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PREMESSA
La costruzione in legno lamellare incollato si è ormai da tempo
affermata in Italia e, soprattutto nel settore delle grandi coperture,
può vantare realizzazioni che, per dimensioni e valenza statica,
sono del tutto paragonabili a quelle dei Paesi in cui la pratica costruttiva
con il legno possiede esperienze più consolidate.
Lavvento del legno lamellare ha, senza dubbio, risolto alcune carenze
tipiche del legno massiccio (limitazioni dimensionali e di forma, prestazioni
meccaniche estremamente variabili, instabilità dimensionale, tendenza
alla fessurazione, ecc.) ma non ha, ovviamente, rappresentato un punto
di arrivo per la ricerca tecnologica e linnovazione. Sono già
state proposte, infatti, travi in legno lamellare armate, per esempio,
con vari materiali, quali lamine metalliche, lamine di materiale composito,
fibre plastiche, fibre di vetro, barre di acciaio, e simili, che, pur
assicurando un certo miglioramento nelle prestazioni della trave con aumenti
delle caratteristiche meccaniche del 10÷20%), si sono dimostrate
non del tutto soddisfacenti dal punto di vista della loro produzione industriale
e, talvolta, delle prestazioni in opera.
È stato recentemente proposto dagli Autori una nuova tecnologia
di produzione di trave in legno armata, con la quale si riesce a fornire
un metodo di produzione di una lamella armata realizzabile industrialmente
in una produzione di serie e che assicura lottenimento di travi
di legno armate, con un comportamento in esercizio analogo a quello
del cemento armato (in regime non fessurato), di elevate prestazioni per
quanto riguarda sia la rigidezza che la resistenza (incrementi dellordine
del 100% rispetto alla trave non armata di identica sezione). Una trave
armata di questo tipo presenta, infatti, una tensione ammissibile (equivalente)
a flessione fino a 28 MPa ed un modulo elastico (equivalente) fino a 28
GPa, caratteristiche meccaniche queste che permettono un effettivo risparmio
in altezza rispetto ad una trave equivalente in legno lamellare tradizionale
con identica base (fino a circa il 40%) e che consentono, in pratica,
di paragonare una trave armata a due travi affiancate in lamellare delle
stesse dimensioni (Tabella 1).
La ricerca, sviluppata lungo le due direzioni dello studio teorico e della
sperimentazione diretta, ha permesso di mettere a punto un modello analitico
di comportamento, validato sulla base di unampia campagna di prove,
e un metodo semplificato di calcolo in grado di porgere risultati sempre
a favore di sicurezza rispetto a quelli registrati nella sperimentazione
fisica e/o numerica.
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Tabella
1 - Confronto tra sezioni di travi inflesse in legno lamellare (BS11
e armato), sulla base del modulo elastico equivalente (basexaltezza
in cm).
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ASPETTI
PRODUTTIVI
In estrema sintesi, linnovazione prevede il rinforzo del legno lamellare
con linserimento di una o più barre di acciaio o di composito
CFRP in apposite fresature praticate in alcune lamelle ed ad esse solidarizzate
con un apposito adesivo epossidico, parte integrante della medesima tecnologia.
PRESTAZIONI
DEGLI ELEMENTI DI LEGNO ARMATO
Le principali caratteristiche dellelemento strutturale armato rispetto
ad analogo elemento di legno lamellare o massiccio si possono così
sinteticamente riassumere:
- fino a 2,5 volte più rigido e fino a 2,5 volte più resistente
(il valore 2,5 non deriva da limitazioni teoriche ma dipende da motivate
scelte progettuali e di possibilità produttive);
- resistenza al fuoco dellelemento classe R 30 o R 60 (il risultato
è ottenuto garantendo le adeguate distanze dellarmatura dai
bordi di sezione);
- rottura a flessione con formazione di cerniera pseudo-plastica (caratteristica
particolarmente interessante per applicazioni in zone sismiche);
- minore incidenza della difettosità del legno sulle caratteristiche
meccaniche e conseguente minore variabilità delle caratteristiche
meccaniche tra differenti elementi con identica sezione;
- limitato effetto delle variazioni di umidità e della durata del
carico sul comportamento reologico globale;
- risparmio in altezza sulla sezione della singola membratura e risparmio
complessivo di materiale;
- mantenimento dellaspetto di trave in legno lamellare tradizionale,
a fronte di resistenze e prestazioni molto superiori;
- armatura e relativo adesivo completamente inglobati nel legno, senza
alcun contatto con lambiente.
I grafici riportati nelle figure evidenziano sinteticamente, ma con particolare
efficacia, quanto appena affermato. Il diagramma mostrato in Fig. 1 riguarda
il confronto effettuato, in termini di resistenza, sullaltezza equivalente
di differenti travi al variare del tipo di armatura, essendo sempre presente
la limitazione di 11 MPa per la tensione massima nel legno. Il diagramma
di Fig. 2 riporta, invece, un analogo confronto, questa volta in termini
di rigidezza cioè di modulo di elasticità equivalente, di
una trave tipo armata con dimensioni 120 × 230 mm e differenti armature
con una trave di medesima sezione in legno lamellare BS 11 (non armata).
A proposito del confronto in termini di rigidezza, nella figura le barre
colorate a tratteggio riportano i valori desunti mediante elaborazione
teorica, mentre quelle a colore pieno riportano i valori ricavati nella
sperimentazione diretta. Si può, tra laltro, notare come
il valore reale risulta sempre superiore rispetto al valore teorico previsto,
confermando anche la validità del metodo di calcolo semplificato
proposto.
Durante lampia campagna di sperimentazione su travi armate con barre
metalliche, si è potuto notare anche come la rottura delle fibre
di legno in zona tesa non abbia mai portato al collasso immediato dellelemento,
grazie alla deformazione in campo non elastico delle barre. La fotografia
riportata in Fig. 3 si riferisce ad una prova a flessione su una trave
armata in fase prossima alla rottura.
Per completezza della ricerca sia teorica sia sperimentale, è stata
presa in considerazione anche unarmatura costituita da barre
di CFRP. Anche le risultanze sperimentali dei provini armati con barre
in fibra di carbonio sono state assolutamente conformi alle previsioni
teoriche fornite dal modello di calcolo che si presenterà nel seguito.
Tuttavia, il tipo di rottura sicuramente fragile, la difficoltà
attuale di reperire sul mercato barre CFRP con diametri elevati, nonché
il costo (di gran lunga superiore rispetto alle barre metalliche) ne sconsigliano
attualmente lutilizzo: è però possibile che tali barre
o altri materiali innovativi possano divenire in un futuro non
lontano convenienti in applicazioni di legno armato.
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Fig.
1 - Confronto di resistenza in termini di altezze equivalenti (mm)
di una trave con differenti armature (barre con diametro di 14 mm),
assumendo una tensione massima nel legno di 11 MPa.
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ASPETTI
PROGETTUALI
Per quanto riguarda gli aspetti legati alla progettazione
di elementi di legno lamellare armato, si assumono innanzitutto le seguenti
caratteristiche dei materiali componenti:
- lamelle in legno di abete di classe S 10 o superiore (secondo le vigenti
normative Din);
- barre di acciaio ad aderenza migliorata, tipo FeB 44 k o simili;
- adesivo strutturale bicomponente a base epossidica appositamente formulato
per questa tecnologia.
Le ipotesi fondamentali alla base della progettazione e verifica degli
elementi di legno lamellare armato secondo il metodo semplificato di calcolo
sono quindi:
- comportamento elastico lineare del legno e dellacciaio, adesivo
infinitamente rigido;
- perfetta aderenza tra legno e acciaio (garantita dalladesivo epossidico
bicomponente);
- trasferimento di sforzi di trazione/compressione tra acciaio e legno
tramite tensioni tangenziali nelladesivo;
- mantenimento delle sezioni trasversali piane;
- lunghezze di ancoraggio delle barre incollate tali da non produrre mai
perdita di aderenza per rottura nelladesivo; a questo riguardo,
accurate e numerose prove sperimentali svolte sulladesivo adottato
hanno evidenziato che lunghezze di ancoraggio pari a circa 10 ÷
12 volte il diametro della barra causano o linizio di snervamento
dellacciaio o lo sfilamento della barra associata ad una corona
di legno.
Il comportamento complessivo della sezione mista legno acciaio
è così assimilabile a quella di una sezione (non parzializzata)
in cemento armato, con barre di armatura annegate in una matrice
lignea anziché cementizia. Il contributo del complesso barre di
armatura adesivo può essere quindi preso in considerazione
tramite un adeguato coefficiente di omogeneizzazione n: il valore di n
può essere assunto pari al rapporto tra il modulo elastico dellacciaio
e quello E0 del legno. In modo analogo potranno essere trattati anche
altri materiali utilizzati come armature (ad esempio le barre in CFRP).
Dipendendo, in buona sostanza, le prestazioni meccaniche del legno armato
dal rapporto tra i moduli elastici dei materiali oltre che, ovviamente,
dalla percentuale di armatura, si evince che un elemento ligneo armato
presenterà anche un migliore comportamento - rispetto ad un analogo
elemento non armato - nei confronti delle variazioni di umidità
e di carichi di lunga durata. In tali casi, infatti, il comportamento
del materiale legno può essere interpretato mediante
una riduzione progressiva del modulo elastico; il valore del coefficiente
di omogeneizzazione n per la trave armata appare quindi aumentato,
visto che il modulo elastico del materiale di armatura non varia.
Il metodo di calcolo semplificato proposto consiste quindi nella soluzione
della sezione rettangolare composta legno armatura, ricercando
i valori equivalenti di area, momento di inerzia e modulo resistente omogeneizzati
ad uno dei materiali componenti (usualmente il legno).
Sono utili, a questo punto, alcune precisazioni su dimensioni e disposizione
delle barre nonché sul metodo semplificato di dimensionamento,
affinché - soprattutto - i risultati ottenuti si mantengano sempre
dal lato della sicurezza. É innanzitutto ragionevole, nello spirito
della semplificazione, trascurare nel calcolo il contributo dellinerzia
propria delle barre e delladesivo che le avvolge e tenere ovviamente
in conto la sezione di legno ridotta per la presenza dei fori. Nella disposizione
in sezione delle barre di armatura è bene prevedere sempre un interferro
e un copriferro laterale pari almeno a 2 ÷ 3 volte il diametro
delle barre stesse. Si osservi pure che il copriferro allintradosso
della trave è imposto anche dalla eventuale resistenza al fuoco
richiesta. Un possibile diametro ottimale della barra metallica individuato
dagli Autori per la classica lamella di 33 mm è quello di 16 mm.
Le cosiddette verifiche sezionali devono poi essere completate
dai controlli sulladerenza delle barre e sulle tensioni tangenziali
massime nella parte lignea di sezione mista. A proposito di questultima
importante verifica, gli Autori hanno proposto alcuni criteri di disposizione
e di limitazione dellarmatura in modo tale che lusuale verifica
della sezione sottoposta a sollecitazione tagliante mantenga significato
(vale a dire sia dal lato della sicurezza) se effettuata sulla sezione
di legno lorda, ignorando quindi larmatura presente.
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Fig.
2 - Confronto in termini di deformabilità: valoro E0
eq (MPa) ricavati sulla base di prove sperimentali (colori pieni)
o elaborazioni teoriche (a tratteggio).
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Fig.
3 - Comportamento tipico della trave in legno lamellare armata inflessa
in fase di collasso.
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CAMPI DI APPLICAZIONE
Gli elementi strutturali in legno lamellare armato , essendo caratterizzati
da elevati valori di resistenza e modulo elastico (apparente) oltre che
da un comportamento a rottura in flessione con formazione di cerniera
pseudoplastica (dissipativa), risultano vincenti, rispetto allelemento
di legno lamellare tradizionale o legno massiccio, nei seguenti casi:
- quando laltezza di sezione dellelemento portante debba essere
il più possibile contenuta per esigenze progettuali, funzionali,
architettoniche;
- quando lo spessore massimo dellintero pacchetto strutturale risulti
vincolato;
- quando ciascun elemento portante di solaio e/o di copertura debba garantire
un efficace vincolo bilatero alle strutture verticali (solitamente di
muratura) da stabilizzare;
- quando si operi in zona sismica, potendosi quindi sfruttare sia la presenza
di barre metalliche per un efficace collegamento al cordolo perimetrale
di solaio, sia il tipo di rottura (mai fragile) della membratura in legno
lamellare armato;
- quando le strutture in legno siano destinate ad ambienti con umidità
molto elevata e/o con forti variazioni della medesima ed inoltre siano
soggette a notevoli azioni permanenti, casi nei quali il dimensionamento
dellelemento di legno lamellare tradizionale risulta molto più
penalizzato rispetto allutilizzo di legno lamellare armato.
Non si ha, al contrario, alcun vantaggio in termini di maggiori prestazioni
meccaniche da una trave in legno lamellare armato quando il dimensionamento
dellelemento di legno è determinato dalla verifica per azioni
taglianti (caso peraltro assai raro nella pratica costruttiva). Gli Autori,
inoltre, sconsigliano luso di elementi lignei armati quando questi
siano semplicemente compressi o lutilizzo di elementi armati curvi,
a meno che le configurazioni geometrica e di carico siano tali da provocare
tensioni di compressione ortogonali alla fibra allinterfaccia barra
- legno. Nel caso di elementi pressoinflessi, è ancora possibile
utilizzare la trave in legno lamellare armato se la flessione risulta
prevalente rispetto allo sforzo normale di compressione.
Le figure qui riportate illustrano alcune recenti realizzazioni nelle
quali lutilizzo di elementi in legno lamellare armato si è
rivelato particolarmente appropriato.
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Fig.
4 - Trave principale portante con limitazione dell'altezza di sezione.
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Fig.
5 - Trave principale in legno armato di copertura..
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Fig.
6 - Soluzione per l'appoggio di travetti armati di solaio in zona
sismica..
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I SOLAI IN LEGNO LAMELLARE ARMATO
Lutilizzo delle travi in legno lamellare armato, per le intrinseche
caratteristiche di rigidezza e resistenza, si presenta infine particolarmente
interessante per formare i solai negli edifici civili, sia in assenza
che in presenza di soletta collaborante. Esse garantiscono unelevata
rigidezza del solaio con spessori strutturali ridotti rispetto a quelli
ottenibili con normali travi di legno massiccio o lamellare. Inoltre,
la maggiore rigidezza della trave in legno lamellare armato consente un
dimensionamento economicamente più vantaggioso per la connessione:
ci si può infatti affidare ai classici connettori per solai collaboranti
(con adesivo oppure a secco) passanti attraverso il perlinato oppure,
al limite, a semplici viti di collegamento rinunciando alla collaborazione
statica travi - soletta. In ogni caso, è quasi sempre possibile
posare il perlinato a correre direttamente sopra i travetti, senza necessità
di lavorazioni particolari delle perline in corrispondenza di ogni travetto.
Una particolarità molto importante dei solai realizzati con elementi
in legno lamellare armato, che può essere vantaggiosamente sfruttata
nelle zone sismiche, è la possibilità di avere le barre
di armatura sporgenti dalla testa di ciascuna trave ed opportunamente
sagomate. Risulta così di semplicissima realizzazione il vincolo
bilatero efficace tra le singole travi e le murature perimetrali (si veda
la figura). Si noti che, in tal modo, il vincolo trave muratura
risulta intermedio tra il semplice appoggio e lincastro: anche se
in sede di verifica statica di resistenza è conveniente non tenere
conto - in via prudenziale - di un vincolo diverso dal semplice appoggio,
il beneficio in termini di rigidezza del solaio è notevole.
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