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1.
INTRODUZIONE
Nella Parte
I di questa ricerca è stato presentato il calcestruzzo auto-compattante,
Self-Compacting
Concrete, SCC,
con i suoi aspetti produttivi, esecutivi e prescrittivi. La Parte II di
questo articolo riguarda il calcestruzzo auto-stagionante, Self-Curing
Concrete, SCCed
il calcestruzzo auto-compresso, Self-Compressing
Concrete, SCC,
che insieme allSCCformano
il 3-Self-Concrete: 3SC, cioè il calcestruzzo tre-volte-self
per essere self-compacting, self-curing e self-compressive.
2.
STAGIONATURA INIZIALE E CALCESTRUZZO AUTO-STAGIONANTE (SCC'')
2.1 La stagionatura iniziale del calcestruzzo
La iniziale stagionatura del calcestruzzo (early curing, in inglese),
subito dopo la rimozione dei casseri, è unaltra operazione
tanto importante quanto disattesa sui cantieri di tutto il mondo. La stagionatura
consiste nel proteggere la superficie del calcestruzzo dalla evaporazione
dellacqua. Lasciugamento (drying in inglese) avviene
se l umidità relativa (U.R.) dellambiente scende
al di sotto del 95%, ed è aggravato in condizioni di vento e di
caldo che favoriscono levaporazione dellacqua. Se la parte
corticale della superficie a vista delle strutture in c.a. (copriferro)
si asciuga, si verificano una serie di danneggiamenti che comprendono:
a) blocco del grado di idratazione del cemento per mancanza di
acqua, con conseguente arresto del processo di riduzione della porosità
capillare come previsto dalla teoria di Powers (1):
dove Vp
è il volume di pori capillari in litri per 100 kg di cemento, a/c
è il rapporto acqua-cemento ed a
è il grado di idratazione; dalla [1] si evince che se diminuisce
il volume della porosità capillare (Vp) aumenta;
b) minore permeabilità agli agenti aggressivi come la CO2
(Fig. 1), laria, lumidità ed i cloruri, con conseguente
maggior rischio di corrosione dei ferri (2);
c) fessurazione superficiale provocata dalla sollecitazione da
trazione (t) indotta dal ritiro igrometrico (drying shrinkage
in inglese) contrastato dalla stabilità dimensionale del calcestruzzo
interno non esposto ancora a ritiro, con conseguente fessurazione ed accelerazione
esponenziale del processo di degrado (3), se si verifica:
dove er
è il ritiro igrometrico libero, E è il modulo elastico
a trazione ed Rt è la resistenza a trazione del
materiale.
Se i danni a) e b) possono esere contrastati con ladozione
di un più basso rapporto acqua-cemento, riducendo così la
porosità capillare e la permeabilità agli agenti aggressivi,
il rischio di fessurazione superficiale non può essere ridotto
abbassando a/c perchè, la fessurazione può essere
addirittura aggravata se si innesca il ritiro autogeno quando a/c
scende al di sotto di 0,45 (4).
Per impedire questi danneggiamenti, e soprattutto la fessurazione del
copriferro, occorre impedire levaporazione dellacqua soprattutto
nei primi giorni che seguono la rimozione dei casseri, quando maggiore
è la spinta ad evaporare dellacqua, non ancora combinata,
ed ancora troppo bassa è la resistenza meccanica a trazione (Rt)
del calcestruzzo. Nel caso delle superfici non casserate ,come avviene
tipicamente nelle superfici delle pavimentazioni, il fenomeno dellasciugamento
e del conseguente ritiro è ancor più grave in quanto coinvolge
un materiale ancora nello stato plastico (plastic shrinkage) e
quindi privo di qualsiasi resistenza meccanica a trazione (Rt=0).
La protezione della superficie del calcetruzzo in fase plastica (nelle
pavimentazioni) o appena indurita (nelle strutture appena sformate) può
avvenire con una delle seguenti metodologie, applicate immediatamente
e protratte permanentemente per qualche tempo (da 3 a 7 giorni), finchè
il calcestruzzo non abbia raggiunto una adeguata t ( 1 MPa):
- spruzzare acqua nebulizzata;
- coprire con teli impermeabili;
- proteggere con teli di iuta bagnati;
- applicare una membrana anti-evaporante con lausilio di un agente
stagionante (curing compound, in inglese).
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Fig.
1 -Penetrazione della CO2 in un calcestruzzo stagionato
e non stagionato prima della esposizione alla CO2.
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Lapplicazione
del curing compound, come è mostrato nella Fig. 13 della
Parte I di questo articolo, è sicuramente il procedimento più
semplice ed economico in quanto - una volta applicato - non richiede il
controllo e limpegno continuo di manodopera previsti con gli altri
sistemi di stagionatura. Tuttavia, il suo intervento complica e rallenta
comunque il processo produttivo sul cantiere dovendosi utilizzare, subito
dopo la rimozione dei casseri, delle impalcature dalle quali appunto si
procede all applicazione della membrana anti-evaporante. Äitcin
(4) ha segnalato che la stagionatura è disattesa anche dalla maggior
parte delle imprese nord-americane per la semplice ragione che essa, qualunque
sia la sua specifica modalità esecutiva, ha un costo. Daltra
parte la stagionatura non potrà essere mai apprezzata fino a quando,
in assenza di un accurato controllo immediato dello stato fessurativo,
non ci si renderà conto della sua importanza ai fini della durabilità
delle opere. Pertanto, a meno che la stagionatura non venga specificamente
prescritta, controllata, e rimborsata, con un costo ad hoc previsto in
capitolato e disgiunto dagli altri costi esecutivi, la stagionatura viene
di fatto ignorata. Le cause dalle mancata stagionatura sono in sostanza
imputabili alla complicazione esecutiva, al mancato riconoscimento del
costo, ed allassenza di controllo da parte della Direzione Lavori.
2.2
Il calcestruzzo auto-stagionante (SCC'')
Una soluzione
al problema della stagionatura iniziale più gradita dalle imprese
- per il minor intralcio delle fasi esecutive - appare limpiego
di additivi capaci di ridurre il ritiro, noti come Shrinkage Reducing
Admixture o SRA, a base di eteri poliglicoli (5). In questo
caso, infatti, il prodotto viene aggiunto nellimpasto e non già
applicato sulla superficie, come avviene per la membrana anti-evaporante
con qualche ulteriore complicazione sul cantiere per la sua applicazione.
Ovviamente, anche per limpego delladditivo SRA, deve
essere inserita una specifica voce nel capitolato che preveda il rimborso
allimpresa per questo costo aggiuntivo. Allo stato attuale il suo
impiego, in misura di 3-4 litri di prodotto per metro cubo di calcestruzzo,
presenta un costo elevato che si aggira su 15-20 euro/m3. Inoltre,
il calcestuzzo che ne risulta , che possiamo definire calcestruzzo auto-stagionante
(Self-Curing
Concrete
in inglese) o SCC
, non appare ancora una soluzione tecnicamente accettabile e definitiva.
Infatti, come è mostrato nei grafici della Fig. 2, che presenta
il comportamento di un calcestruzzo contenente SRA in confronto
a quello di un calcestruzzo di riferimento privo di questo additivo, si
registra una discreta riduzione del ritiro soprattutto quello iniziale
(durante le prime 1-2 settimane), ma non una sua completa eliminazione
soprattutto a tempi più lunghi (6). Più avanti (nel §
4) verrà mostrato come questa applicazione possa, invece, essere
utilmente impiegata, purchè in combinazione con gli agenti espansivi,
per eliminare completamente gli effetti del ritiro igrometrico.
Per quanto attiene il meccanismo di azione, lSRA sorprendentemente
non riduce levaporazione dellacqua come è mostrato
nella Fig. 3: levaporazione dellacqua, infatti, rimane sostanzialmente
la stessa nel calcestruzzo con SRA ed in quello di riferimento
senza SRA.
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Fig.
2 - Variazione dimensionale in funzione del tempo per calcestruzzi
(con e senza SRA) stagionati a umido durante la prima settimana
(6).
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Fig.
3 - Evaporazione di acqua (e) dal calcestruzzo con SRA ed in quello
di riferimento senza SRA.
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Una spiegazione
a questo strano comportamento (riduzione del ritiro da essiccamento senza,
però, ridurre lessiccamento stesso del calcestruzzo) è
stata trovata attribuendo (5, 6) leffetto dellSRA alla
riduzione della contrazione (er)
a seguito della diminuzione della tensione superficiale dellacqua
che rimane nei pori capillari. E noto (5), infatti, che a seguito
della perdita di acqua in ambienti insaturi di vapore con U.R. < 95%,
si formano i menischi di acqua responsabili dell attrazione tra
le superfici del solido, costituito prevalentemente da fibre di C-S-H,
come è mostrato schematicamente in Fig. 4. Lattrazione -
e quindi la contrazione da ritiro - riguarda soprattutto i pori con diametro
tra 2,5 e 50 nm, ed è tanto maggiore quanto maggiore è la
tensione superficiale. Conseguentemente, i prodotti chimici che costituiscono
lSRA, che provocano una riduzione nella tensione superficiale
dellacqua, sarebbero responsabili della riduzione della deformazione
da ritiro (Fig. 2) senza modificare il trasferimento di acqua dal calcestruzzo
verso lambiente insaturo di umidità (Fig. 3).
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Fig.
4 - Esempi di menischi di acqua (in verde) che provocano l'avvicinamento
delle fibre di C-S-H, come indicato dalle frecce, e quindi la contrazione
da ritiro.
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3. RITIRO TERMO-IGROMETRICO E CALCESTRUZZO AUTO-COMPRESSO
(SCC''')
3.1 Il ritiro termo-igrometrico
Anche in un calcestruzzo nel quale siano state prese le misure per unaccurata
stagionatura iniziale si possono verificare, successivamente, fessurazioni
a causa delle inevitabili variazioni termo-igrometriche nella vita di
servizio, ed in particolare a causa delle contrazioni indotte dal raffreddamento
nei periodi di clima freddo e/o dal ritiro igrometrico nei periodi di
clima asciutto. Queste contrazioni, infatti, provocano entrambe, in una
struttura in c.a. vincolata nei movimenti, tensioni di trazione capaci
di fessurare il calcestruzzo notoriamente dotato di una modesta resistenza
a trazione. Al contrario, le variazioni dimensionali opposte - quelle
provocate dal riscaldamento nei periodi caldi o dal rigonfiamento igrometrico
(swelling, in inglese) nei periodi piovaschi - non sono in grado
di provocare fessurazioni in quanto le tensioni di compressione generate
da queste variazioni termo-igrometriche non sono in grado di superare
la resistenza meccanica a compressione del calcestruzzo. Solitamente,
laddove ci sono condizioni più sfavorevoli (maggiori escursioni
termo-igrometriche, maggiori vincoli al movimento, geometrie monoassiali,
ecc.), è necessario creare giunti di contrazione posizionati strategicamente
per evitare che i movimenti termo-igrometrici del materiale abbiano a
provocare tensioni non sopportabili dalle strutture. Per esempio, nelle
pavimentazioni industriali in calcestruzzo particolarmente vulnerabili
da questo tipo di tensioni per lelevato rapporto superficie-volume,
soprattutto se in ambienti esterni dove maggiormente si fanno sentire
le variazioni termo-igrometriche, si deve ricorrere al taglio della pavimentazione
immediatamente dopo la stagionatura iniziale. La pavimentazione
deve essere, cioè, segmentata in lastre per lo più quadrate
(solitamente di 50-90 m2), con lato che deve essere tanto minore
quanto maggiore è il rischio di variazioni dimensionali indotte
dai cambiamenti termo-igrometrici (7).
3.2 Gli agenti espansivi
Un approccio alternativo allimpiego dei giunti da contrazione (o
ad una loro drastica riduzione) è potenzialmente rappresentato
dallimpiego degli agenti espansivi, cioè di prodotti
capaci di aumentare il volume del calcestruzzo a seguito di reazioni chimiche
controllate che avvengono in presenza di umidità. Limpiego
degli agenti espansivi deve avvenire in un conglomerato che contenga ferri
di armatura capaci di contrastare lespansione e di trasformarla
utilmente in uno stato di co-azione: di compressione per il calcestruzzo
e di trazione per i ferri, proprio come avviene in un calcestruzzo pre-compresso,
anche se di minore intensità rispetto a questultimo. Per
tornare allesempio delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo,
si è arrivati a costruire lastre monolitiche di 600 m2
in ambienti esterni, e di 900 m2 in quelli interni, senza giunti
di contrazione (8): o più esattamente, con lunico giunto
di contrazione che viene fatto coincidere con quello da costruzione, cioè
con quel giunto che viene realizzato al termine di una giornata lavorativa
per essere ripreso con il getto in calcestruzzo del giorno successivo.
Esistono fondamentalmente due tipi di agenti espansivi, dosati a circa
il 10% in massa sul cemento. Quelli basati sulla reazione di trasformazione
di un ossido (solitamente di calcio, CaO) in un idrossido come avviene
per esempio nella reazione [3] :
e quelli
basati sulla formazione di ettringite (3CaO·Al2O3·3CaSO4·32H2O)
come avviene per esempio nella reazione [4] :
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4CaO·3Al2O3·SO3+6
CaO+8 CaSO4+96 H2O ==> 3 (3CaO·Al2O3·3CaSO4·32H2O)
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[4]
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La differenza
fondamentale tra la [3] e la [4] non è tanto nel chimismo della
reazione, quanto invece nella cinetica della reazione, e quindi della
velocità di espansione a questa associata: la reazione [3] è
molto più rapida della [4] come è mostrato nella Fig. 5,
(9), dove si riporta schematicamente landamento comparativo dellespansione
in funzione del tempo per i due processi sopra menzionati.
3.2.1 Vantaggi del CaO come agente espansivo
Come si può vedere, per completare l espansione occorrono
1-2 giorni se si impiega come agente espansivo il CaO, ed oltre 5 giorni
se si impiega il 4CaO·3Al2O3·SO3·CaO.
Affinché i fenomeni espansivi, contrastati dai ferri di armatura,
possano tramutarsi in unutile stato di co-azione, è necessario
che avvengano in sintonia con lo sviluppo della resistenza meccanica del
calcestruzzo e quindi delladesione ai ferri di armatura. Nella Fig.
6 sono riprodotti i grafici della Fig. 5 con laggiunta di alcuni
possibili sviluppi della resistenza meccanica a compressione del calcestruzzo
(valori sullordinata di destra). Nel caso di uno sviluppo meccanico
molto rapido (caso A, in Fig 6), entrambi i processi espansivi - quello
del CaO e quello del 4CaO·3Al2O3·SO3
- si verificano in un sistema già indurito e quindi capace di generare
compressione nel calcestruzzo e trazione nelle barre di armatura. Al contrario,
con uno sviluppo esageratamente lento della resistenza meccanica (caso
C, in Fig. 6), lespansione sia del CaO che del 4CaO·3Al2O3·SO3
avviene troppo presto; la maggior parte dellespansione - soprattutto
quella del CaO - avviene quando il calcestruzzo è ancora plastico
e qundi incapace di aderire ai ferri; in altre parole, non tutta lespansione
è tramutata in uno stato di co-azione (compressione del calcestruzzo
e trazione dei ferri). Nel caso dell esempio illustrato in B dalla
Fig. 6 si verifica una situazione intermedia per la quale lespansione
del CaO non è adatta, perchè troppo in anticipo rispetto
allindurimento del calcestruzzo, mentre quella del 4CaO·3Al2O3·SO3è
in sintonia con lo sviluppo della prestazione meccanica. Questi esempi
spiegano perchè in passato (10) lunico agente espansivo realmente
impiegato, in quei pochi casi di impiego dei calcestruzzi a ritiro compensato
o auto-compresso, sia stato quello basato sulla produzione di ettringite
più congruente, che non lidratazione del CaO, con lo sviluppo
della prestazione meccanica.
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Fig.
5 - Esempio di andamento nel tempo dell'espansione di due calcestruzzi
contenenti due diversi agenti espansivi in fase di indurimento (9).
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Fig.
6 - Espansione e resistenza meccanica (Rc) in funzione
del tempo per calcestruzzi con CaO o ettringite (E).
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Tuttavia,
questa situazione è cambiata con lavvento dei superfluidificanti
. Infatti, è diventato possibile ridurre adeguatamente il rapporto
a/c al fine di raggiungere sempre una resistenza meccanica iniziale
congruente con il processo espansivo del CaO, come schematicamente è
stato mostrato nel caso A della Fig. 6. I vantaggi dellimpiego del
CaO su quello del solfoalluminato, come agente espansivo, sono molteplici:
1) il CaO è molto più economico per la minore temperatura
di cottura (solitamente 900°C) e per la semplicità del processo
produttivo potendo essere prodotto in una tradizionale fornace a calce;
2) si può modulare la velocità di espansione modificando
la velocità di trasformazione del CaO in Ca(OH)2 attraverso
il cambiamento della temperatura di cottura del calcare (con temperature
più alte che favoriscono la sinterizzazione della calce e quindi
una più lenta cinetica di trasformazione in idrossido di calcio)
e della finezza di macinazione del CaO (con prodotti più fini che
diventano più reattivi);
3) si richiede una stagionatura umida solo di 1-2 giorni - che
di fatto coincide con il tempo di scasseratura nella maggior parte dei
cantieri - contro i 5-7 giorni richiesti per il solfoalluminato per il
quale, quindi, occorre una protezione aggiuntiva di altri 4-5 giorni,
dopo la rimozione delle casseforme, della superficie del calcestruzzo
e quindi con un maggiore impegno da parte dellimpresa.
Proprio questo ultimo aspetto ha fortemente ostacolato lo sviluppo dei
calcestruzzi a ritiro compensato (shrinkage-compensating concretes,
in inglese) o calcestruzzi auto-precompressi (Self-Compressed
Concretes, in inglese o SCC)
basati sullimpiego degli agenti espansivi legati alla produzione
di ettringite che avviene secondo la reazione [4]. Di questo problema
e di come superarlo si discute nel successivo paragrafo.
3.3 I calcestruzzi a ritiro compensato o auto-precompressi
Per valutare limportanza della modalità di stagionatura contrastata
di un calcestruzzo che contiene agenti espansivi, in accordo alla norma
UNI 8148, mutuata dalla norma americana ASTM C845-90. Nella Fig. 7 è
mostrato lo stampo metallico (80x80x240 mm) allinterno del quale
si getta il calcestruzzo per il confezionamento dei provini prismatici
armati con una barra filettata del diametro di 5 mm. Nella parte bassa
della Fig. 7 è mostrato un tipico provino sformato dallo stampo
metallico non appena la presa consente appunto la sformatura (solitamente
4-12 ore a seconda della iniziale lavorabilità del conglomerato,
della classe di resistenza del cemento impiegato, e del rapporto a/c
adottato per limpasto).
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Fig.
7 - Cassaforma con barra di armatura e provino per la misura dell'espansione
contrastata secondo UNI 8148 (9).
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Appena il provino è sformabile se ne misura la dimensione; più
esattamente si misura la lunghezza della barra metallica che fuoriesce
dalle due estremità dal calcestruzzo (Fig. 8). Questa misura costituisce
il riferimento iniziale (punto zero) rispetto al quale si
determina il successivo processo di allungamento. Il provino viene quindi
immerso in acqua a temperatura costante di 20°C e di tanto in tanto
si ripete la misura della lunghezza della barra per determinarne lallungamento
a seguito del processo espansivo del calcestruzzo.Val la pena di precisare
che questa misura avviene in condizioni particolarmente favorevoli allespansione
stessa per i seguenti motivi: innanzitutto il provino, oltre alla barra
metallica centrale sulla quale il calcestruzzo agisce per la sua adesione,
possiede anche, alle due estremità, due piastre metalliche, ortogonali
al lato più lungo del provino prismatico, che consentono di scaricare
tutta la potenzialità espansiva del calcestruzzo nellallungamento
della barra; in secondo luogo, lespansione viene misurata immergendo
il provino sotto acqua dal momento della sformatura fino allesaurimento
del processo espansivo.
Poichè queste particolari condizioni sono raramente riscontrate
nella pratica esecutiva, la misura delespansione contrastata così
come prevista dalla normativa UNI 8148 o ASTM C845-90, rappresenta solo
una indicazione del massimo potenziale espansivo di un calcestruzzo in
condizioni standard che spesso poco hanno a che vedere con le condizioni
reali di impiego. Ciò si verifica spesso anche per la misura di
altre grandezze, a cominciare dalla resistenza meccanica determinata su
provini di calcestruzzo compattati al massimo e stagionati a umido a 20°C,
in condizioni, quindi, difficilmente realizzabili nella pratica di cantiere.
Tornando ai calestruzzi a ritiro compensato, però, occorre ammettere
che la misura dellespansione contrastata rischia di perdere ogni
significato quando si valuta questo comportamento nelle condizioni reali.
Nella Fig. 9 sono riportate le misure di espansione contrastata di provini
in calcestruzzo auto-compresso (SCC
) a base di solfoalluminato, sformati a 8 ore e conservati nelle seguenti
condizioni:
- a contatto di acqua, come è previsto nella normativa, per 4 giorni
e poi lasciati allaria con U.R. del 65 %;
- ricoperti con teli impermeabili per 4 giorni (in condizione di umidità
simile a quella che si stabilisce realisticamente nel calcestruzzo allinterno
dei casseri) e poi lasciati allaria con U.R. del 65 %;
- protetti con membrane anti-evaporanti (mediante applicazione di agenti
stagionanti sui provini sformati a 8 ore) e lasciati allaria (U.R.
=65%);
- lasciati allaria (U.R. =65%) subito la loro sformatura a 8 ore.
I risultati della espansione degli SCC
mostrati in Fig. 9 sono fortemente influenzati dalla modalità di
stagionatura, ed in particolare: rispetto allespansione conseguita
con la stagionatura standard a contatto di acqua, lespansione si
dimezza se si conserva il calcestruzzo per circa 4 giorni protetto da
teli impermeabili (come si potrebbe verificare per strutture pur così
a lungo stagionate dentro i casseri), e si annulla completamente in assenza
di stagionatura dopo la sformatura a 8 ore (come si potrebbe in pratica
verificare in una pavimentazione esposta allaria dopo il getto e
la lavorazione superficiale, senza unadeguata stagionatura umida).
Come si può vedere, per realizzare una qualche effettiva espansione
occorre almeno lasciar maturare il calcestruzzo nelle casseforme per 4
giorni o applicare teli impermeabili per 2-3 giorni dopo la scasseratura
a 1-2 giorni: entrambe le soluzioni sono troppo gravose per la pratica
di cantiere e di fatto completamente disattese.
Limpiego di agenti espansivi a base di CaO sicuramente riduce i
tempi di sformatura degli SCC
rispetto a quelli che occorre adottare per un corrispondente
calcestruzzo a ritiro compensato a base di solfoalluminato. Rimane però
il fatto che, anche per il calcestruzzo con CaO, lespansione che
si realizza maturando lSCC
dentro i casseri (o protetto con teli impermeabili) si dimezza
rispetto a quella teorica conseguibile per immersione del calcestruzzo
sotto acqua dopo la sua sformatura a circa 6 ore (Fig. 10). Inoltre, poichè
dopo la scasseratura e lesposizione allaria insatura di vapore
subentra inevitabilmente il ritiro igrometrico, che tende a ridurre o
ad annullare lespansione precedentemente accumulata,
è di fondamentale importanza ,per evitare le fessure da ritiro
a lungo termine, che lespansione accumulata nella fase iniziale
sia la più elevata possibile, ma soprattutto che sia riproducibile
con la massima semplicità possibile per lorganizzazione del
cantiere. Come si mostrerà nel paragrafo successivo, questo obiettivo
(riproducibilità dellespansione con la massima semplicità
possibile) è raggiungibile combinando la tecnologia dell'SCC''a
base di additivo SRA (illustrata nel § 2.2) con quella dellSCC
a base di agente espansivo contenente CaO per il quale nel paragrafo 3.2.1
sono già stati illustrati tre vantaggi applicativi rispetto agli
agenti espansivi a base di solfoalluminato.
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Fig.
8 - Misura dell'espansione del provino attraverso l'allungamento
della barra annegata nel calcestruzzo (9).
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Fig.
9 - Influenza della stagionatura iniziale sulla curva "variazione
dimensionale-tempo" (9).
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Fig.
10 - Espansione del calcestruzzo con CaO (30 kg/m3) immerso
sott'acqua (A) o protetto con teli impermeabili (B), dopo sformatura
a 6 ore e lasciato all'aria dopo 36 ore.
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4.
CALCESTRUZZO AUTO-STAGIONANTE (SCC'')
ED AUTO-COMPRESSO (SCC''') CON ADDITIVO SRA ED ESPANSIVO A BASE DI OSSIDO
DI CALCIO
La combinazione
della tecnologia dell'SCC''
con quella dellSCC'''consente
di produrre conglomerati molto più vantaggiosi, per efficacia prestazionale
e semplicità realizzativa, rispetto a quanto si sarebbe potuto prevedere
dalla semplice somma dei due processi: si tratta, come sarà ora illustrato,
del classico effetto sinergico assolutamente non prevedibile dalla
conoscenza delle due tecnologie separate.
Nella Fig. 11 sono mostrate le curve di variazione di lunghezza (e),
rispetto a quella di riferimento dei provini sformati a 6 ore, in funzione
del tempo (t), per quattro calcestruzzi. Questi calcestruzzi sono
stati tutti confezionati con a/c = 0,50 ad una classe di consistenza
semi-fluida (S3), e tutti contenenti un agente espansivo a base di CaO (30
kg/m3). Uno solo di questi calcestruzzi, quello contrassegnato
con D, contiene anche ladditivo SRA (kg/m3). Le
quattro curve della Fig. 11 indicano landamento di contro t per :
A) il calcestruzzo immerso sotto acqua dopo la sformatura (a 6 ore) fino
a 36 ore dal getto, e quindi lasciato allaria con U.R. del 65%;
B) lo stesso calcestruzzo avvolto ,dopo la sformatura a 6 ore, da una pellicola
impermeabile rimossa dopo 36 ore dal getto, e quindi lasciato allaria
con U.R. del 65%;questo trattamento simula il comportamento realistico del
calcestruzzo conservato allinterno di un cassero per 36 ore prima
dellesposizione al ritiro in aria insatura;
C) lo stesso calcestruzzo lasciato allaria con U.R. del 65% subito
dopo la sformatura a 6 ore;
D) il calcestruzzo contenente, oltre allagente espansivo, anche lSRA,
avvolto, dopo la sformatura a 6 ore, in una pellicola impermeabile rimossa
dopo 36 ore dal getto - per simulare una stagionatura entro casseri - e
quindi lasciato allaria.
Si è già accennato (nel paragrafo 2.2) che ladditivo
SRA non agisce sulla presenza di umidità allinterno
del conglomerato, ma piuttosto sulla tensione superficiale dellacqua
libera contenuta nei pori capillari. Pertanto, nella combinazione di SRA
con agenti espansivi, ci si sarebbe dovuto attendere solo una riduzione
del ritiro durante la fase discendente dopo lespansione iniziale.
Insomma, ci si poteva attendere un qualcosa di analogo a quanto già
illustrato nella Fig. 2 per un calcestruzzo ordinario. In altre parole,
nella Fig. 11 ci si poteva attendere una differenza tra il calcestruzzo
B (con CaO) ed il calcestruzzo D (con SRA e CaO) solo nella fase
successiva alla rimozione della pellicola impermeabile, cioè nella
fase del ritiro che risulta essere mitigato dalla presenza dellSRA.
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Fig.
11 -Variazione dimensionale (e) di calcestruzzi
tutti con espansivo a base di CaO (30 kg/m3), sformati
a 6 ore e diversamente stagionati. Il calcestruzzo D contiene anche
SRA (4 kg/m3).
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E invece
no: lSRA, oltre a ridurre il ritiro dopo la iniziale espansione,
fa aumentare anche leffetto espansivo durante la stagionatura iniziale
come si può osservare confrontando il maggior allungamento del
calcestruzzo D rispetto a quello B tra 6 e 36 ore. La Fig. 11 mostra anche
che limpiego combinato di SRA e CaO, in condizioni realistiche
del calcestruzzo D conservato entro casseforme per circa 36 ore dal getto,
è di poco inferiore a quello teorico realizzato in condizioni di
laboratorio (sformatura del calcestruzzo a 6 ore ed immersione sotto acqua
per il calcestruzzo A) assolutamente impraticabili per strutture in c.a.
casserate.
Si noti, infine, come leffetto dellSRA sia nellaumento
dellespansione del CaO, sia sulla diminuzione nel ritiro dopo la
rimozione della pellicola impermeabile (equivalente alla rimozione dei
casseri), lascia di fatto nel calcestruzzo D una co-azione equivalente
ad una espansione contrastata di circa 300-400 mm/m
che mette la struttura al riparo dalla fessurazione provocata da eventuali
ritiri igrometrici a lungo termine - che poco probabilmente possono raggiungere
questa entità (11) - o da raffreddamenti, in servizio a lungo termine,
pari a circa 30-40 °C (12) anchessi poco probabili nelle condizioni
climatiche delle nostre regioni. Nulla osta, del resto, a progettare stati
di co-azione anche maggiori di 300-400 mm/m
in condizioni climatiche più avverse per le variazioni termo-igrometriche.
Per completare il quadro di questa tecnologia, val la pena di sottolineare
che laggiunta di SRA, in un calcestruzzo auto-compresso a
base di solfoalluminato, si limita a ridurre il ritiro igrometrico dopo
la rimozione della cassaforma o della pellicola protettiva ma non aggiunge,
nella fase della stagionatura iniziale dentro il cassero, laumento
di espansione contrastata registrato con lossido di calcio. Questo
è un altro decisivo vantaggio per lagente espansivo base
di CaO, rispetto a quello a base di solfoalluminato, che si somma ai tre
vantaggi tecnico-economici già illustrati nel paragrafo 3.2.1.
5. 3-SELF-CONCRETE: (SCC)+(SCC)+(SCC)
La produzione di un calcestruzzo auto-stagionante (SCC)
ed auto-compresso (SCC:
§ 4), cioè privo di ritiro e con una espansione contrastata
residua di 300-400 m/m in servizio, non è facilmente coniugabile
con i vincoli produttivi di un calcestruzzo auto-compattante, SCC
(Parte I di questo articolo). Tuttavia, laddove questa combinazione sia
possibile si può parlare di una vera e propria rivoluzione tecnologica:
il calcestruzzo tre-volte-self (3-Self-Concrete, in inglese,
3SC) che non richiede compattazione, stagionatura e giunti anti-ritiro
da parte dellimpresa.
La maggior difficoltà di combinare le caratteristiche dellSCC
con quelle dellSCC
+ SCC consistono
nel sintonizzare il processo espansivo del CaO con la conservazione della
fluidità richiesta per un SCC,
(slump-flow di almeno 600 mm al momento del getto). Un calcestruzzo
di questo tipo difficilmente potrà indurire ed aderire ai ferri
di armatura (per instaurare lo stato di co-azione richiesti: compressione
nel calcestruzzo e trazione nellacciaio) prima di 12-16 ore dal
getto; ciò comporta che si perda una buona parte dellespansione
(tra 8 e 16 ore) del CaO che invece è indispensabile per mantenere
lo stato di co-azione in servizio equivalente a 300-400 mm/m
di espansione controllata. Nella Fig. 12 è mostrato schematicamente
il diverso comportamento espansivo di un calcestruzzo SCC+SCC
a consistenza semi-fluida (S3), che fa presa in meno di 8 ore, e di un
calcestruzzo autocompattante (3SC) che fa presa in circa 16 ore:
a parità di composizione (incluso il dosaggio di cemento, acqua,
filler, CaO ed SRA) i due calcestruzzi differiscono per il diverso
tipo e dosaggio di additivo superfluidificante acrilico.
Questo inconveniente può essere superato agendo da una parte su
un più rapido indurimento del calcestruzzo auto-compattante (cemento
con classe di resistenza maggiore, additivo superfluidificante meno ritardante,
ecc.), sempre, però, rispettando la condizione reologica richiesta
al momento del getto (slump-flow ³600
mm); dallaltra impiegando un tipo di CaO leggermente più
lento nel processo espansivo e quindi maggiormente in sintonia con il
processo di indurimento (Fig. 13).
La scelta di un CaO più sinterizzato (cotto cioè a temperature
più elevate) e/o macinato meno finemente consente in pratica di
trovare un adeguato compromesso tecnico per produrre un 3SC capace
di garantire uno stato di coazione equivalente ad una espansione contrastata
di 300-400 µm/m in servizio.
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Fig.
12 - Andamento dellespansione-ritiro e della resistenza meccanica
in un calcestruzzo (SCC + SCC) a consistenza
semifluida (S3) ed in un 3SC di pari composizione ad eccezione delladditivo
superfluidificante.
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Fig.
13 -Miglioramento del comportamento da 3SC (A) ad 3SC (B) mediante
aumento nella velocità di indurimento e riduzione nella velocità
di espansione.
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La Fig. 14
illustra schematicamente il comportamento di alcuni calcestruzzi 3SC
che differiscono soltanto per il tipo di CaO impiegato, cioè prodotto
per cottura a tre diverse temperature (1050-950-850°C).
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Fig.
14 - Espansione contrastata (e) di calcestruzzi
3SC con agente espansivo a base di CaO (30kg/m3) tutti
con slump flow di 700 mm sformati a 12 ore.
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6. CONCLUSIONI
Limpiego di additivi SRA nel Self-Curing
Concrete (SCC'')
o quello degli agenti espansivi nel Self-Compressive
Concrete (SCC)
possono rispettivamente attenuare il ritiro iniziale o compensare quello
in servizio. Con nessuna delle due tecnologie si riesce tuttavia ad eliminare
completamente gli stati tensionali, collegati con lasciugamento
ed il raffreddamento del calcestruzzo in servizio, che sono fonte di fessurazioni
con grave pregiudizio per la durabilità dellopera.
Se ladditivo SRA è impiegato congiuntamente con un
agente espansivo a base di CaO, si ottiene sorprendentemente unespansione
più efficace ed una conservazione di uno stato di co-azione (compressione
del calcestruzzo e trazione dellarmatura metallica) che equivale
ad una espansione contrastata residua di 300-400 mm/m.
Questa particolare tecnologia (SRA + CaO) può essere infne
combinata con quella del Self-Compacting
Concrete (SCC)
per ottenere il 3-Self-Concrete (3SC), un calcestruzzo che
si compatta, si stagione e si comprime da solo, purchè il tipo
di CaO impiegato sia adeguatamente selezionato per sincronizzare la sua
espansione con lindurimento del calcestruzzo dopo la presa.
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