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ENERGIA
PULITA
La Diga delle Tre Gole in Cina è programmata per produrre già
nel secondo semestre del 2003 oltre 5 miliardi di KWh con solo quattro
dei 26 generatori previsti. Nel 2009, a pieno regime, si arriverà
a produrre 18.200 MWh di energia pulita di tipo idro-elettrico (nel riquadro
in fondo all'articolo "Dove si trova la Diga").
Per la diga delle Tre Gole è stato messo a punto nel 1998 un primo
rapporto sul mix-design del calcestruzzo (1). In questo rapporto
venivano evidenziati alcuni problemi. Essi riguardavano soprattutto le
discordanti esigenze di ottenere, da una parte, un calcestruzzo ad alta
resistenza meccanica (per far fronte agli impatti dinamici dovuti al trascinamento
dei materiali lapidei nel corso d'acqua) e, dall'altra, una struttura
quanto piu' priva possibile di fessure di origina termica ed igrometrica,
legate entrambe ad un eccessivo dosaggio di cemento richiesto per il raggiungimento
di elevate resistenze meccaniche.
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Veduta
aerea della Diga delle Tre Gole: al centro si vedono gli sfioratori
per la cui costruzione sono stati impiegati 350.000 m3
di calcestruzzo ad alta resistenza all'erosione oggetto dell'articolo
qui pubblicato.
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Vista
da vicino degli sfioratori attraverso le cui aperture passa attualmente
l'acqua del fiume Yangtze. Per il 1° Giugno 2003 è programmata
la chiusura di alcune aperture per portare gradualmente il livello
dell'acqua a 135 m in Agosto. Da questo momento due generatori cominceranno
a produrre energia.
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OBIETTIVO
DELLA RICERCA
I risultati ottenuti nella prima fase di studio e pubblicati nel rapporto
del 1998 (1), erano soddisfacenti per la resistenza meccanica richiesta
(40-45 MPa) e per l'associata resistenza all'erosione, ma non accettabili
per l'elevato stato fessurativo registrato sulla superficie dei
primi getti a causa delle tensioni di trazione indotte dall'eccessivo
riscaldamento nel nucleo centrale delle strutture e dalle tensioni
indotte dal ritiro igrometrico delle parti superficiali del calcestruzzo.
Fu quindi deciso, nel 2001, di affrontare collegialmente (Impresa, Progettista,
Direttore Lavori, Fornitori di materiali e Consulenti Esterni) una nuova
ricerca per ridurre al minimo queste fessure sfruttando soprattutto un
impiego di materiali diversi ed eventualmente un differente loro proporzionamento.
PARTE SPERIMENTALE
I dettagli della ricerca sono disponibili in altre pubblicazioni (2, 3).
Qui si riportano i dati più significativi basati sulle seguenti
variazioni rispetto al calcestruzzo impiegato nella prima fase:
- impiego
di un cemento Portland a medio calore di idratazione con sostituzione
fino al 20% di cenere volante;
- impiego
di un additivo superfluidificante a base acrilica (CAE, Copolymer
Acrylic Ester) in luogo di quello basato sul polimero di naftalen-solfonato
(SN, Sulphonated Naphthalene Polymer).
RISULTATI
Le Fig. 1 e 2 mostrano comparativamente il calore di idratazione sviluppato
rispettivamente dal cemento Portland e da quello alla cenere volante (20%
di sostituzione) in assenza ed in presenza del superfluidificante acrilico
(CAE) o naftalinio (SN).
Si registra, ovviamente, una diminuzione nella velocità dello sviluppo
del calore nei primi giorni (per es. da 170 KJ/Kg a 150 KJ/Kg a 1 giorno)
solo per l'effetto della sostituzione del cemento con cenere volante senza
per questo modificare significativamente il calore di idratazione alle
stagionature successive (per esempio a 7 giorni).
Ma ciò che è piu' importante è l'effetto degli additivi
SN e CAE nel rallentare lo sviluppo del calore soprattutto
nella fase più critica dei 2-3 giorni dopo il getto. In particolare,
con il CAE l'effetto nel rallentamento dello sviluppo del calore è
più rilevante che con l'additivo SN.
Quindi l'accoppiata cemento alla cenere volante + CAE, rispetto
al cemento Portland con additivo SN, porta complessivamente lo
sviluppo del calore di idratazione da circa 200 KJ/Kg (Fig. 1) a circa
130 KJ/Kg (Fig. 2) dopo 2 giorni dal getto.
Un ulteriore beneficio, derivante dalla sostituzione del superfluidificante
naftalinico con quello acrilico, è consistita nella maggiore riduzione
di acqua di impasto e quindi - a pari a/c - di una equivalente
riduzione nel dosaggio di cemento. Questo risultato non è tanto
apprezzabile per l'aspetto economico legato al risparmio di cemento, ma
piuttosto per la riduzione nello sviluppo del calore totale (Q)
liberato in 1 m3 di calcestruzzo che dipende dal prodotto (c
· q)
dove c
è il dosaggio di cemento e q è il calore liberato
da 1 Kg di cemento riportato nelle Fig. 1 e 2.
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Fig.
1 - Sviluppo del calore di idratazione nel tempo del cemento Portland
con e senza additive SN e CAE (prove su paste).
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Fig.
2 - Sviluppo del calore di idratazione del legante (80% cemento
Portland e 20% cenere volante) in assenza ed in presenza degli additive
SN e CAE (prove su paste)
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Nella Tabella 1 vengono mostrate le composizioni dei calcestruzzi a pari
a/c (0,40 - 0,35 - 0,30) ed a pari lavorabilità (slump
» 6 cm) con gli additivi SN (40% di polimero attivo
in acqua) e CAE (30% di polimero attivo in acqua), ciascuno dosato
al valore ottimale* (0,9 e 1% rispettivamente)
individuato attraverso prove preliminari.
I dati della Tabella 1 indicano che la sostituzione del tradizionale superfluidificante
naftalinico (SN) con quello acrilico (CAE) ha comportato
una riduzione nell'acqua di impasto e quindi (a pari a/c) nel legante
(cemento + cenere) dell'11-13%, con i valori maggiori nel calcestruzzo
a minore rapporto acqua/legante (0,30).
La riduzione del volume di acqua, di cemento e di cenere, è' stata
compensata da un aumento di un pari volume di inerte. In sostanza, il
passaggio dell'additivo superfluidificante naftalinico a quello acrilico
ha comportato due significative variazioni composizionali (A e
B) senza per altro pregiudicare minimamente la resistenza meccanica
e la
resistenza all'erosione da parte dell'acqua (Tabella 2):
A) riduzione
del dosaggio di cemento (c) e quindi in base all'equazione [1] del calore
Q liberato in 1 m3 di calcestruzzo con conseguente riduzione
delle tensioni indotte dai gradienti termici;
B) aumento del rapporto aggregato/cemento che favorisce una maggiore
stabilità volumetrica in termini di minor ritiro igrometrico.
Tabella
1 - Composizione dei calcestruzzi con superfluidificante acrilico
(CAE) o naftalinico (SN)
*
Formato da roccia di frantumazione prevalentemente granitica con
tre pezzature (sabbia - 5/20 mm - 20/40 mm)
** Aria in microbolle per resistere ai cicli di gelo-disgelo
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Tabella
2 - Composizione dei calcestruzzi con superfluidificante acrilico
(A,B,C) o naftalinico (A', B', C')

* La resistenza alla erosione (h/cm) è misurata dal tempo
in ore (h) necessarie ad erodere 1 cm di calcestruzzo in condizioni
standard della norma cinese SD 105, 1982.
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RIDUZIONE DEL QUADRO FESSURATIVO
Nelle Fig. 3 e 4 vengono mostrati, in termini pratici, i vantaggi derivanti
dalla variazione A, cioè dal minor dosaggio di cemento per calcestruzzi
a pari classe di resistenza (40 MPa). In Fig. 3 si osserva un minor riscaldamento
nel nucleo della struttura quando si impiega l'additivo acrilico (CAE)
in luogo di quello naftalinico (SN).
Sottraendo alla temperatura del nucleo più caldo della struttura
(registrato nella Fig. 3), la temperatura dell'ambiente con le sue escursioni
termiche diurne, si può determinare la massima differenza di temperatura
tra il nucleo più caldo e la parte corticale della struttura assunta
essere conservativamente uguale a quella dell'ambiente. Questa differenza
di temperatura è stata trasformata in una conseguente deformazione
attraverso il coefficiente di espansione e contrazione termica (4) del
calcestruzzo (10 · 10-6 °C-1) e si è
potuto calcolare la massima deformazione differenziale tra nucleo caldo
e periferia della struttura a temperatura ambiente (Fig. 4). Si osserva
che nel caso del calcestruzzo con additivo SN la deformazione di
trazione rimane per oltre 50 ore ben oltre il limite di 100·10-6
che rappresenta il valore della deformazione a rottura per trazione del
calcestruzzo in esame. Con l'additivo acrilico CAE il limite della
rottura a trazione è stato superato di poco e per poco (Fig. 4)
e questo dato molto confortante è stato confermato dal confronto
tra i getti eseguiti in passato con calcestruzzi additivati con SN
e quelli eseguiti più recentemente con calcestruzzi contenenti
superfluidificante a base acrilica CAE. Si è trovato una
diminuzione dell'83% per il numero delle fessure soprattutto per effetto
della riduzione del calore (Q) generato in 1 m3 di calcestruzzo
(Fig. 3) conseguente alla riduzione dell'11-13% del dosaggio di cemento
(Tabella 1) ed in minor misura per il più lento sviluppo del calore
soprattutto nel sistema cemento + cenere volante in presenza di CAE
(Fig. 2). Nella Fig. 5 è mostrato il vantaggio derivante dal minor
ritiro igrometrico, durante i primi 3 mesi dal getto (T = 25-35°C;
UR = 57-60'%), dei calcestruzzi con superfluidificante acrilico rispetto
a quello con l'additivo naftalinico (a 60-90 giorni quasi 45% in meno
nel calcestruzzo con classe di resistenza 40 MPa, e quasi 25% in meno
nel calcestruzzo con classe di resistenza 45 MPa). La maggiore stabilità
volumetrica nei confronti delle variazioni igrometriche è dovuta,
ovviamente, non tanto all'additivo di per sé, quanto al maggior
rapporto aggregato/cemento che consegue all'impiego di un additivo più
efficace nel ridurre l'acqua di impasto (5). E' noto, infatti, che l'aggregato
lapideo si oppone al ritiro della pasta di cemento e, pertanto, un aumento
nel rapporto aggrega-volume di chi si oppone al ritiro (l'aggregato) e
si riduce il volume di chi è responsabile del ritiro (pasta cementizia).
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Fig.
3 - Aumento della temperatura nel nucleo centrale del getto per
i calcestruzzi di classe 40 MPa.
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Fig.
4 - Contrazione di origine termica sulla parte fredda (superficie)
dei calcestruzzi (entrambi di classe 40 MPa) con l'additivo SN e
CAE.
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CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI ECONOMICHE
Un riesame del mix-design sul calcestruzzo impiegato nella Diga
delle Tre Gole in Cina con l'ausilio dei nuovi più efficaci superfluidificanti
messi a punto in Italia, ha consentito di migliorare significativamente
le prestazioni carenti precedentemente conseguite dal punto di vista del
quadro fessurativo, senza peggiorare le prestazioni meccaniche ritenute
più che soddisfacenti (40-45MPa nella resistenza a compressione
a 28 giorni).
Inoltre, questo miglioramento è stato conseguito senza alcun aggravio
nei costi del calcestruzzo, nonostante l'additivo acrilico prescelto dovesse
essere trasportato dall'Italia in Cina e dovesse affrontare i dazi doganali
rispetto all'additivo naftalinico disponibile in Cina. Si è potuto,
anzi, registrare un significativo risparmio economico non tanto per la
parziale sostituzione del cemento con cenere volante (20%), ma per l'abbattimento
dei costi nel raffreddare il calcestruzzo al fine di evitare gli eccessivi
gradienti termici responsabili delle fessurazioni che appaiono sulla superficie
nei primi giorni dal getto. Se si tiene conto che con l'additivo acrilico
si abbatte il riscaldamento nel nucleo centrale di circa 6oC (Fig. 3),
e che all'impresa veniva riconosciuto un maggior costo di 2,20 RMB¥/m3
per ogni grado centigrado di raffreddamento, il risparmio che si sarebbe
realizzato solo nei primi getti (350.000 m3) eseguiti con l'additivo
naftalinico risulterebbe essere:
2,20
· 6 · 350.000 = 4,62 ·106 RMB¥
pari a oltre
600.000 Euro sulla base del cambio stimato nel 2001 a 7,65 RMB¥ per
1 €.
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Fig.
5 - Ritiro da essicamento nei calcestruzzi di classe 40 e 45 MPa
con additivo SN e CAE.
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Visita
dei consulenti italiani sul cantiere della Diga nell?Agosto del
2001; da si8nistra: W. Guan, Dal Negro, Collepardi, il Prof. Y.
Zhang (Direttore dell?istituto di Ricerca Scientifica del fiume
Yahgtze), F. Quick e due tecnici della diga.
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Bibliografia
(1) CTGPC, "Final report on concrete proportioning tests", Yichang,
Testing Centre of China Three-Gorge Project Corp., (1998)
(2) Chen, Y. M. and Yao, Y., "Final report on admixture selection
for 3-Gorge-Dam concrete", Beijing, China Science Academy of Construction
Materials, (1998).
(3) Y. Zhang, M. Collepardi, L. Coppola, W. Guan and P. Zaffaroni, "Ottimizzazione
del calcestruzzo ad alta resistenza meccanica con superfluidificante per
la diga delle Tre Gole in Cina", Industria Italiana del Cemento,
n. 783, pp. 58-68 (2003)
(4) A.M.Neville, Properties of Concrete, 4^ Ed., Longman
(5) M.Collepardi, Il Nuovo Calcestruzzo, 2^ Ed, Tintoretto, (2002)
* dosaggio oltre il quale non si registrano ulteriori
significative riduzioni di acqua.
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