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INTRODUZIONE
I polisaccaridi1 sono costituiti da unità monomeriche
saccaridiche aventi struttura eterociclica contenente un atomo di ossigeno
ed un numero variabile di atomi di carbonio (in genere 4 6) come
è mostrato in Fig. 1. Mentre la struttura primaria del polisaccaride
indica la sequenza dei monomeri legati covalentemente tra di loro per
formare una catena polimerica, la struttura secondaria si identifica
con la forma della catena che dipende strettamente dalle possibili orientazioni
che un monomero può assumere rispetto a quelli adiacenti. La struttura
terziaria è, invece, data dal possibile arrangiamento di più
catene per formare strutture ordinate stabili. Infine, tali strutture
ordinate possono interagire tra di loro per dare luogo a più alti
livelli di organizzazione definiti come struttura quaternaria del
polisaccaride.
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Fig.
1 - Struttura schematica di un monosaccaride ciclico composto da
un atomo di ossigeno (in rosso) e 5 atomi di carbonio (ai vertici
dellesagono) ciascuno legato ad un gruppo OH ed a un atomo
di idrogeno collocati agli apici dei cilindretti bianchi.
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In
natura, questi biopolimeri hanno svariate funzioni dal momento che possono
servire come riserve energetiche (amido e glicogeno), oppure possono contribuire
allintegrità strutturale ed alle proprietà meccaniche
dei tessuti vegetali formando un reticolo tridimensionale (reticolato
mediante legami covalenti) contenente acqua come capita per le pectine
nelle piante terrestri e per carragenani, alginati ed agar per quelle
acquatiche. Daltra parte, polisaccaridi come la cellulosa, la chitina
e, meno frequentemente, gli xilani e i mannani possono generare strutture
solide molto resistenti grazie and un fitto impacchettamento delle loro
catene polimeriche. Nel mondo animale, gli ialuronati e i glicosamminoglicani
giocano un ruolo fondamentale nel regolare le proprietà dei fluidi
fisiologici e nella crescita della matrice intercellulare. Infine, i polisaccaridi
possono agire come sostanze protettive nei confronti dellorganismo
che li produce come capita con gli essudati gommosi di parecchie piante.
Tra i polisaccaridi di origine vegetale terrestre possiamo ricordare la
cellulosa, le pectine e la gomma arabica, proveniente dallessudato
di più di 900 specie di Acacia. Di origine marina sono, invece,
i carragenani e lagar, prodotti dalle alghe rosse (Rodoficee), mentre
gli alginati sono prodotti dalle alghe marroni (Feoficee). Polisaccaridi
di origine microbica sono il gellano, il destrano, lo xantano e lo scleroglucano
(che trova interessanti impieghi nel settore farmaceutico), mentre sono
di origine animale i celeberrimi chitosano e glicogeno.
APPLICAZIONI INDUSTRIALI
Lutilità di questi carboidrati idrosolubili si basa, indubbiamente,
sulle loro diverse potenzialità. Infatti, possono agire come agenti
viscosizzanti, chelanti, emulsionanti, stabilizzanti, flocculanti, rigonfianti,
sospendenti, gelificanti e filmanti. In più, derivando da fonti
rinnovabili, sono generalmente caratterizzati da un basso costo oltre
che da buone proprietà di biocompatibilità, biodegradabilità,
bioadesività e atossicità, requisiti fondamentali per applicazioni
nei settori farmaceutici e biofarmaceutici nonché medici.
Molti adesivi industriali si basano su derivati idrofobici della cellulosa
per linusuale combinazione di proprietà quali una buona solubilità
in ambiente acquoso ed organico, la termoplasticità e la resistenza
alla crescita microbica. Sia le cellulose ioniche e non-ioniche, che i
derivati dellamido trovano largo impiego nei detergenti da lavatrici
come agenti anti rideposizione. Infatti, tale azione è dovuta alla
repulsione elettrostatica esercitata dai gruppi carbossilici del polisaccaride
adsorbito sulla fibre tessile. Nel settore ceramico vengo frequentemente
usati derivati della cellulosa e polimeri derivanti dallazione microbica
come leganti per materiali refrattari e ceramici. Pullulano, scleroglucano,
gomma arabica e carbossimetilcellulosa sono largamente impiegati nellindustria
cosmetica per la formulazione di creme e lozioni per capelli, mani, viso
e pelle. Nella preparazione degli esplosivi il guaro, lidrossipropilguaro
e lo xantano sono usati come agenti viscosizzanti dello slurry. Alternativamente,
negli esplosivi secchi, polisaccaridi come la carbossimetilcellulosa sono
mescolati allesplosivo vero e proprio per prevenire accidentali
infiltrazioni di acqua. Linnata capacità dei derivati della
cellulosa di assorbire acqua si rivela molto importante nelle paste cementizie
in quanto ne aumenta la lavorabilità prevenendo una rapida essiccazione.
Al fine di avere migliori proprietà di stampa e scrittura, è
necessario ricoprire i fogli di carta con opportuni materiali che impediscano,
tra laltro, la diffusione dellinchiostro sulla carta. Per
questo, la carbossimetilcellulosa da sola, o in presenza di alginati di
sodio e pullulani, è aggiunta in fase di preparazione della carta.
Materiali a base di guaro sono largamente usati nellindustria mineraria
per il recupero e la separazione di alcuni metalli dai minerali grezzi.
In pratica, tali biopolimeri agiscono da agenti flocculanti in sospensioni
acquose di minerali in modo da poter poi separare facilmente il flocculato.
I polisaccaridi (idrossipropilcellulosa, metilcellulosa, ad esempio) possono
essere anche applicati nella stabilizzazione e nel controllo delle particelle
polimeriche durante il processo di polimerizzazioni in sospensione. Al
fine di ottenere stampe su tessuto nitide e chiare, alginati, guaro e
derivati sono usati quali eccellenti agenti viscosizzanti delle paste
ed inchiostri per stampa. Molte pitture a base dacqua fanno uso
di carboidrati per il loro buon potere viscosizzante, la bassa tendenza
a formare schiume e la rapidità di dissoluzione in ambienti acquosi.
Nel novero delle varie applicazioni dei polisaccaridi non va sicuramente
dimenticata quella relativa allindustria del petrolio. Infatti,
sono largamente usati in quasi tutte le operazioni di processo che vanno
dallestrazione dellolio grezzo alla formulazione del prodotto
finale. Quello che, sostanzialmente, viene richiesto a questi polimeri
riguarda la capacità di grandi rigonfiamenti in acqua e compatibilità
con alte concentrazioni di sali anche ad elevate temperature.
APPLICAZIONI
FARMACEUTICHE
Una caratteristica fondamentale per lapplicazione dei polisaccaridi
nel settore farmaceutico consiste nella possibilità che questi
polimeri hanno di formare, in contatto con ambienti acquosi, strutture
tridimensionali stabili2 (gel) in grado di assorbire una notevole
quantità di acqua3 (Fig. 2). I gel possono essere definiti
come sistemi coerenti, aventi caratteristiche meccaniche intermedie tra
quelle dei solidi e dei liquidi, e costituite da un mezzo continuo liquido
in cui le catene polimeriche sono sistemate, in senso spaziale, a formare
un reticolo continuo tridimensionale che si estende attraverso lintero
sistema4 (Fig. 3). La presenza di legami (o, meglio, di zone
di giunzione) tra le catene polimeriche impedisce alla fase liquida di
solubilizzare il reticolo cosicché lintera struttura può
soltanto essere rigonfiata dalla fase liquida. Semplicisticamente parlando,
il tutto è paragonabile ad una spugna imbevuta da un liquido. Tuttavia,
questa è una spugna particolare in quanto se si ha prevalenza di
legami forti (tipicamente legami chimici come i legami covalenti) tra
catena e catena, la struttura del reticolo polimerico è costante
nel tempo. Se, invece, prevalgono i legami deboli (tipicamente legami
fisici come legami ad idrogeno, interazioni coulombiane, dipolo
dipolo e forze di Van der Waals), le catene non sono più così
saldamente legate tra di loro e la spugna non si adatta bene
a rappresentare la situazione. In questo caso, infatti, si assisterà
alla continua formazione di nuovi punti di giunzione e distruzione di
quelli vecchi pur restando il numero totale dei punti di giunzione nel
gel costante nel tempo (reticolo statistico).
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Fig.
2 - Gel di scleroglucano reticolato con borace allo stato secco
(destra) e rigonfiato con acqua (sinistra). Si può notare
il considerevole incremento di volume dopo il rigonfiamento (Rif.
3) .
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Fig.
3 - a) Struttura di un gel rilevata mediante Laser scanning
confocal microscopy. In verde sono visibili gli ammassi di
catene polimeriche mentre le zone nere indicano lacqua (rettangolo
bianco = 20 µm); b) CryoTEM del gel. Le zone scure rappresentano
ammassi di catene polimeriche mentre in chiaro (rettangolo bianco
= 200 nm) si vede lacqua (Rif. 4) .
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Tipici esempi
di strutture gel formate da polisaccaridi di origine marina si hanno negli
alginati dove le zone di giunzione assumono una conformazione detta a
scatola duovo (Fig. 4). Non appena il sale sodico dellalginato
è posto a contatto con una soluzione di ioni bivalenti di carica
positiva (tipicamente ioni Ca++), lo ione sodio, legato and un gruppo
carico negativamente (COO-) viene sostituito da uno ione calcio che è
così in grado di coordinare gruppi caricati negativamente - appartenenti
a due catene diverse per dar luogo alla struttura raffigurata in Fig.
4. Quello che si ottiene è un gel forte le cui proprietà
dipendono, ovviamente, dalla concentrazione del polimero e dalla esatta
composizione chimica, potendo esistere diversi tipi di alginati. Alternativamente,
i punti di giunzione possono essere rappresentati semplicemente da zone
ordinate (struttura terziaria), dovute allappaiamento regolare di
porzioni di catena appartenenti a catene diverse. Da questi punti di giunzione
si dipartono, poi, lunghi segmenti di catena (zone disordinate) in grado
di formare, con altre catene, altre zone di giunzione così da dar
vita ad un network polimerico stabile o statisticamente stabile (struttura
quaternaria) mostrato in Fig. 4. Tale tipo di giunzione è caratteristico
dei polisaccaridi di origine microbica come gli xantani e i glucani. La
Fig. 5 riporta la probabile struttura di un gel costituito da scleroglucano
reticolato con borace e rigonfiato con acqua5. Questa visione dallalto
mette in evidenza come le singole catene di scleroglucano si organizzino
per formare delle triple eliche che, connesse tra di loro dal borace (punti
verdi), danno luogo ad una struttura quaternaria piuttosto complessa.
E doveroso ricordare che la formazione delle zone di giunzione (ovvero
il processo di gelificazione) può essere indotta o depressa da
diversi stimoli chimico-fisici quali la luce, la forza ionica, il pH,
lazione di un campo elettrico e la temperatura. In ogni caso, la
quantità di solvente assorbita è funzione delle interazioni
polimero-solvente e delle forze elastiche che si oppongono al rigonfiamento.
I gel di polisaccaridi vengono usati nel settore farmaceutico anche per
realizzare sistemi a rilascio controllato di farmaco. In pratica, con
diverse tecniche, si inserisce il farmaco nel reticolo polimerico e la
cessione avviene solo quando il sistema è posto a contatto con
un solvente esterno.
Per motivi di stabilità2,6, tali sistemi
vengono, nella stragrande maggioranza dei casi con leccezione di
alcuni gel ad uso oftalmico, conservati allo stato secco, ovvero in assenza
della fase liquida rigonfiante. In questo stato, il farmaco in essi contenuto,
può trovarsi disperso nel reticolo polimerico secco in forma di
microcristalli, nanocristalli o a livello molecolare (questa condizione
corrisponde allo stato amorfo) in ragione delle proprietà chimico-fisiche
della coppia farmaco-polimero e della tecnica di caricamento del farmaco
nel reticolo polimerico. Infatti, lo stato fisico del farmaco nel reticolo
polimerico secco non è altro che il risultato tra lenergia
fornita per il caricamento, le interazioni chimico-fisiche farmaco-polimero
e lingombro sterico dei cristalli di farmaco che devono collocarsi
nelle maglie polimeriche ristrette a causa dellassenza della fase
liquida. In tali condizioni, il farmaco, per motivi sterici, non può
diffondere nel reticolo verso lesterno e quindi il sistema si trova
in uno stato quiescente e stabile. Non appena viene posto a contatto con
un solvente esterno (acqua o liquidi fisiologici), si assiste allinstaurarsi
di una serie di fenomeni che danno origine al rilascio del principio attivo.
Il solvente, penetrando ed allargando le maglie del polimero, permette
la dissoluzione del principio attivo e quindi il rilascio nellambiente
esterno. Il rilascio, conseguentemente, dipenderà dalle modalità
di diffusione del solvente nel reticolo polimerico, dalla cinetica di
dissoluzione del farmaco nel solvente entrante e dalla diffusione del
farmaco stesso nella matrice polimerica in via di rigonfiamento. In ultima
analisi, la struttura gel regola la cessione del farmaco in base alle
proprie caratteristiche di rigonfiamento e di interazione con il farmaco
(Fig. 6).
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Fig.
4 - Struttura a scatola duovo tipica degli alginati (rosso).
Situazione di appaiamento delle catene (zone ordinate) collegate
da zone disordinate tipica dei polisaccaridi di origine microbica
(blu) .
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Fig.
5- Probabile configurazione di un gel formato da scleroglucano reticolato
con borace e rigonfiato con acqua. In questa vista dallalto
si può notare come il polimero si organizzi in triple eliche
le quali sono legate tra loro dal borace (in verde) per dar luogo
and una struttura quaternaria piuttosto complessa. Al centro, è
visibile una tipica molecola modello (Teofillina) largamente usata
nel settore farmaceutico (Boro = verde, Ossigeno = rosso, Carbonio
= grigio, Azoto = azzurro). (Rif 5).
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Fig.
6- Rappresentazione schematica del rilascio di un farmaco da un
gel che si rigonfia una volta messo a contatto con un solvente esterno
(le catene polimeriche sono schematizzate dalle linee rosse). Mentre
il volume del gel aumenta (frecce gialle), il farmaco è rilasciato
(frecce verdi). Durante il rilascio esiste ancora una zona gel non
rigonfiata che va via restringendosi (frecce blu) fino a scomparire
permettendo il completo rilascio del farmaco.
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CONCLUSIONI
Le peculiari caratteristiche dei polisaccaridi fanno si che possano venir
largamente impiegati in svariati settori industriali con finalità
diverse. In particolare, la capacità di formare gel, la biocompatibilità,
latossicità ed il costo contenuto, li rendono particolarmente
adatti ad impieghi farmaceutici come accade in molti sistemi a rilascio
controllato.
BIBLIOGRAFIA
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