|
La progettazione
assistita con l'ausilio del calcolatore ha, da qualche decennio, rivoluzionato
le capacità imprenditoriali di progettisti e aziende di quasi tutte
le filiere produttive, alla stregua di altre evoluzioni epocali avvenute
nel corso dei secoli della storia umana. Non potendo, in questa sorta
di piccola rivoluzione copernicana ancora in corso, annoverare un background
storico sufficientemente lungo, difficilmente si possono ancora valutarne
in pieno i benefici che ne sono derivati, anche se è facile intuirne
l'elevato valore aggiunto di cui si può usufruire rispetto alle
generazioni passate.
A partire dai complessi calcoli strutturali (trasformate di Fourier, Lagrangiani,
sistemi di equazioni differenziali), transitando per la flessibilità
nella disegnazione, sino alla facilità di produrre tavole, sezioni,
viste e preventivi di un progetto in modo pressoché automatico,
non c'è fase in cui lo strumento informatico non contribuisca a
rendere meno impervia e più sicura l'arte della progettazione.
Ciò che soprattutto anche un neofita ha modo di apprezzare da subito
è la facoltà di poter modificare e recuperare parti di progetto
eseguite anche a distanza di tempo, senza l'incombenza di dover iniziare
ogni volta tutto daccapo.
Strumenti CAD sempre più evoluti e integrati in sistemi di "workflow
and process data management", di "concurrent engineering",
dove la condivisione di risorse, informazioni e metodologie operative
sono alla base di una crescita strutturata di potenzialità umane
cooperanti atte a ridurre il time-to-market, incidono profondamente,
se opportunamente utilizzati, nel rendimento quotidiano, permettendo all'operatore
di concentrarsi sull'essenza creativa della sua opera d'ingegno piuttosto
che sulle metodologie per trasferire il suo pensiero ad un livello accessibile
al processo cognitivo dei suoi interlocutori. Trasferire le proprie idee
agli altri in un modo il più possibile scevro da ambiguità
soggettive è sempre un problema cardine in tutte le tematiche della
comunicazione, e anche in un contesto di formulazione di un progetto grafico,
la cura dei particolari e la possibilità di offrire una visione
completa a 360 gradi, grazie anche a simulazioni virtuali di rendering,
contribuisce non poco a ridurre i margini di rischio che il lavoro finito
possa risultare non conforme delle aspettative. In architettura i grandi
progetti di un tempo venivano sottoposti all'approvazione dei committenti
tramite fedeli riproduzioni in scala di modellini che erano in grado di
fornire l'esatta sensazione dei rapporti volumetrici che l'opera finita
avrebbe assunto. Di certo i plastici, se da un lato forniscono un tangibile
riscontro sugli ingombri e sulle linee architettoniche d'insieme, dall'altro
hanno un limite fisiologico nel grado di accuratezza con cui certi particolari
possono essere, o meno, rappresentati.
Ecco quindi che i software di progettazione vengono opportunamente
in soccorso permettendo di sviluppare il massimo livello di dettaglio
in scala reale, di muovere nello spazio il modello virtuale, di entrarci
e "navigarlo", di sviluppare ulteriori nuove idee mentre lo
si sta plasmando, di modificarne i tratti sia estetici che strutturali
con grande padronanza e facilità: tanta flessibilità operativa
non sarebbe certo alla nostra portata operando sullo statico scranno di
un tecnigrafo dove i fogli, per quanto ricalcabili in trasparenza, necessitano
tuttavia di un tracciamento manuale spesso ripetitivo e mai comunque risolutivo
e realistico, nella imprescindibile scheletricità del tratto.
Tra i software
di progettazione di ultima generazione inerenti il settore estetico degli
agglomerati in calcestruzzo, una menzione di merito spetta a VirtualTerrazzo®
(www.virtualterrazzo.com)
che si rivolge ad una nicchia ben localizzata di operatori. Il programma
permette di simulare miscele di componenti lapidei (e non solo) classificati,
suddivisi e gestiti per serie granulometriche, all'interno di ciascuna
delle quali è possibile assegnare più materiali in percentuali
definibili dall'operatore. Il risultato della elaborazione è costituito
sia dall'immagine assolutamente realistica dell'impatto estetico della
miscela, sia da una scheda riepilogativa della componentistica necessaria
per realizzare tale soluzione. La facilità e la rapidità
con cui si possono modificare percentuali e materiali, riuscendo a simulare
decine e decine di soluzioni diverse in pochissimi minuti, fanno di VirtualTerrazzo®
uno strumento creativo molto potente, capace di offrire soluzioni fedelmente
riproducibili nella realtà, senza l'onere di dover impastare tanti
campioni reali prima di giungere a quello definitivo. Ma il vero obiettivo
di VirtualTerrazzo® non è, in realtà, quello di sostituirsi
in toto al campione reale: la sua utilità primaria è quella
di elaborare facilmente in tempo reale qualunque ipotesi fra le infinite
possibilità di aggregazione di materiali diversi, mettendo quindi
a disposizione dell'operatore un ventaglio illimitato di opportunità.
Una volta che, tramite approssimazioni successive si è giunti a
definire la soluzione estetica desiderata, è consigliabile realizzare
sempre e comunque il campione reale da sottoporre all'approvazione del
cliente.
Un altro indiscusso vantaggio nell'utilizzo di questo software
è una gestione più rapida, diretta ed efficiente di clienti
lontani: scambiarsi immagini via internet in fase di definizione della
soluzione estetica è sicuramente molto meno oneroso che preparare
campioni reali e spedirli.
Un altro software di progettazione, con un target diverso dal precedente,
ma ad esso comunque correlato, è DomuS3D® (www.domus3d.com).
Questo è un software per la progettazione di ambienti con
specifica attitudine verso le tematiche della posa e dei rivestimenti.
Se, quindi, da un lato con VirtualTerrazzo® è possibile progettare
le miscele e, dunque, la materia prima da posare, sia essa in forma di
blocchi, lastre, mattonelle o "gettata a semina" su intere superfici,
dall'altro, con DomuS3D® è possibile creare l'ambientazione
virtuale, completa di arredo, che fornisce l'effetto realistico d'insieme
del suddetto materiale posato.
Ancora una volta, quindi, l'informatica ci viene in aiuto per renderci
partecipi di quello che sarà l'aspetto finale del progetto, e questo,
anche per il cliente finale, rappresenta una garanzia importante, oltre
che un modo per poter intervenire con maggior cognizione di causa nelle
scelte decisionali che il percorso creativo solitamente propone e induce.
Per le aziende produttrici del settore, l'introduzione di strumenti evoluti
di progettazione offre la possibilità di percorrere in modo più
strategico e flessibile tutte le opportunità che il mercato offre
e richiede, permettendo una ottimizzazione all'interno della propria struttura
per rispondere in modo più dinamico e reattivo ai cambiamenti che
le tendenze di mercato richiedono. Nella fattispecie, si hanno chiari
sentori di quanto il mercato stia sempre più richiedendo flessibilità
nella produzione degli agglomerati e delle graniglie, flessibilità
che si traduce con l'esigenza di avere soluzioni estetiche originali,
personalizzate, uniche: tramontata l'era delle mattonelle stile "anni
'60", prodotto di massa e di bassa lega, si avverte oggi una forte
tendenza a rivalutare il settore e il prodotto "graniglia".
Il tutto, sponsorizzato soprattutto da quella nicchia di architetti sempre
alla ricerca di soluzioni innovative e originali da proporre, trae la
sua motivazione maggiore e la sua ragione d'essere proprio nella configurabilità
del prodotto. Le aziende di vecchio stampo che resteranno ancorate alla
loro consueta produzione di tipologie tradizionali statiche e precostituite
difficilmente sopravvivranno al cambio generazionale: il successo delle
imprese, infatti, è strettamente correlato alla loro capacità
di rispondere alle sfide e di prevedere e dominare la crescente, entropica,
inevitabile instabilità.
|