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INTRODUZIONE
L'impiego di loppa d'altoforno o di cenere volante rappresenta uno dei
maggiori contributi dell'industria del cemento e del calcestruzzo al progresso
tecnologico (in termini di migliori prestazioni) ed allo sviluppo sostenibile
(per il ri-utilizzo di scorie di altri processi industriali).
Tuttavia, l'impiego congliunto di loppa d'altoforno e cenere volante in
forma di cemento composito tipo CEM V previsto dalla normativa
europea è piuttosto difficoltoso da reperire in Italia di questo
legante nei cementifici italiani: si consulti in proposito il sito aggiornato
allo 05/05/2004 www.itc.cnr.it Þ certificazione
CE dei cementi in conformità all'allegato 2A della norma EN 197-1:2000.
TANTI
VANTAGGI E QUALCHE PERPLESSITA' SUL CEM V
Val la pena di ricordare brevemente gli eccezionali vantaggi in termini
di durabilità conseguibili con l'impiego di un legante a base di
loppa e cenere sulla base dei dati disponibili in letteratura [1-4]:
1. invulnerabilità dallla reazione alcali-aggregato nelle zone
con aggregati a rischio di ASR.
2.
maggiore resistenza alla penetrazione dei cloruri e quindi migliore protezione
dei ferri dalla corrosione nelle opere marine ed autostradali esposte
a salatura nei periodi invernali.
3. minor sviluppo del calore di idratazione e quindi minore esposizione
al rischio di feessurazione indotta da eccessivi gradienti termici (>
20°C) nelle strutture massive con spessori oltre 30 cm.
Le maggiori perplessità sull'impiego di un cemento tipo CEM V riguardano:
- le prestazioni meccaniche alle brevi stagionature soprattutto in climi
freddi per il basso tenore di clinker portland (40-64%) responsabile dell'indurimento
iniziale;
- il maggior rischio di carbonatazione per il ridotto quantitativo di
calce disponibile nel calcestruzzo sempre a causa del minor contenuto
di clinker di cemento portland.
SCOPO
DELLA RICERCA
L'unico modo che rende praticabile la produzione di calcestruzzo con leganti
a base di loppa e cenere consiste nell'impiego di un cemento d'altoforno
reperibile in Italia (per es. CEM III A) con l'aggiunta di cenere volante
in centrale di betonaggio.
L'obiettivo della ricerca è stato quello di verificare la fattibilità
di questo calcestruzzo caratterizzato da naftalina solfonata (SN) o di
polimero acrilico (AP).
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Tabella
1 - Composizione dei calcestruzzi in classe di consistenza S4.
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PARTE
SPERIMENTALE
E stato utilizzato un cemento daltoforno CEM IIIA ottenuto
per macinazione di un clinker di cemento Portland (58%) loppa daltoforno
(38%) e gesso come regolatore di presa (4%).
Esprimento le percentuali di clinker e loppa senza tener conto del gesso
esse diventano rispettivamente il 60 ed il 40%.
Le prestazioni meccaniche del CEM III A sono state variate regolando la
finezza di macinazione a circa 3800 cm2/g o a 4500 cm2/g
per ottenere rispettivamente CEM III A 32.5N e CEM III A 32.5R.
La cenere volante, prelevata da una centrale termoelettrica dellENEL,
era di tipo silicico (SiO2=60%), e presentava una percentuale
di incombusto del 5,1% ed una finezza Blaine di circa 3500 cm2/g.
Sono stati confezionati quattro calcestruzzi tutti con 350 kg/m3
di CEM III A e 110 kg/m3 di cenere volante silicica: esprimendo
la percentuale di clinker, loppa e cenere nel sistema CEM III A
+ cenere si ottengono rispettivamente 46%, 30% e 24%. Questi valori
sono congruenti con la composizione percentuale del CEM V secondo la EN
197-1: (clinker: 40-64%; loppa= 18-30%; cenere= 18-30%).
I calcestruzzi, tutti con classe di consistenza S5 subito dopo la miscelazione,
presentavano lo stesso rapporto acqua/cemento (0.43) ed acqua/legante
(0.33); per questultimo si è messo in conto anche la cenere
oltre al cemento CEM III A.
I calcestruzzi sono stati conservati nello stato fresco fino ad 1 ora
per rilevare la perdita di lavorabilità nel tempo (Fig. 1).
Con i conglomerati sono stati confezionati provini cubici stagionati fino
a 90 giorni alle temperature di 20°C o di 5°C per simulare condizioni
climatiche invernali. Alle stagionature di 1-3-7-28-90 giorni sono state
determinate le resistenze meccaniche a compressione (Fig. 2 e 3).
Sui provini sformati a 1 giorno e conservati alllaria è stata
misurata la penetrazione dellanidride carbonica con il test alla
fenoftaleina [4]: i risultati sono mostrati in Fig. 4.
Sui provini sformati a 1 giorno, stagionati a umido per 1 settimana ed
allaria per 3 settimane, sono stati immersi in una soluzione di
cloruro di sodio (10%) ed è stata determinata la penetrazione del
cloruro con il test al nitrato dargento e fluoresceina [4,5]: i
risultati sono mostrati in Fig. 5.
RISULTATI
E DISCUSSIONE
I risultati mostrati in Tabella 1 evidenziano che a parità di lavorabilità
iniziale (classe di consistenza S5) e di rapporto a/c (0.43) occorre aumentare
il dosaggio delladditivo superfluidificante da 0.9% per il prodotto
acrilico (AP) ad 1.5% per il prodotto naftalinico (SN).
Lefficacia delladditivo AP nella migliore conservazione della
lavorabilità (Fig. 1) rende questo additivo più prestazionale
in termini di slump sul cantiere dopo un certo tempo di trasporto dallimpianto
di betonaggio.
Le prove di conservazione della lavorabilità (Fig. 1) mostrano
in generale un buon comportamento. In particolare limpiego del CEM
32.5N e del superfluidificante acrilico (AP) comportano una perdita di
slump nulla fino a circa unora. La perdita di lavorabilità
aumenta, con limpiego di un cemento più finemente macinato
come il CEM III A 32.5R oltre che, come si è già detto,
con ladozione di un superfluidificante naftalinico (SN). Il problema
della conservazione della lavorabilità appare ovviamente meno importante
per i calcestruzzi prefabbricati con tempi tra miscelazione e getto solitamente
inferiore a 15 minuti.
Le prestazioni in termini di resistenza meccanica dei calcestruzzi N ed
N - confezionati con CEM III A 32.5N e cenere volante - sono davvero
spettacolari (Fig. 2) anche a basse temperature (5°C) per il basso
rapporto acqua/legante di fatto adottato (0.33). A 28 giorni la prestazione
risulta in ogni caso circa 60 MPa indipendentemente dalla temperatura
(5-20°C) e del tipo di additivo (AP-SN). La resistenza meccanica a
1 giorno ed alla temperatura di 5°C è comunque più che
accettabile (5 MPa) e diventata circa 20 MPa a 20°C.
Tuttavia, se occorre una maggiore prestazione iniziale, limpiego
congiunto di cenere volante con un cemento più finemente macinato
come il CEM III A 32.5R - consente di superare 10 MPa a 1 giorno anche
in climi sfavorevoli (5°C) come è mostrato in Fig. 3, purché
si impieghi un additivo superfluidificante capace di abbassare adeguatamente
il rapporto a/c.
Le prestazioni meccaniche a 20°C con CEM III A 32.5R e cenere volante
rendono applicabile questo calcestruzzo anche in prefabbricazione: oltre
30 MPa a 24 ore senza impiego di vapore).
Le prestazioni di durabilità nei confronti della carbonatazione
(Fig. 4) sono altrettanto straordinarie come quelle, già note dalla
letteratura [5], per la penetrazione del cloruro (Fig. 5).
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Fig.
4 - Penetrazione della CO2 all'interno dei calcestruzzi
tutti con cenere = 110 kg/m3.
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Fig.
5 - Penetrazione del cloruro all'interno dei calcestruzzi tutti
con cenere = 110 kg/m3.
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CONCLUSIONI
Limpiego
di cenere volante (110 kg/m3) in un calcestruzzo confezionato
con cemento daltoforno CEM III A (350 kg/m3) dove si
adotta un rapporto a/c di 0.43 ed un rapporto acqua/legante (inclusiva
della cenere) di 0.33 consente di attuare:
- prestazioni straordinarie in termini di resistenza meccanica a breve
stagionatura;
- prestazioni straordinarie in termini di durabilità per le esposizioni
alla carbonatazione ed ai cloruri;
- ridotti gradienti termici per il basso contenuto di clinker Portland
presente nel calcestruzzo (210 kg/m3).
BIBLIOGRAFIA
- R.N.
Swamy, Cement Replacement Materials, Survey University Press, 1986.
- S. Nagataki,
Mineral Admixtures in Concrete: State of the Art and Trends, ACI-SP_144,
pp. 473-484, 1994.
- A. Borsoi,
S. Collepardi, L. Coppola, R. Troli and M. Collepardi, Superplasticized
Concretes with Slag-Fly Ash-Portland Cement, Supplementary Papers of
the Proceedings of Sixth CANMET/ACI International Conference on Superplasticizers
and Other Chemical Admixtures in Concrete, Nice, pp. 93-103, 2000.
- M. Collepardi,
Il Nuovo Calcestruzzo, 3a Edizione, Editore Tintoretto, Villorba (TV).
- M. Collepardi,
A. Marcialis, R. Turriziani, Penetration of Chloride into Cement Pastes
and Concretes, Journal of American Ceramic Society, Vol. 53, pp. 534-535,
1972.
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