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LSCC
(acronimo di Self-Compacting Concrete) noto anche come calcestruzzo
autocompattante, sarà il conglomerato del futuro per una serie
di ragioni:
- la difficoltà
nel reperire manodopera qualificata sui cantieri per un lavoro faticosissimo
e poco remunerativo;
- laffidabilità che il materiale prescritto sia messo in
opera senza che si debbano registrare deviazioni tra teoria e pratica
per la difficoltà di compattare il conglomerato;
- il miglioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto in prefabbricazione,
consistenti in un ambiente significativamente meno rumoroso;
- la rapidità di esecuzione dei getti soprattutto se si riorganizza
adeguatamente il team lavorativo;
- il miglioramento del facciavista apprezzato soprattutto nelle opere
architettoniche.
IL BEL FACCIAVISTA
Cominceremo da questultima caratteristica per illustrare la realizzazione
delle prime strutture più esattamente della vela
esterna (Fig. 1) della Chiesa San Pietro Apostolo di Pescara (Architetti:
Dal Re e colleghi). Il requisito estetico prevedeva lottenimento
di un calcestruzzo bianco con facciavista liscio.
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Fig.
1 - Le vele bianche in SCC in fase di esecuzione per la Chiesa di
San Pietro Apostolo a Pescara.
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Nella Tabella 1 è riportata la composizione che prevede, oltre
al cemento bianco, anche gli inerti bianchi in forma di marmo frantumato.
Nella Tabella
2 sono riportate le prestazioni dellSCC allo stato fresco
ed indurito inclusa una prova di penetrazione dacqua (6 mm sotto
una pressione di 5 atmosfere per tre giorni) per valutare la durabilità
in ambiente marino.
Un aspetto di primaria importanza per lottenimento di un facciavista
così pregiato e di tipo marmorizzato (Fig. 2) consiste nella qualità
delle casseforme a perfetta tenuta e supportate da adeguati rinforzi (Fig.
3).
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Fig.
2 - Facciavista marmorizzato. Confronto tra calcestruzzo S5 (a sinistra)
ed SCC (a destra) entrambi gettati senza vibrazione.
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Fig.
3 - Esempio di casseforme a perfetta tenuta per getto di SCC.
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LA GRANDE RESISTENZA MECCANICA
Per il Word Trade Center di San Marino, il progettista (Norman
Foster and Partners, London) richiedeva una resistenza meccanica di
90 MPa a 28 giorni per snellire i pilastri che avrebbero dovuto
sostenere lalta costruzione del Centro (Fig. 4). Lo snellimento,
consistente non tanto nella riduzione della sezione quanto nella riduzione
del loro numero, ha comportato una maggiore distanza tra i pilastri e
quindi una maggiore usufruibilità tanto al piano terreno (per il
transito delle autovetture nel parcheggio), quanto ai piani superiori
destinati al centro commerciale: la Fig. 5 mostra le distanze tra i pilastri
caratterizzati da una Rck di 90 MPa e capaci di sostenere tutto
ledificio.
Limpiego dellSCC (Fig. 6) è giustificato dalla
presenza delle armature molto congestionate (Fig. 7) attraverso le quali
solo un calcestruzzo autocompattante poteva scorrere facilmente assicurando
un completo riempimento delle strutture.
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Fig.
4 - Vista d'insieme del World Trade Center nella fase costruttiva.
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Fig.
5 - Pochi pilastri (Rck = 90MPa) per grandi spazi nel
parcheggio al piano terra del World Trade Center di San Marino.
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Fig.
6 - L'SCC impiegato a San Marino per il World Trade Center.
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Fig.
7 - Esempio di congestione di armature metalliche nel getto dei
solai nel World Trade Center di San Marino..
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Nella Tabella
3 sono mostrate la composizione e le prestazioni dellSCC
impiegato per questa impegnativa costruzione. Grazie al bassissimo rapporto
acqua/legante di 0,33 (con la presenza di fumo di silice) accanto alla
grande resistenza meccanica si registra anche un ritiro tutto sommato
modesto e paragonabile a quello di un calcestruzzo ordinario (380 mm/m
a 60 giorni con UR del 60%).
Un aspetto tipico
dellSCC consiste nella prestazione uniforme allinterno
della struttura: una carota lunga 1 m è stata estratta dalla struttura
e sezionata in vari provini cilindrici per misurarne la resistenza meccanica.
Nella Fig. 8 sono riportati i valori (su cilindri) tipicamente ottenuti
dopo 21 giorni dal getto che sono compresi tra 76 e 83 MPa confermando quindi
la uniformità del conglomerato in servizio ancorché non compattato.
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Fig.
8 - Misura di resistenza meccanica (fcil) a 21 giorni
su provini cilindrici ricavati da una carota lunga 1 m/ sulla destra).
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LA STABILITA' VOLUMETRICA: CALCESTRUZZO A RITIRO
COMPENSATO DI TIPO SCC
E possibile anche produrre SCC particolari caratterizzati
da un ritiro nullo o basso. Si tratta in sostanza di accoppiare le caratteristiche
dellSCC con quelle del calcestruzzo a ritiro compensato.
I vantaggi di questo particolare SCC consistono nel fatto che pur in assenza
di stagionatura umida (che quasi sempre viene trascurata nella pratica
di cantiere) non si formano le fessurazioni indotte del ritiro igrometrico.
Unapplicazione pratica di un calcestruzzo a ritiro compensati di
tipo SCC è mostrata nelle Fig. 9 e 10 per il restauro ed il consolidamento
delle pile di un ponte degradato. Dopo aver rimosso lo strato corticale
di calcestruzzo degradato ed applicato i nuovi ferri ad integrazione delle
vecchie armature (Fig. 9), il conglomerato SCC viene pompato nei casseri
rampanti che vengono rimossi il giorno dopo per essere spostati più
in alto (Fig. 10).
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Fig.
9 - Vista d'insieme delle pile dei ponti scarificate prima di applicare
l'SCC a ritiro compensato come in Fig. 7.
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Fig.
10 - Fase di getto dell'SCC a ritiro compensato pompato e gettato
entro casseri.
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La composizione
dellSCC a ritiro compensato è mostrata in Tabella 4, mentre
le prestazioni sono riportate nella Tabella 5.
Lottimo
comportamento nella conservazione dellespansione contrastata da
una barra metallica è dovuto alla combinazione dellagente
espansivo con ladditivo SRA (Shrinkage Reducing Admixture)
che favorisce la conservazione dellumidità allinterno
del calcestruzzo anche in ambienti insaturi di vapore.
CONCLUSIONI
LSCC
rappresenta uneccellente opportunità per costruire opere
in c.a. che sappiano coniugare la facilità di messa in opera (soprattutto
per opere fortemente armate) con la resistenza meccanica, la stabilità
volumetrica, la durabilità e soprattutto la bellezza delle strutture
in calcestruzzo.
BIBLIOGRAFIA
(1) Self-Compacting
Concrete; Proceedings of the 2rd International RILEM Symposium; Ed. Wallevik
e I. Nielsson; 2003
(2) Calcestruzzo autocompattante; Capitolo XIII; Il Nuovo Calcestruzzo;
Mario Collepardi; Ed. Tintoretto; 2^ Ed.; pg. 217-227
(3) A Very Close Precursor of Self-Compacting Concrete (SCC); Mario Collepardi;
3° CANMET/ACI International Symposium Sustainable Development of Cement
and Concrete; San Francisco; U.S.A.; pg. 431-450
Si ringrazia
la Mapei per la concessione delle foto (Fig. 4/7, 9 e 10) sui lavori qui
presentati.
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A ROMA A SETTEMBRE IL
SECONDO CONGRESSO DEI PRODUTTORI DI CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO
(ATECAP)
Venerdì 26 Settembre p.v. si terrà a Toma il II Congresso
Nazionale dei produttori di calcestruzzo preconfezionato.
La manifestazione si svolgerà presso lAuditorium della
Tecnica (Centro Congressi - Viale Umberto Tupini, 65) e sarà
preceduta, il giorno 25 Settembre, dallAssemblea annuale dellATECAP
(Associazione Tecnico Economica del calcestruzzo preconfezionato).
Allapertura del Congresso verrà presentato il primo
Rapporto Congiunturale e Previsionale sul mercato del calcestruzzo
preconfezionato predisposto dal CRESME.
Si succederanno relazioni sui diversi profili, economici e normativi
attinenti il settore.
Le differenti posizioni delle categorie di operatori pubblici e
privati coinvolti nel processo produttivo del calcestruzzo preconfezionato
saranno messe a confronto nel corso di una Tavola Rotonda
che precederà la conclusione dei lavori affidata al Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il pomeriggio sarà invece dedicato a fare il punto sugli
sviluppi di carattere tecnico e tecnologico del settore con la partecipazione
di esperti del mondo della progettazione e della produzione.
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