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Che gli additivi
superfluidificanti abbiano rivoluzionato la tecnologia del calcestruzzo
negli ultimi trenta anni crediamo che nessuno possa metterlo in dubbio.
Da quando apparvero sul mercato negli anni 70 del secolo scorso,
con le invenzioni di Hattori in Giappone e di Aignesberger in Austria,
le due famiglie di prodotti -a base rispettivamente di naftalinsolfonato
(NS) e di melammina solfonata (MS) - si sono scontrate per quasi un ventennio,
prima di arrendersi alla nuova famiglia di superfludificanti a base di
poliacrilati o policarbossilati (PC) che dir si voglia.
Lavvento di questi ultimi additivi verso linizio degli anni
90, rappresentò un progresso straordinario, sia in termini
di efficacia nel ridurre lacqua di impasto (a) - e quindi di cemento
(c) a pari rapporto a/c - sia in termini di conservazione della
lavorabilità anche in condizioni avverse, cioè per lunghi
tempi di trasporto del calcestruzzo preconfezionato soprattutto in climi
caldi.
Il progresso in questo settore non si è mai arrestato e con il
nuovo secolo sono apparsi gli ultimi ritrovati con caratteristiche talvolta
spettacolari. Accenneremo a due categorie di superfluidificanti che a
nostro avviso si distinguono per la loro genialità: i superfluidificanti
destinati alla prefabbricazione, con lobiettivo di eliminare completamente
la maturazione a vapore anche in climi freddi (5-10 °C), ed i superfluidificanti
studiati per aggiungere una funzione accessoria, ma non per questo secondaria,
anzi fondamentale come quella di ridurre il ritiro o addirittura di eliminarlo.
Superfluidificanti per calcestruzzo prefabbricato
Sono prodotti che presentano una particolare configurazione chimica ,che
consiste nella presenza di lunghe catene laterali a base di polietere,
grazie alla quale viene ridotta la tendenza di queste molecole ad essere
fissate sulla superficie dei granuli di cemento . Rimandiamo il lettore
desideroso di dettagli chimici alla letteratura tecnica disponibile (1,2),
e ci limitiamo in questa sede ad illustrare, con un esempio pratico, il
comportamento di due calcestruzzi del tutto identici salvo la composizipone
delladditivo superfluidificante: policarbossilico tradizionale
(PC) o a base etere (PE) innovativo. La Fig. 1 illustra landamento
della resistenza meccanica dei due calcestruzzi maturati senza vapore
alla temperatura di 20° C o alla temperatura di 10° C: in entrambi
i casi il calcestruzzo con PE presenta una maggiore resistenza a compressione
maggiore di quella del calcestruzzo con PC, ma il divario diventa enorme
nella maturazione alle basse temperature. Poichè ladditivo
PE è un pò più costoso del tradizionale PC, i vantaggi
appaiono meno convenienti nella maturazione a temperature estive e comunque
superiori a 15 °C. Ma con la stagione invernale, il maggior costo
delladditivo PE è ampiamente compensato dalla possibilità
di eliminare il trattamento a vapore che invece non è possibile
con i normali ritmi produttivi per i PC tradizionali.
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Fig.
1 - Influenza dei superfluidificanti PC e PE sulla resistenza meccanica
iniziale a 20°C e 10°C.
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Superfluidificanti
per calcestruzzo preconfezionato
Si è già accennato al fatto che i superfluidificanti della
famiglia PC presentano il vantaggio, rispetto a quelli della prima generazione
NS ed MS, di conservare meglio la lavorabilità iniziale soprattutto
in climi caldi, quando maggiormente si fa sentire il fenomeno indesiderato
della perdita di lavorabilità durante il trasporto dallimpianto
di betonaggio al cantiere. Non sono mancati i progressi in questa prestazione:
essi sono stati realizzati con lartificio di introdurre nellimpasto
un additivo la cui molecola (A) inizialmente fluidifica poco e che, durante
il trasporto, si trasforma nella molecola B capace di esplicare sempre
più leffetto fluidificante. In sostanza, grazie alla reazione
tra la molecola iniziale (A) e la calce (C) che si libera durante lidratazione
del cemento, il calcestruzzo conserva immutata la sua lavorabilità
iniziale per la progressiva formazione della molecola B:

Non è
che le cose siano così prevedibili, come abbiamo sopra tentato
di illustrare semplificando un problema in realtà molto complesso,
perchè il numero di variabili che influenza il processo [1] sono
tante e non tutte facilmente prevedibili (tipo e classe di cemento, aggiunte
minerali, temperatura, velocità di agitazione dellautobetoniera,
ecc.).
Un additivo ancor più prestazionale appare un superfluidificante
che presenta, allinterno della sua molecola, un gruppo chimico capace
di agire da riduttore del ritiro (Shrinkage-Reducing Admixture,
noto come SRA) e che viene lentamente liberato dopo il getto nelle casseforme
senza che limpresa abbia da provvedere alla protezione del calcestruzzo
dal rapido asciugamento della superficie nella delicata maturazione iniziale.
Non si finirà mai di ricordare abbastanza quanto sia importante
questa operazione (bagnatura , protezione con teli ,o applicazione di
membrane anti-evaporantti) quasi sempre trascurata dalle imprese e che
spesso provoca la formazione di fessure quando le condizioni igrometriche
diventano appena un pò più avverse del normale e favorevoli
ad una rapida essiccazione del calcestruzzo (clima caldo, asciutto e ventilato).
Data la situazione dei moderni cantieri da costruzione, sempre più
sprovvisti di manodopera esperta ed affidabile, limpiego di un additivo
superfluidificante con caratteristiche anti-ritiro semplifica notevolmente
lorganizzazione del cantiere e garantisce la durabilità delle
strutture messa a repentaglio dalla presenza di fessure provocate dalla
trascurata stagionatura umida del calcestruzzo*.
*Va
riconosciuto che il fenomeno della stagionatura umida è molto più
curata dai produttori di calcestruzzo prefabbricato mediante nebulizzazione
di acqua sulla superficie dei manufatti dopo la loro sformatura.
Nella Fig.
2 è schematicamente illustrato landamento del ritiro igrometrico
di un calcestruzzo con Rck di 35 MPA nelle tre possibili versioni:
senza additivo (control), con superfluidificante PC o con superfluidificante
PC-SRA. Si passa da un ritiro igrometrico a 6 mesi con UR del 50% di 800
µm/m nel calcestruzzo senza additivo, ad un ritiro di 350 µm/m
con ladditivo superfluidificante PC grazie alla riduzione di acqua
e cemento del 25% a pari lavorabilità ed a/c, fino ad un
ritiro di appena 180 µm/m se si impiega un superfluidificante PC-SRA
che, oltre a ridurre acqua e cemento, riduce ulteriormente il ritiro da
350 a 180 µm/m per il rilascio della molecola di SRA. Incidentalmente
si può ricordare che il meccanismo di azione della molecola di
SRA sul ritiro si basa sulla riduzione della tensione superficiale dellacqua
i cui menischi sono responsabili della pressione capillare che spinge
i prodotti di idratazione del cemento lun laltro (Fig. 3)
con la conseguenza di provocare una contrazione volumetrica del materiale
(3).
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Fig.
2 - Ritiro del calcestruzzo senza additivi (control), di quello
con PC, e di quello con PC-SRA.
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Fig.
3 -Esempio di menischi di acqua (in verde) che provocano l'avvicinamento
delle fibre di C-S-H, come indicato dalle freccie, e quindi la contrazione
da ritiro.
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Calcestruzzo
senza ritiro (SFC)
Si è ormai avverato il sogno di produrre finalmente
un calcestruzzo senza ritiro (Shrinkage-Free Concrete, SFC): con
laccoppiata di agenti espansivi - a base di calce cotta ad alte
temperature (4) - e di questi geniali superfluidificanti - capaci di ridurre
non solo lacqua di impasto ma anche la tensione superficiale dellacqua
residua nei pori capillari (Fig. 3) - è oggi possibile produrre
calcestruzzi permanentemente in uno stato di leggera precompressione senza
che limpresa sia tenuta a bagnare o comunque a proteggere i manufatti
dallessiccamento responsabile del ritiro igrometrico e quindi delle
fessure (4).
Val la pena di ricordare che la formazione di fessure vanifica completamente
lo sforzo di produrre calcestruzzi durabili in accordo alle vigenti normative
di ispirazione europea (UNI EN 206), in quanto impenetrabili dagli agenti
aggressivi (carbonatazione, corrosione indotta da cloruri, attacco solfatico,
ecc.) per il basso rapporto a/c. Infatti un calcestruzzo fessurato diventa
vulnerabile dalle aggressioni ambientali (Fig. 4) nonostante il basso
rapporto a/c che garantisce sì una matrice cementizia di
per sè impenetrabile, ma penalizata da fessure, attraverso le quali
gli agenti aggressivi trovano una sorta di autostrada fino ai ferri di
armatura.
Nella Fig. 5 è schematicamente illustrata la variazione dimensionale
di un calcestruzzo con il superfluidificante geniale tipo PC-SRA (1.5
% sul cemento) e con laggiunta di agente espansivo (30 kg di CaO
in sostituzione della sabbia) accanto ai tre calcestruzzi di pari Rck
(35 MPa) i cui ritiri sono già stati illustrati nella Fig. 2. E
veramente straordinario il passaggio dal calcestruzzo non additivato con
un ritiro di 800 µm/m a 6 mesi con UR del 50%, ai calcestruzzi additivati
con ritiro ridotto (350 µm/m in presenza di un normale PC o 180
µm/m se si impiega il superfluidificante innovativo PC-SRA ) per
arrivare finalmente ad un calcestruzzo SFC, cioè privo di ritiro
grazie alla combinazione di calce e PC-SRA.
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Fig.
4 - Corrosione dei ferri di armatura per carbonatazione prematura
del copriferro in corrispondenza delle fessure indotte dal ritiro.
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Fig.
5 - Comportamento del calcestruzzo senza ritiro
(con PC+SRA+CaO) in confronto ai calcestruzzi tradizionali.
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Conclusioni
e previsioni
Le
applicazione dell SFC sono ancora in fase di studio avanzato e riguardano:
- strutture
in c.a. prive di giunti di contrazione nei pavimenti fino a 900 metri
quadrati per interni e di 600 metri quadrati per esterni;
- gallerie
dove il giunto di contrazione può arrivare a coincidere con quello
di costruzione;
- strutture
in faccia vista priva di fessure;
- strutture
dotate di durabilità a lungo termine come si conviene ad opere
di rilevante impegno sociale (MOSE, Ponte sullo Stretto di Messina,
Ferrovia ad Alta Velocità, ecc.) in quanto confezionate con una
matrice cementizia densa e compatta per il basso rapporto a/c, ma anche
priva di fessurazioni per il geniale comportamento di additivi sempre
più intelligenti.
BIBLIOGRAFIA
(1) D.Hanada,
H. Sato, H. Yamamuro, T. Izumi and TMizumuma, Developments of slump-loss
controlling agent with minimal setting retardation, Proceedings
of the Seventh International Conference on Superplasticizers and Other
Chemical Admixtures, ACI SP 217, Berlin, pp. 127-142, 2003.
(2) T.Cerulli, P.Clemente, M.Decio, G.Ferrari, M.Gamba, D. Salvioni and
F.Surico, A new superplasticizer for Early high- strength developments
in cold climates, Proceedings of the Seventh International Conference
on Superplasticizers and Other Chemical Admixtures, ACI SP 217, Berlin,
pp. 127-142, 2003.
(3) N.S. Berke, L.Lì, M.C. Hicks and J. Bay, Improvement
of concrete performance with shrinkage-reducing admixtures, Proceedings
of the Seventh International Conference on Superplasticizers and Other
Chemical Admixtures, ACI SP 217, Berlin, pp. 37-50, 2003.
(4) M.Collepardi, A.Borsoi, S.Collepardi, G.Fazio e J.J. Ogoumah Olagot,
3-Self Concrete (3SC): la prossima sfida. Parte II. Calcestruzzi
auto-stagionanti, auto-compressi ed auto-compattanti Enco Journal
N. 24, pp. 22-29, 2003.
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