno delle
vasche di maturazione con sabbia umida poste in cantiere durante tutto
il periodo della ricerca svolta da chi scrive in merito al problema
della stagionatura; dal grafico si può notare che non è
corretto ritenere costanti le temperature.Dunque avviene, spesso,
che i cubetti vengano abbandonati per 28 giorni in un luogo casuale
del cantiere, quello dove intralciano meno, e che i risultati della
prova non siano soddisfacenti. In realtà i cubetti provati
non sono rappresentativi della qualità del calcestruzzo impiegato;
quei provini non hanno subito un processo di maturazione corretto.
È apparso dunque opportuno uno studio rivolto ad individuare
un parametro che sia comune ai provini maturati in vasca controllata
e a quelli maturati in cantiere a cielo aperto; tale parametro funge
da legame tra le due diverse situazioni al fine di fornire agli utenti
un metodo di valutazione e di confronto. 1. il
Fattore di Maturazione canonico (FMc), espresso in °C·min,
che è fornito dalla relazione: FMc=K+St·T
dove: T è la temperatura variabile che si riscontra
nel tempo t trascorso tra il momento del getto e quello dell'effettiva
posa dei cubetti in vasca di stagionatura (solitamente 1 giorno);
K = 777,600 °C·min è un termine noto perché
le condizioni di stagionatura in vasca di laboratorio, a temperatura
ed umidità controllate, sono quelle previste dalle norme;
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Quando
si verificherà l'uguaglianza: FMr = FMc si potrà
affermare che i cubetti provenienti dal cantiere avranno raggiunto
il fattore di maturazione richiesto dalle norme e quindi potranno
essere sottoposti alle prove di compressione; queste forniranno valori
di resistenza meccanica analoghi a quelli che si sarebbero ottenuti
schiacciando i provini maturati in vasca di laboratorio. L'obiettivo
della ricerca è stato proprio quello di dimostrare che, a parità
di Fattore di Maturazione, due provini provenienti dallo stesso impasto
di calcestruzzo, ma che hanno subito diversi procedimenti di maturazione,
hanno lo stesso valore di resistenza meccanica.
Il grafico
di Fig. 3 non può essere proposto, agli addetti ai lavori,
come abaco utile alla determinazione del periodo corretto di maturazione;
ciò perché il grafico è stato costruito sui dati
acquisiti da una esperienza effettuata in un dato sito geografico
e durante un arco temporale non più percorribile. Qualora l'esperienza
fosse stata condotta a Milano piuttosto che a Palermo oppure anche
se nella stessa città, ma in un sito diverso, il grafico non
sarebbe stato identico. Le stesse considerazioni possono essere fatte
in merito al periodo di osservazione; dal grafico si nota che nell'anno
1995 la coincidenza a 28 giorni dei valori del Fattore di Maturazione
si è riscontrata per i getti effettuati il 5 ottobre e cioè
15 giorni prima dell'anno precedente. Dalle considerazioni esposte
si può dunque affermare che non è possibile, in assoluto,
costruire un abaco che sia valido ovunque ed in ogni tempo. BIBLIOGRAFIA (1) Nicholas Carino, "Come prevedere la resistenza meccanica in sito nelle strutture in calcestruzzo", Enco Journl N° 19, pp 9-12, 2002
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