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IL
PROCESSO PRODUTTIVO
Tra i materiali da costruzioni innovativi il legno lamellare fibro-rinforzato
giuoca un ruolo di grande importanza.
Questo nuovo prodotto, e la tecnologia ad esso connessa, non sono ancora
molto conosciute in Europa, ma negli Stati Uniti sono oggetto di sperimentazioni
da parecchi anni. Già nel 1995 Daniel Tingley brevettò il
FiRP (Fiber Reinforced Plastic), cioe' il materiale di rinforzo
usato per creare il FiRP glulam, ossia il legno lamellare rinforzato
(Fig.1). Oggigiorno sono presenti negli USA piu' aziende qualificate nella
produzione di questo materiale (Duco Lam, Structurlam..) e il progettista,
che voglia farne uso, puo' fare riferimento alle linee guida raccolte
nell'Evaluation Report 5100, approvato dall'International Conference
of Building Officials Evaluation Service (ICBO ES ER 5100).
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Fig.
1 - Applicazione del FiRP Glulam - Clallam Bay Highway Bridge Sekiu
(24,7 m), Washington Sate, U.S.A.
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Il sistema
brevettato può essere utilizzato sia per rinforzare gli elementi
di tipo "trave" che i pannelli. In questo articolo sarà
presa in considerazione solo la prima delle due tecnologie costruttive.
Il materiale è costituito da lamelle di legno fra loro incollate
(usando la stessa tecnica di produzione già nota per il legno lamellare)
fra le quali vengono inserite una o più strisce di materiale plastico
di rinforzo. Questi inserti, disponibili in forma di rotoli, possono avere
larghezza e lunghezza variabile, e la scelta delle loro dimensioni è
il risultato di considerazioni di calcolo.
Le lamine di rinforzo sono costituite da fibre, ad alto modulo di elasticità,
contenute in una matrice polimerica. Le fibre possono essere di carbonio,
aramide o di vetro. Si stanno anche sviluppando ricerche mirate a verificare
la possibilità di usare fibre in polietilene, la vorando così
in accordo con gli attuali progetti di sviluppo sostenibile, basati sul
riciclo di altri prodotti o scarti provenienti da altre lavorazioni.
Le fibre inserite nell'impasto polimerico sono in quantità variabili
fra il 60/85 % in volume. A seconda del tipo di fibra e della quantità
di questa, si possono ottenere diverse prestazioni meccaniche del rinforzo.
Anche la matrice polimerica può essere costituita da diversi materiali,
in particolare si usano resina epossidica, poliestere o resina termoplastica.
Le migliori prestazioni meccaniche globali del rinforzo, e quindi in seguito
del legno rinforzato, si ottengono usando fibre di carbonio e di aramide
distribuite nella matrice costituita da resina epossidica
Gli elementi di rinforzo vengono prodotti per pultrusione*
e, come già accennato, possono presentare caratteristiche meccaniche
anche molto diverse fra loro. Dopo la pultrusione i pannelli vengono trattati
in modo da rendere più scabra la loro superficie e quindi migliorare
l'efficacia dell'incollaggio. L'elemento così ottenuto ha uno spessore
di pochi millimetri e viene incollato alle lamelle di legno con lo stesso
procedimento di incollaggio usato per unire le lamine di legno fra loro
per formare il legno lamellare.
PRESTAZIONI
MECCANICHE
Il legno fibro-rinforzato risulta essere molto più resistente del
corrispondente legno lamellare e moderatamente più rigido di questo.
Le lamine di rinforzo vengono solitamente sistemate in prossimità
del lembo teso della sezione, anche se non si possono escludere a priori
posizioni diverse per i rinforzi, e solitamente vengono ricoperte da una
lamella di legno di chiusura (Fig. 2). Il posizionamento in zona tesa
delle lamine compensa un intrinseca debolezza del legno nei riguardi della
trazione. Infatti la legge costitutiva che caratterizza il materiale ha
un diverso andamento a compressione e trazione: precisamente, il materiale
ha un comportamento elasto-plastico se sollecitato a compressione ed invece
un comportamento elastico con rottura fragile quando sottoposto a trazione.
Inserendo questi elementi di rinforzo in zona tesa si riesce ad aumentare
notevolmente la resistenza delle travi, in quanto gli elementi di rinforzo
diventano efficaci quando viene superato il limite di linearità
elastica a compressione (Fig. 3, fase 1). Da questo momento in poi il
legno compresso comincia a plasticizzarsi (Fig. 3, fase 2), le deformazioni
aumentano e l'asse neutro si sposta verso il lembo teso, provocando cosi'
l'aumento delle tensioni di trazione. Se non agisse il rinforzo, superato
il limite massimo a trazione del legno potrebbe innescarsi la rottura
fragile; con il rinforzo si riesce, invece, a sfruttare la riserva plastica
a compressione del materiale. Cioè il dimensionamento viene eseguito
facendo riferimento alla resistenza a compressione, senza considerare
la debolezza a trazione del legno. Seguendo questo criterio progettuale
si riesce a sfruttare maggiormente il materiale, soprattutto se si usano
quelle specie in cui la tensione di plasticizzazione e parecchio inferiore
a quella di rottura (Fig. 4). Infatti, usando la tensione di passaggio
dal regime elastico a quello plastico, come valore massimo accettabile
per il dimensionamento strutturale, gli elementi avranno dimensioni notevolmente
superiori ai corrispondenti elementi fibro-rinforzati. Il legname europeo
è frequentemente caratterizzato da un evidente differenza fra la
tensione di plasticizzazione e quella di rottura, questo spinge a pensare
che in Europa lo sviluppo di questo materiale sarà ancora più
importante che nel Nord America, dove le specie a disposizione hanno migliori
caratteristiche meccaniche di partenza.
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Fig.
2 - Schematizzazione del legno fibro-rinforzato.
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Fig.
3 - Schematizzazione del funzionamento del rinforzo.
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Si è
detto che la disposizione e la tipologia di questi inserti scaturisce
dalle esigenze di calcolo. Il dimensionamento degli elementi lignei rinforzati
può essere condotto, in fase preliminare, considerando resistente
a trazione solo la lamina di rinforzo (Fig. 3, fase 2) e trascurando il
contributo del legno teso in prossimità di questa. Verifiche piu'
accurate possono essere successivamente svolte seguendo le linee guida
sopra menzionate ed eventualmente, se la complessita' del progetto lo
richiede, usando programmi di calcolo adeguati.
Il nuovo materiale così ottenuto è un naturale sviluppo
del legno lamellare, capace però di potenziarne ulteriormente le
caratteristiche. In particolare, in comune con il legno lamellare, e a
differenza di quello massiccio, l'utilizzo delle lamelle permette di ridurre
al minimo il numero dei difetti presenti nell'elemento, spesso fonte di
innesco di rotture fragili e percorsi preferenziali di accesso per gli
agenti degradanti biologici. Il materiale così ottenuto è
quindi più durabile rispetto al corrispondente legno massiccio
nei confronti degli attacchi biologici. Inoltre il legno "rinforzato"
presenta meno variabilità in termini di resistenza e rigidezza
fra i vari elementi costituenti la stessa struttura, facilitandone quindi
i dimensionamenti e le verifiche.
Gli elementi rinforzati possono essere curvati seguendo la stessa metodologie
in uso per il legno lamellare. Questa attitudine del materiale può
essere molto utile al progettista, infatti, nel caso in cui le deformazioni
delle strutture siano eccessive, queste possono essere in parte, o totalmente,
compensate dando una contro-monta agli elementi. In generale, la possibilità
di curvare gli elementi fa si che si possa usare questo materiale anche
quando le strutture da realizzare abbiano forme complesse, è cioè
in grado di seguire le scelte architettoniche senza doverle limitare
Il legno rinforzato risulta particolarmente indicato nel caso si vogliano
realizzare strutture in grado di superare luci importanti pur non trascurando
leggerezza e carattere estetico del sistema. Per altro, visto il limitato
incremento del costo di produzione del materiale, abbondantemente compensato
nelle fasi successive di realizzazione dell'opera, il progettista potrebbe
essere invitato a proporre il suo uso anche quando le opere non debbano
rispondere ad esigenze statiche particolarmente impegnative, ma sia comunque
necessario limitare i pesi degli elementi.
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Fig.
4 - Comportamento schematico sforzo-deformazione a compressione
del legno.
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IL
COSTO DEL MATERIALE
I costi di produzione di questo materiale si differenziano poco da quelli
del legno lamellare. In particolare, il costo aggiuntivo del legno fibro-rinforzato,
variabile fra il 5-7% del costo totale, si riferisce esclusivamente al
prezzo del rinforzo, in quanto la tecnologia di produzione dell'elemento
rimane invariata, sia in termini di incollaggio che di stagionatura.
Se si confrontano due elementi della stessa luce, sottoposti alle stesse
condizioni di carico, si verifica che usando il legno rinforzato si può
ridurre la sezione fino al 40% rispetto alla medesima in legno lamellare.
Questo risparmio di materiale si traduce in una serie di vantaggi economici,
diretti ed indiretti. Fra i primi ci sono il minor costo di trasporto
e di montaggio legato al minor peso degli elementi. Fra quelli indiretti
si evidenzia, invece, il minor costo degli elementi portanti, quali pilastri
e fondazioni. Questi ultimi, infatti, avranno dimensioni più ridotte,
in relazione al minor peso delle strutture che devono supportare, e quindi
il loro costo risulterà inferiore.
I vantaggi economici sopra elencati e la facilità di produzione
degli elementi composti, rendono questo materiale più competitivo
rispetto al legno classico o lamellare.
RESISTENZA
AL FUOCO E COMPORTAMENTO SISMICO
Questo sistema presenta inoltre, altri due aspetti particolarmente interessanti
per le costruzioni: la resistenza al fuoco e il suo comportamento quando
sottoposto ad azioni cicliche, come possono essere quelle di natura sismica.
Il legno massiccio, così come quello lamellare, in caso di incendio
brucia, creando una "corteccia" superficiale carbonizzata capace
di proteggere il nucleo interno dal successivo ulteriore aumento di temperatura.
Il legno ha un basso valore di conducibilità termica e quindi,
in media dopo qualche centimetro dalla faccia esterna della sezione, la
temperatura è già scesa sotto i 200°C.
E' noto, invece, che le resine epossidiche possono rammollire al di sopra
di una certa temperatura, detta critica, che varia a seconda della resina
usata fra 200 e 400°C. Al superamento di questa temperatura critica,
situazione che si verifica normalmente durante un incendio, la matrice
polimerica contenente le fibre rammollirebbe, e quindi il materiale composto,
legno-rinforzo, perderebbe la sua efficacia. Essendo però il rinforzo
protetto da una lamella di legno inferiore (Fig. 2), pur aumentando la
temperatura, l'elemento mantiene la sua efficacia e quindi si riescono
a conservare i requisiti statici necessari per evitare il collasso strutturale.
Per la verifica al fuoco degli elementi fibro-rinforzati si dovrebbe fare
riferimento ad opportuni coefficienti correttivi per i quali si rimanda
alla letteratura specifica.
Il secondo, seppur non meno interessante, aspetto caratterizzante questo
nuovo materiale è il suo comportamento sismico. La fragilità
naturale del legno a trazione impone al progettista di non affidarsi alle
resistenze di questo in caso di sollecitazione sismica, ma di localizzare
delle zone in cui l'energia legata all'evento possa dissiparsi, cioè
i nodi fra gli elementi stessi. Il mancato funzionamento della struttura
così ideata, è solitamente dovuto al raggiungimento del
limite di rottura fragile del legno, prima che i sistemi dissipativi riescano
a diventare attivi. Il legno fibro-rinforzato limita, in caso di evento
sismico, il collasso dovuto al raggiungimento della tensione massima di
trazione nel legno.
CONCLUSIONI
Tutte le osservazioni appena riportate, e il massiccio sviluppo della
produzione e delle applicazioni dei prodotti composti con fibre ad alto
modulo elastico, inducono a pensare che questo materiale possa cominciare
a diffondersi in maniera più importante sia in Europa che in Italia,
non solo a livello di studi teorici ma anche in termini di applicazioni
pratiche.
Perchè ciò accada è però necessario che le
industrie del settore mostrino la loro disponibilità ad inserire
questo prodotto fra quelli più tradizionali, supportati da adeguate
analisi teoriche del problema. Questo naturale sviluppo potrà essere
ulteriormente aiutato anche dal sempre più crescente interesse
per i materiali biologici, e per quelli capaci di sfruttare prodotti di
riciclo o scarti di altre lavorazioni.
BIBLIOGRAFIA
- "User
Guide for the FiRPR Reinforced Glulam - Design Spreadsheet (Version
2.04)", WOOD COMPOSITES ENGINEERING, 6320 SW Reservoir Avenue,
Corvallis, OR 97333 (www.woodcompositesengr.com)
- "FiRPR
Glulam Beams", WOOD COMPOSITES ENGINEERING, 6320 SW Reservoir Avenue,
Corvallis, OR 97333 (www.woodcompositesengr.com)
uThecnical Bulletin, number 01-02: "Manufacturing tips for FiRPR
Reinforced Glulam Beams", WOOD SCIENCE & THECNOLOGY INSTITUTE,
Inc. 6300 SW Reservoir Avenue, Corvallis, OR 97333 (www.woodsci.com)
- Ing.
G. Bigotti*, Ing. L. Navarra**, "Ultimi sviluppi della tecnologia
del legno lamellare armato con pannelli plastici fibro-rinforzati",
(* Direttore Commerciale Holzbau Sud S.p.A.-Calitri (AV), ** Ufficio
Tecnico Holzbau Sud S.p.A.- Calitri (AV)).
- Martin,
Zeno A., Stith, Joe K., Tingley, Dan A., "Commercialization of
FRP reinforced glulam beam technology"; Atti del "World Conference
on Timber Engineering", Canada 2000
- Martin,
Zeno A., Tingley, Dan A., "Fire resistance of FRP reinforced glulam
beams",Atti del "World Conference on Timber Engineering",
Canada 2000
SI
RINGRAZIA: PIERRE A. FAVRE, P.E. - WSTI QUALITY MANAGER
* pultrusione: contrazione del termine inglese
pull-extrusion, ossia estrusione sotto tiro.
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