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INTRODUZIONE
Lutilizzo dei compositi fibrorinforzati sin dalla loro introduzione
è cresciuto significativamente negli ultimi anni. I compositi hanno
ampiamente dimostrato la loro funzionalità in campi sempre più
diversificati. Un esempio significativo è il progressivo uso che
si sta facendo di questi materiali in campo edilizio, sia come materiale
per rinforzo e ripristino di strutture che come materiale da costruzione.
I motivi della loro espansione sono da attribuire alle eccellenti proprietà
meccaniche rapportate al loro peso specifico, alla durabilità ed
alla versatilità. Luso dei compositi avanzati è stato
a lungo limitato alle applicazioni ad elevato valore aggiunto, dal costo
delle materie prime, quali fibre di carbonio e Kevlar®,
e dal costo della tecnologia di produzione. Il recente lo sviluppo e la
messa a punto di nuove tecnologie hanno permesso ai compositi di competere
con i metalli in applicazioni a più basso valore aggiunto. In questo
articolo tuttavia presenteremo le caratteristiche principali dei materiali
compositi nei campi per i quali sono stati concepiti quali laerospaziale
e laeronautico, ed inoltre illustreremo il loro uso in campo automobilistico.
I MATERIALI COMPOSITI
Tra i materiali strutturali, i compositi fibro-rinforzati risalgono ad
appena quattro decenni. Tuttavia, in questo breve lasso di tempo, questa
nuova classe di materiali ha avuto un enorme sviluppo scientifico e tecnologico.
La bassa densità, lalta resistenza, lelevata rigidezza
rispetto al peso, leccellente durabilità e la versatilità
nell assumere le forme più svariate sono le ragioni principali
del loro successo come componenti strutturali negli aerei, nelle automobili,
nei moduli spaziali, nelle imbarcazioni ed in molti altri campi.
Un composito fibro-rinforzato si ottiene dalla combinazione di due o più
componenti: fibra e matrice, nella maggior parte dei casi un polimero.
Le fibre occupano la frazione in volume maggiore in un laminato composito,
esse forniscono rigidezza e resistenza al composito stesso. E molto
importante una selezione accurata del tipo, della quantità e dellorientamento
delle fibre in quanto tutto ciò influenza le seguenti caratteristiche
di un laminato composito:
1. Densità relativa.
2. Resistenza meccanica e modulo elastico.
3. Meccanismi di resistenza e rottura a fatica.
4. Conduttività termica ed elettrica.
5. Costo.
Il ruolo della matrice in un composito fibrorinforzato è
quello di:
1. trasferire le tensioni tra le fibre;
2. proteggere le fibre dallazione corrosiva ambientale;
3. proteggere la superficie delle fibre da abrasioni meccaniche;
4. ricreare delle tensioni interne che compattino le fibre e ne impediscano
il buckling provocato da un carico a compressione;
5. trasmettere gli sforzi di taglio interlaminari (carichi flessionali)
e nel piano (carichi torsionali).
La processabilità e i difetti di un materiale composito, inoltre,
dipendono fortemente dalle caratteristiche fisiche e termiche della matrice
come la viscosità, il punto di fusione e la temperatura alla quale
vengono formati.
La diffusione relativamente povera delle competenze progettuali nel calcolo
strutturale, insieme ai costi di produzione elevati è sicuramente
uno dei fattori limitanti per un più esteso impiego dei materiali
compositi come diretti sostituti di quelli tradizionali come lacciaio
o le leghe leggere. Ciononostante questi materiali sono sempre di più
utilizzati per le caratteristiche sopraelencate in unampia gamma
di settori: aeronautico, aerospaziale, automobilistico, navale-marino,
chimico, edile, elettrico, agricolo e sportivo.
SETTORE AERONAUTICO
In campo aeronautico i materiali compositi sono molto utilizzati soprattutto
grazie al risparmio in peso unito allalta resistenza a fatica e
alla corrosione. Basta pensare che risparmiando un chilogrammo su un aero
medio-piccolo come lAirbus A320, in un anno si risparmiano circa
300 kg di carburante. Con limpiego di CFRP (fibre di carbonio in
resina polimerica) si arriva ad una riduzione in peso del 20% rispetto
allalluminio. In Fig. 1 sono messe in evidenza le parti di un aeromobile
in cui si utilizzano maggiormente i materiali compositi: parti di ali
e code, fusoliere, antenne, carrelli di atterraggio, sedili pavimenti,
pannelli interni, serbatoi, pale di elicottero (Fig. 2).
In particolare per la realizzazione di pannelli e pavimenti vengono utilizzate
strutture sandwich con anima a nido dape dalluminio (Nomex)
e pelli in carbonio o Kevlar; per le pelli dellaereo si impiegano
strutture ibride in alluminio e fibre di vetro (Glare, Fig. 3) oppure
laminati in fibra di carbonio con resina epossidica.
Lo svantaggio maggiore di tali materiali è legato soprattutto agli
elevati costi di produzione. Infatti i processi utilizzati per la produzione
degli elementi di un aereo sono caratterizzati da bassa automazione e
uso di tecniche manuali che richiedono tempi di produzione lunghi ed un
elevato impiego di risorse umane.
Il processo più diffuso e quello della laminazione in autoclave
con sacco a vuoto (bag molding) in cui si impiegano preimpregnati
di fibra di carbonio in resina epossidica curati in autoclave (vengono
anche utilizzati rinforzi in fibra di vetro o kevlar). Dopo aver sovrapposto
manualmente i preimpregnati secondo una precisa sequenza di laminazione,
legata alle caratteristiche di progetto del pezzo finito, si sottopone
il manufatto, tenuto sotto vuoto in un sacco, ad un particolare ciclo
di pressione e temperatura in autoclave (Fig. 4). I bassi volumi di produzione
e le elevate prestazioni richieste giustificano lutilizzo di tecniche
di produzione manuali e di materiali pregiati.
I compositi sono particolarmente adatti per applicazioni in cui la sollecitazione
principale è una pressione interna. In questi casi la tecnica di
fabbricazione adottata è la formatura per avvolgimento di fibre
(filament winding) particolarmente adatta per riprodurre forme assialsimmetriche
come serbatoi per carburante, involucri esterni e coni motori a combustibile
solido per razzi (Arianne 6) e missili, tubi di lancio e persino lintera
fusoliera di un aereo (Beech Starship).
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Fig.
1 - Applicazione di compositi in un Airbus.
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Fig.
2 - Pala rotorica di un elicottero.
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Fig.
3 - Strati che costituiscono il Glare.
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Fig.
4 - Tipico ciclo di cura a due stadi per un preimpregnato in resina
epossidica e fibra di carbonio.
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SETTORE
AEROSPAZIALE
In termini di utilizzo di materiali innovativi, le applicazioni aerospaziali
rappresentano sicuramente il settore più importante anche rispetto
allindustria aeronautica. In questo settore, in molti casi, non
è adatto nessun altro tipo di materiale, sia per motivi di peso
che di variazioni termiche. La riduzione di peso rappresenta il motivo
principale per limpiego di compositi fibro-rinforzati in molti veicoli
aerospaziali. Nello Space Shuttle, ad esempio, il risparmio totale in
peso grazie al composito fibro-rinforzato è di 1200 kg.
I requisiti di progettazione meccanica per i componenti di un satellite
(Fig. 5) di solito vengono determinate dalle condizioni di lancio. Tipicamente
per il lancio di razzi convenzionali, laccelerazione dovrebbe essere
di 7 g in direzione assiali e di 1 g in direzione laterale, laddove per
il lancio di uno shuttle spaziale laccelerazione è più
uniforme essendo approssimativamente di 5 g in entrambe le direzioni.
La frequenza naturale della struttura, e quindi la sua rigidezza, influirà
sugli aspetti meccanici del progetto. Il potenziale di accoppiamento causato
dalle vibrazioni durante il lancio ha un peso significativo durante la
fase di lancio. Una volta in orbita, i carichi meccanici sono relativamente
bassi. Le condizioni ambientali possono essere, in alcuni casi, molto
severe per i forti cicli termici (la temperatura nello spazio può
variare tra -100 e 100 °C), per gli effetti del vuoto, dellerosione
da ossigeno atomico o per limpatto con micrometeoriti.
Per esigenze di isolamento termico vengono utilizzati i GRP, plastiche
rinforzate con fibra di vetro. Questo materiale viene impiegato anche
per alcune parabole, ma per tali strutture cè bisogno di
griglie metalliche che forniscono una superficie conduttiva di frequenze
radio. Tuttavia, i sistemi a fibra di carbonio sono quei materiali che
più spesso vengono associati alle applicazioni aerospaziali. Lelevata
rigidezza e leccellente stabilità termica su un ampio raggio
di temperature li rende ideali in ambiente spaziale: molti laminati in
resina epossidica rinforzata con fibra di carbonio possono essere progettati
per ottenere un coefficiente di espansione termica vicino allo zero. Carenature,
bracci di manipolazione, parabole, pannelli solari di allineamento, piattaforme
e banchi ottici, complementari per le quali la rigidezza è una
caratteristica indispensabile, soltanto negli ultimi anni essi stanno
trovando applicazione nelle strutture principali. In passato lesigenza
di combinare rigidezza e resistenza, conducibilità termica ed elettrica
ha favorito limpiego dei metalli. Tuttavia, le richieste per la
riduzione dei pesi sono state decisive per lo sviluppo di nuovi materiali
e ci sono ad oggi dei satelliti (Fig. 6) costituiti in predominanza da
sotto sistemi di strutture in composito.
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Fig.
5 - Satellite artificiale .
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Fig.
6 - Tpica struttura in resina epossidica e fibra di carbonio di
un satellite per comunicazioni.
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SETTORE
AUTOMOBILISTICO
Sebbene vi sia un ampio utilizzo di materiali plastici nellindustria
automobilistica, essi vengono usati per lo più nei componenti non
strutturali ovvero non soggetti a sicurezza critica. Tuttavia vi è
un interesse crescente per quanto riguarda luso di materie plastiche
fibro-rinforzate che trovano applicazione anche in componenti tipicamente
strutturali come le molle per sospensioni e gli organi di trasmissione.
Gli elementi non strutturali in materiale composito tipicamente presenti
sono: parti di carrozzeria, cabine per camion, spoilers, quadri comandi,
pannelli porta-strumenti, alloggiamenti per luci, paraurti (Fig. 7). La
possibilità di ottenere materiali leggeri che incrementassero il
risparmio di carburante, è stato uno dei punti forza per lo sviluppo
dei compositi nelle auto. La sostituzione di componenti più leggeri
non solo contribuisce al risparmio energetico ma si ripercuote anche nelle
dimensioni del sistema frenante, del motore, dei serbatoi di carburante
che potranno essere ridotte. Le applicazioni strutturali dei compositi
nelle auto possono essere distinte in due categorie:
- la sostituzione diretta di componenti esistenti o
- lintegrazione di una molteplicità di parti in acciaio in
ununica struttura in composito.
La seconda categoria di compositi permette di ridurre in modo significativo
il numero delle singole operazioni di produzione.
Vi sono differenze notevoli per quanto riguarda lapplicazione dei
compositi in campo aeronautico rispetto allindustria automobilistica.
La differenza più evidente è legata alle richieste produttive
dei due settori: in aeronautica il progetto strutturale viene ottimizzato
per raggiungere determinate prestazioni richieste e di conseguenza viene
selezionato il processo produttivo più adatto. Al contrario, lindustria
dellauto richiede una velocità di produzione in grado di
fornire i componenti che rientrino in un determinato costo unitario. Quindi,
per prima cosa vengono selezionati i processi produttivi in base ai volumi
richiesti e la progettazione del componente dovrà adattarsi al
processo di fabbricazione individuato. La fibra maggiormente impiegata
nelle applicazioni strutturali automobilistiche, che fornisce un ottimo
rapporto prestazione costo, è la fibra di vetro (E-glass
fibre). Per quanto riguardo le resine in questo campo dominano le
poliestere e le acriliche essendo le più economiche. I materiali
ad alta prestazione come le fibre di carbonio e le resine epossidiche,
vengono impiegati solo per applicazioni strutturali.
Il processo che meglio si adatta alle condizioni dellindustria dellauto
(bassi costi ed alti volumi) è lo stampaggio per trasferimento
di resina (resin transfer molding, RTM) che produce elementi con superfici
finite su entrambi i lati. Esso consiste nellinserimento di un preformato
in fibra di vetro in uno stampo chiuso allinterno del quale viene
pompata la resina catalizzata con una pressione compresa tra 69 e 690
KPa (Fig. 8). La resina viene fatta successivamente polimerizzare a temperatura
ambiente. Per accelerare il processo di indurimento si può preriscaldare
sia la resina che lo stampo. Il RTM viene utilizzato per volumi di produzione
che vanno dai 5000 ai 50000 pezzi allanno.
Un altro processo utilizzato in questo settore è lo stampaggio
a compressione (compression molding) di preimpregnati SMC o Sheet
Molding Compound. Si tratta di una tecnologia molto diffusa per la produzione
di componenti di tipo e dimensioni molto diverse. In questo processo la
carica è costituita da una mistura premiscelata di resina e rinforzo
(preimpregnato SMC). La carica viene posizionata, in quantità
predeterminata, allinterno di uno stampo costituito da due sagome
attivabili termicamente (Fig. 9). Lo stampo viene chiuso sotto pressione
in modo che la carica si distribuisca nelle cavità dello stesso.
Il preimpregnato è proporzionato per scorrere nello stampo
, a caldo, sotto lazione della pressione di chiusura, in modo da
riempire completamente lo spazio tra stampo e controstampo. Durante lo
scorrimento le fibre assumono una disposizione e una orientazione che
può essere prevista solo approssimativamente. Tutto ciò
dà luogo a un materiale dalle proprietà medio-basse rispetto
alle massime attendibili. Le fibre devono essere del tipo fibre
corte, per permettere lo scorrimento delle stesse.
Sviluppi notevoli sono stati ottenuti sia in termini di dimensione e aspetto
superficiale delle parti (molto apprezzate in ambito automobilistico)
che in ambito impiantistico nella ottimizzazione dei cicli di produzione
in serie. Le pressioni di lavorazione sono rilevanti e richiedono macchine
dotate di sistemi di regolazione e di controllo. Con tale processo vengono
prodotte parti non strutturali con una velocità accettabile per
le produzioni di serie.
Il discorso cambia drasticamente quando si passa alle vetture sportive
ed alle Supercar. In Formula 1 i compositi a fibra di carbonio vengono
utilizzati per tutte le strutture, anche per particolari piccoli e non
strutturali quali lo sterzo o i condotti di ventilazione dei freni. In
questo caso vengono utilizzate le tecnologie aeronautiche.
Lultimo modello Ferrari, la Enzo, vostra per la modica
cifra di 600.000 € tempo di consegna un anno, ha il telaio la carrozzeria
e altre parti, strutturali e non, in materiale composito a base fibra
di carbonio. Ad ogni modo a prescindere da queste applicazioni esoteriche,
le case automobilistiche più importanti prevedono nel prossimo
futuro un utilizzo sempre crescente anche delle fibre di carbonio, ciò
sarà realizzabile abbattendo i prezzi delle materie prime sfruttando
i maggiori volumi di produzione, e utilizzando nuove e migliorate tecnologie.
Consorzi di ricerca Europei stanno affrontando attivamente questo problema.
Concludiamo questarticolo indicando la più importante mostra
congresso sui materiali compositi, che negli ultimi anni è diventata
il JEC, Journals and Exhibitions on Composites, ogni anno, circa
10000 visitatori e 800 espositori si riuniscono a Parigi per mostrare
vedere e discutere delle ultime applicazioni, apparecchiature, e materiali
nel campo dei Compositi. Contemporaneamente si svolge la SAMPE (Society
for Advancement of Materials and Processing European Conference) con
una media di quattrocento iscritti, ed una centinaia di lavori che rappresentano
la punta di diamante della ricerca nei compositi avanzati. Durante il
JEC sono previsti vari forum e tutorials che ogni anno approfondiscono
un aspetto delle applicazioni dei compositi. Negli anni passati tali forum
anno avuto come argomento i compositi nelle applicazioni marine, i compositi
per la costruzione e la ristrutturazione degli edifici, ed i compositi
per applicazioni nei trasporti. A tali forum partecipano le principali
industrie ed i più importanti esperti del settore. Questanno
lattenzione e stata concentrata sullaerospaziale, e per saperne
di più si può consultare www.jeccomposites.com.
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Fig.
7 - Schema delle parti in composito di un automobile .
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Fig.
8 - Schematizzazione del processo RTM.
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Fig. 9 - Schematizzazione del processo di stampaggio di stampaggio
per compressione (SMC).
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BIBLIOGRAFIA
[1] P. K. Mallick, Fiber-Reinforced Composites, Marcel Dekker, 1993.
[2] Geoff
Eckold, Design and manufacture of composite structures, Leonard Hollaway,
Woodehead publishing limited.
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