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INTRODUZIONE
Le ceneri pesanti prodotte dagli inceneritori di rifiuti solidi urbani
(RSU) sono prevalentemente composte da silice amorfa (in genere più
del 50%) e ossidi di alluminio, ferro e calcio [1-4]. Questi residui hanno,
quindi, una composizione simile a quella delle ceneri volanti prodotte
dalle centrali termiche a carbone (coal fly ash, FA), tradizionalmente
impiegate come aggiunte pozzolaniche in grado di migliorare la durabilità
delle opere in calcestruzzo armato. Per questa similitudine, le ceneri
pesanti da RSU, una volta macinate finemente, possono manifestare caratteristiche
pozzolaniche o idrauliche. Limpatto ambientale dellindustria
del calcestruzzo potrebbe notevolmente ridursi se le ceneri pesanti da
RSU potessero essere effettivamente utilizzate come aggiunte minerali.
In tal caso, infatti, residui come le ceneri pesanti da RSU, che devono
essere smaltite in grandi quantità in tutto il mondo, potrebbero
essere convertite in una risorsa utile per il confezionamento di calcestruzzi
di qualità e durevoli.
Alcuni ricercatori hanno effettivamente mostrato lattività
pozzolanica delle ceneri pesanti da RSU macinate, mostrando la loro reattività
con la calce o con il clinker di cemento portland [5,6]. Tuttavia, finora
non si sono potute impiegare come aggiunte minerali, principalmente a
causa dello sviluppo di gas che si produce in seguito alla loro introduzione
negli impasti cementizi. Nellambiente alcalino prodotto dallidratazione
del cemento portland, con pH attorno a 13, la corrosione di alcuni metalli,
e principalmente dellalluminio, può produrre in tempi brevi
una elevata quantità di idrogeno gassoso. Dopo la posa e la vibrazione
del calcestruzzo, questo gas resta intrappolato nel calcestruzzo fresco,
portando alla formazione di una rete di bolle che determina una marcata
riduzione della resistenza e un aumento della permeabilità del
calcestruzzo indurito.
Questa nota riassume i risultati di una ricerca volta allo sviluppo di
trattamenti che consentono limpiego delle ceneri pesanti da RSU
come aggiunte minerali per calcestruzzi strutturali. I dettagli del lavoro
sono illustrati nel riferimento [7].
PROVE
Le prove sono state eseguite con ceneri pesanti provenienti da diversi
inceneritori del Nord Italia; queste sono state macinate sia a secco,
con un mulino a sfere, sia ad umido, con un mulino a microsfere (ottenendo
uno slurry con rapporto solido/liquido di 1:1) [7]. Landamento nel
tempo del pH degli slurry dopo la macinazione è stato rilevato
con un elettrodo a vetro e un pH-metro. Sono stati confezionati calcestruzzi
e malte nei quali si è sostituito il 30% di cemento portland con
le ceneri macinate a secco e ad umido. Si sono utilizzati 440 kg/m3
di legante (70% cemento portland CEM I 52.5R e 30% di aggiunta minerale),
rapporto acqua/cemento di 0,5 e 1700 kg/m3 di aggregato calcareo
frantumato. Si sono inoltre realizzati tre impasti di riferimento rispettivamente
con 100% di cemento, 30% delle tradizionali ceneri volanti da carbone
e 30% di calcare macinato.
La resistenza a compressione è stata valutata su cubi di lato 100
mm per i calcestruzzi e su prismi 40x40x160 mm per le malte. Si è
rilevato inoltre lo sviluppo nel tempo della resistività elettrica
nei materiali saturi dacqua. Per studiare leffetto delle aggiunte
sulla resistenza alla penetrazione dei cloruri, cubi di lato 150 mm sono
stati sottoposti a cicli di asciugatura-bagnatura con una soluzione 35
g/L di cloruro di sodio; dopo diversi periodi di esposizione si sono rilevati
i profili di penetrazione dei cloruri.
RISULTATI E DISCUSSIONE
La Tabella 1 mostra la composizione chimica delle ceneri da RSU studiate
in questo lavoro. Una prima serie di prove è stata effettuata con
ceneri prelevate dallinceneritore di Udine. Dopo la macinazione
a secco, queste ceneri hanno raggiunto una finezza corrispondente ad un
passante al 50% (d50) di circa 15 mm; con la successiva macinazione
a umido d50 è diminuito a circa 3 mm. La Fig. 1 confronta
landamento nel tempo della resistenza a compressione dei diversi
calcestruzzi. Il calcestruzzo di riferimento con 440 kg/m3
di cemento portland e rapporto a/c di 0.5 ha mostrato una resistenza a
compressione media a 28 giorni di 64 MPa. La sostituzione del 30% di cemento
con calcare (materiale inerte) ha ridotto la resistenza a 43 MPa, mentre
la sostituzione con 30% di ceneri volanti da carbone (una tipica aggiunta
pozzolanica) ha portato a una resistenza di 53 MPa.
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Tabella
1 - Composizione dei materiali utilizzati per le prove (percentuale
dei principali elementi, esclusi i cloruri, espressa in termini
di ossidi).
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Fig.
1 - Resistenza a compressione in funzione del tempo dei calcestruzzi
di riferimento
(100% cemento, 30% calcare macinato e 30% ceneri volanti da carbone)
e del calcestruzzo con 30% di ceneri pesanti da RSU di Udine macinate
a secco e a umido (slurry).
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Il calcestruzzo
con laggiunta di ceneri da RSU macinate a secco ha mostrato una
rilevante espansione durante la presa, in seguito allintrappolamento
di bolle di idrogeno prodotto dalla reazione catodica del processo di
corrosione delle particelle di alluminio presenti nelle ceneri (Fig. 2).
Nel calcestruzzo confezionato con le ceneri da RSU macinate ad umido non
si è, invece, osservata alcuna espansione. In questo caso nellimpasto
si è introdotto direttamente lo slurry prodotto dalla macinazione
(lacqua dello slurry è stata considerata nel calcolo dellacqua
dimpasto). Il conglomerato ha mostrato una resistenza a compressione
media a 28 giorni di stagionatura simile a quella del calcestruzzo di
riferimento con 100% di cemento; si sono quindi ottenute prestazioni migliori
rispetto al calcestruzzo a cui si sono aggiunte le ceneri volanti da carbone
(FA). Anche a lunghe stagionature il calcestruzzo con le ceneri pesanti
da RSU macinate ad umido ha evidenziato resistenze superiori di quelle
dei calcestruzzi con 100% di cemento e con 30% FA; ad esempio in Fig.
1 sono mostrati i dati ottenuti a 90 giorni.
Il processo di macinazione ad umido ha avuto un ruolo chiave nel prevenire
lespansione durante la presa. Infatti, fin dallinizio della
macinazione ad umido si è osservata unabbondante produzione
di bolle di gas (idrogeno), dovuta alla corrosione delle nuove superfici
delle particelle di alluminio prodotte dalla macinazione stessa. Il pH
dello slurry si è portato spontaneamente a valori di circa 11.5,
sufficienti per promuovere la corrosione dellalluminio, ancorché
a velocità inferiore rispetto a quella che determina la fase liquida
della pasta di cemento idrata in funzione delle dimensioni delle particelle
di alluminio dopo la macinazione, delleffettiva velocità
di corrosione dellalluminio nello slurry e del tempo trascorso,
le particelle di alluminio possano essere in buona parte consumate prima
che lo slurry venga introdotto nellimpasto del calcestruzzo. In
effetti, se questo accade, non può più avvenire alcuna espansione
significativa nel calcestruzzo fresco. Con le ceneri di Udine hanno sono
state sufficienti 48 ore di riposo dopo la macinazione a umido per esaurire
le reazioni chimiche che portano allo sviluppo di gas.
La progressiva idratazione delle paste di cemento con aggiunta delle ceneri
pesanti da RSU macinate ad umido si è potuta verificare indirettamente
anche attraverso misure di resistività elettrica. La Fig. 3 mostra,
ad esempio, la resistività rilevata dopo 28 giorni di stagionatura
sui diversi calcestruzzi (conservati in camera di stagionatura a 23°C).
Il calcestruzzo con laggiunta delle ceneri macinate ad umido ha
mostrato la resistività elettrica più elevata (circa 200
W×m), persino superiore a quella del calcestruzzo con 30% FA (circa
150 W×m). Questo risultato supporta lipotesi che sia avvenuta
una reazione pozzolanica anche nel caso delle ceneri da RSU che ha portato
allaffinamento dei pori capillari tipico di questa reazione.
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Fig.
2 - Bolle prodotte dall'idrogeno intrappolato nella matrice cementizia
del calcestruzzo
confezionato con le ceneri pesanti da RSU macinate a secco.
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Fig.
3 - Resistività elettrica dei calcestruzzi con diversi
tipi di
aggiunte minerali dopo 28 giorni di stagionatura.
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Leffetto
benefico della reazione pozzolanica si è potuto osservare anche
in relazione alla penetrazione dei cloruri. La Tabella 2, ad esempio,
riporta i coefficienti di diffusione apparenti calcolati interpolando
i profili del contenuto di cloruri misurati sui provini sottoposti a cicli
di asciugatura e bagnatura con la soluzione con cloruri. Il calcestruzzo
con laggiunta delle ceneri pesanti da RSU macinate ad umido mostra
il minore coefficiente di diffusione. Questo comportamento può
essere ancora spiegato dallaffinamento dei pori e dalla conseguente
diminuzione di porosità del calcestruzzo, prodotti dalla reazione
pozzolanica (anche se non si può escludere che abbia contribuito
un parziale riempimento dei pori da parte delle particelle più
fini dello slurry).
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Tabella
2 - Valori del coefficiente di diffusione apparente (Dapp)
e del contenuto
superficiale di cloruri (Cs) calcolati interpolando i
profili di penetrazione
misurati dopo 6 e 15 mesi di esposizione ai cicli di asciugatura
e bagnatura con la soluzione 35 g/L di NaCl, utilizzando la relazione:
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Per confermare
i risultati precedenti, sono state effettuate ulteriori prove utilizzando
le ceneri provenienti dagli altri inceneritori (Tabella 1). Per quanto
riguarda gli effetti legati allo sviluppo di idrogeno si sono osservate
notevoli differenze fra i diversi tipi di cenere pesante da RSU. Infatti,
il tempo richiesto per consumare lalluminio contenuto nello slurry
(ed eventuali altri metalli che possono contribuire allo sviluppo di gas)
è variato da meno di un giorno a diversi mesi. Di conseguenza si
è studiato leffetto di diversi fattori che possono influenzare
il tempo per lesaurimento della reazione di sviluppo di idrogeno
nello slurry, allo scopo di individuare dei trattamenti che consentissero
di ridurlo a valori accettabili (ad esempio pochi giorni), indipendentemente
dalla provenienza delle ceneri e dal campione considerato. Si è
studiata linfluenza dei seguenti parametri: a) la finezza delle
ceneri pesanti da RSU nello slurry prodotto dalla macinazione ad umido;
b) la temperatura dello slurry durante la macinazione e il successivo
periodo di riposo, c) le condizioni di agitazione dello slurry durante
il periodo di riposo; d) la possibile accelerazione dello sviluppo di
idrogeno nello slurry attraverso laumento del suo pH; e) la riduzione
dei metalli non-ferrosi nelle ceneri pesanti, prima della macinazione
a umido. Si è così potuto verificare che il pH dello slurry
ha un ruolo fondamentale. Per esempio, con il campione di ceneri provenienti
dallinceneritore di Vercelli, con le quali si è ottenuto
uno slurry con pH di solo 9,6 (Fig. 4), la reazione di sviluppo di gas
non si è esaurita nemmeno dopo un mese. Tuttavia si è potuto
mostrare come una minima aggiunta di cemento allo slurry (70 g/L) consenta
di raggiungere e mantenere un pH di circa 12,6. Questo è stato
sufficiente per esaurire in alcuni giorni la reazione ed evitare lespansione
quando lo slurry è stato utilizzato per confezionare delle malte.
La Fig. 5 mostra come la malta confezionata con laggiunta dello
slurry di Vercelli trattato con cemento abbia raggiunto una resistenza
a compressione superiore a quella di una malta di riferimento con 30%
di ceneri volanti da carbone. Dopo 90 giorni di stagionatura la resistenza
ha persino superato quella della malta con 100% di cemento.
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Fig.
4 - Valori di pH misurati sugli slurry (rapporto solido/liquido
1:1) prodotti dalla macinazione
a umido delle ceneri pesanti di diversi inceneritori.
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Fig.
5 - Resistenza a compressione in funzione del tempo di malte di
riferimento
(100% cemento, 30% calcare macinato e 30% ceneri volanti da carbone)
e malte con 30% di ceneri pesanti da RSU di Vercelli
(prima e dopo laggiunta di cemento per aumentare il pH dello
slurry).
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CONCLUSIONI
Le ceneri
pesanti prodotte dagli inceneritori di rifiuti solidi urbani (RSU), sottoposte
ad un processo di macinazione ad umido, presentano caratteristiche tali
da poter essere utilizzate come aggiunte minerali per la produzione di
calcestruzzi e malte e contribuiscono attivamente allaumento della
resistenza e alla diminuzione della permeabilità.
Quando le ceneri pesanti da RSU sono aggiunte agli impasti dopo la sola
macinazione a secco, sia la resistenza sia la permeabilità del
calcestruzzo indurito sono influenzate negativamente dallintrappolamento
di bolle di gas. Questo è la conseguenza dellidrogeno prodotto
dalla reazione catodica della corrosione delle particelle di alluminio
che sono contenute nelle ceneri. Viceversa, la macinazione ad umido può
consentire di prevenire lo sviluppo di gas negli impasti freschi; in questo
caso le reazioni di sviluppo di idrogeno iniziano nello slurry prodotto
dalla macinazione e proseguono finché, dopo un certo tempo, si
esauriscono, cosicché lo slurry può essere aggiunto in sicurezza
agli impasti cementizi. Tuttavia si è osservata una grande variabilità
del tempo necessario per lesaurimento di queste reazioni. Per alcune
ceneri sono stati sufficienti due giorni, mentre in altri casi anche tempi
più lunghi, dellordine di due mesi, non sono stati sufficienti.
Ulteriori prove hanno mostrato che il pH dello slurry può avere
un ruolo primario e che laggiunta di piccole quantità di
cemento può essere sufficiente per aumentare il pH dello slurry
fino ad esaurire in tempi brevi lo sviluppo di gas.
Nei casi in cui si è potuto prevenire il rigonfiamento dellimpasto,
le ceneri pesanti da RSU macinate ad umido hanno evidenziato gli effetti
benefici della reazione pozzolanica in termini sia di resistenza a compressione
sia di resistenza alla penetrazione delle specie aggressive.
BIBLIOGRAFIA
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