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RIASSUNTO
In questo
lavoro viene presentato uno studio comparativo sulladerenza alla
matrice cementizia degli aggregati naturali e di quelli riciclati da calcestruzzo
demolito. Lobiettivo principale è quello di ottenere informazioni
sui livelli di aderenza matrice-aggregato per analizzare a posteriori
i meccanismi di frattura nel calcestruzzo con inerti riciclati. Questo
studio fa parte di un progetto più ampio che tiene conto del crescente
interesse nel riutilizzo dei materiali da costruzione. Le variabili analizzate
includono, tra le altre, la superficie di aderenza (fratturata o liscia)
ed i livelli di resistenza meccanica della nuova matrice cementizia e
quella del calcestruzzo riciclato per produrre gli aggregati.
INTRODUZIONE
Il
calcestruzzo è un materiale eterogeneo in cui una matrice cementizia
porosa circonda un complesso di materiali lapidei (aggregati) di diversa
rigidità e dimensione, e distribuito in forma aleatoria. Tra la
matrice e gli aggregati esistono zone di transizione (interfaccia) le
cui proprietà sono diverse da quelle della matrice. Queste zone
di transizione costituiscono le zone di maggior debolezza del calcestruzzo,
che controlla il processo di frattura del materiale sollecitato.
Vari lavori hanno dimostrato il ruolo delle zone di transizione nel comportamento
meccanico del calcestruzzo e la influenza della resistenza delle materie
prime che compongono il conglomerato (malta e aggregato).
Gli effetti della zona di transizione giustificano le differenze nel meccanismo
di rottura del calcestruzzo convenzionale e di quello ad alta resistenza
(1-2).
Ladesione tra matrice ed aggregato dipende dalle caratteristiche
della matrice. Questa influenza dipende anche dal tipo di aggregato e
dalla sua tessitura superficiale, dalla presenza di aggiunte minerali
e additivi chimici, dallaria inglobata, ecc. Nel caso degli aggregati
con superficie liscia le fessure, a seguito di sollecitazione, si propagano
principalmente lungo la superficie degli aggregati stessi. Nel caso di
aggregati con tessitura superficiale più ruvida, le fessure possono
svilupparsi anche attraverso la matrice e, in alcuni casi, anche attraverso
i granuli dellaggregato. Le superfici degli aggregati frantumati
hanno, in genere, maggiore adesione alla matrice cementizia che non quelle
lisce degli aggregati alluvionali, anche se i valori variano ampiamente
con il tipo di roccia (3-5).
In aggregati con maggiori assorbimento, come la pietra quarzitica o le
argille espanse, ladesione può aumentare in forma considerevole.
Rispetto a questo argomento, gli aggregati ottenuti a partire dal calcestruzzo
riciclato presentano un maggiore assorbimento di acqua per la presenza
di malta che aderisce allaggregato originale (6-7). Per questo motivo
si è trovato che ladesione alla nuova matrice cementizia
degli aggregati da calcestruzzo riciclato è molto elevata (8).
Lo studio del comportamento del calcestruzzo con aggregati riciclati acquista
interesse in quanto la migliore adesione alla nuova matrice cementizia
nella zona di transizione è controbilanciata dalla minore resistenza
meccanica degli aggregati riciclati. Alcuni ricercatori indicano che nel
calcestruzzo con aggregati riciclati, le fessure si propagano con pari
frequenza attraverso le interfacce malta-aggregato o attraverso la stessa.
Nei calcestruzzi con basso rapporto a/c la resistenza meccanica e ladesione
del giunto malta-aggregato con la nuova matrice cementizia supera la resistenza
della vecchia malta riciclata e delle interfacce malta-aggregato, provocando
la formazione di fessure attraverso gli aggregati riciclati (8).
Lobiettivo di questo lavoro è quello di ottenere informazioni
sui livelli di adesione ottenibili con aggregati riciclati al fine di
analizzare i meccanismi di frattura nel calcestruzzo con riciclati aggregati
rispetto a quelli conseguibili con aggregati naturali.
ESPERIENZE
In accordo
allobiettivo del lavoro, si è valutata ladesione di
una malta di resistenza normale e di una malta ad alta resistenza meccanica
a diversi aggregati riciclati, tenendo contro delle varie tessiture superficiali.
Inoltre gli aggregati sono stati caratterizzati in termini di resistenza
meccanica, assorbimento e densità.
Metodologia
di prova
Per
la determinazione delladesione matrice-aggregato, sono stati impiegati
prismi di sezione da 25 mm, formati da matrice (malta) e aggregato naturale
o riciclato con differenti tessiture superficiali; i prismi sono stato
sottoposti a flessione con carico centrale, con una luce fra appoggi di
63 mm. Nella Fig. 1 è mostrato lo schema della prova del carico
applicato (3-5).
Il provini sono stati stagionati in acqua satura di calce fino al tempo
della prova (14 giorni). Inoltre, allo stesso tempo delle prove di aderenza
si è misurata la resistenza a flessione della malta (matrice).
Precedentemente era stata determinata la resistenza dellaggregato
usando prismi di uguali dimensioni. Tutte le prove sono state realizzate
applicando una deformazione controllata impiegando una velocità
di deflessione di 0,2 mm/min.

Fig. 1 - Prove di aderenza matrice-aggregato.
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Materiali
e miscele
Gli aggregati sono stati ottenuti a partire dal calcestruzzo
riciclato e da pezzi di roccia (granito). Sono stati selezionati aggregati
naturali e diversi aggregati riciclati. Fra loro questi: un calcestruzzo
riciclato di origine sconosciuta; due calcestruzzi riciclati con rapporto
a/c di 0,30 e 0,50; due malte riciclate con rapporto a/c di 0,35 e 0,50.
Sono state inoltre determinate la resistenza meccanica, lassorbimento
di acqua a 24 ore, la densità dei materiali in condizione di saturazione
a superficie asciutta (s.s.a.). Nella Tabella 1 sono mostrate le caratteristiche
dei diversi tipi di aggregati utilizzati.
Per quanto attiene ai valori di assorbimento e di densità (s.s.a.),
si osserva un maggiore assorbimento di acqua negli aggregati riciclati
ed una maggiore densità nellaggregato naturale (granito).
Analizzando gli aggregati riciclati, si osserva che lassorbimento
è minore nel calcestruzzo che nella malta, mentre il contrario
avviene per la densità. Come era prevedibile si osserva un maggiore
modulo di rottura nellaggregato granitico.
Nel caso dei calcestruzzi e delle malte riciclate i prismi con sezione
da 25 mm sono stati ottenuti per mezzo di un taglio con sega diamantata.
Anche i blocchi di granito sono stati così riprodotti per ottenere
i provini prismatici.
I prismi di roccia di calcestruzzo o di malta riciclata sono stati successivamente
selezionati con il proposito di ottenere le differenti tessiture superficiali.
Per ottenere una determinata tessitura superficiale sono state applicate
differenti tecniche: taglio, sabbiatura e frattura. Per i calcestruzzi
sono state utilizzate superfici tagliate e fratturate. Le superfici tagliate
(T), ottenute per mezzo di taglio con disco diamantato, sono caratterizzate
da una superficie liscia. I provini fratturati (F) sono stati ottenuti
dalla prova di flessione dei prismi. Nel caso dei calcestruzzi riciclati
sono state osservate superfici con tessitura ruvida che cambiava per la
presenza degli aggregati originali. Nel caso delle malte sono stati utilizzati
provini con superfici fratturate, anche essi risultanti dalla prova di
flessione; non si sono registrati gradi di ruvidità molto diverse.
Nel caso del granito (3) sono state ottenute superfici con una ruvidità
simile alla pietra originale per mezzo della sabbiatura delle superfici
dei provini previamente tagliati con sega (S).
Per la confezione dei provini formati da aggregato sono state utilizzate
due tipi di malta: uno con rapporto a/c = 0,50 (malta di resistenza normale)
e altro con rapporto a/c = 0,35 (malta di alta resistenza). In entrambi
i casi si è usato un cemento con filler calcareo. Nel caso della
malta con rapporto a/c di 0,35, si è raggiunta la fluidità
desiderata utilizzando un additivo superfluidificante, ed un agente viscosizzante
destinato alla produzione di calcestruzzo autocompattante.
La Tabella 2 mostra le composizioni delle malte per ogni rapporto a/c.
Sono state impiegate una sabbia fina (modulo di finezza di 1,49) ed una
sabbia grossa (modulo di finezza di 2,69). Nella malta convenzionale è
stata utilizzata una miscela con 80% di sabbia grossa e 20% di sabbia
fina, per ottenere un modulo di finezza di 2,45. Nella malta più
fluida si è utilizzata una proporzione di 60% di sabbia grossa
e 40% di sabbia fina.
Programma
di prove
Sono stati
prodotti i provini di malta M1 (resistenza convenzionale) e di tutti gli
aggregati disponibili, per valutare sia il diverso comportamento degli
aggregati naturali e di quelli riciclati, sia linfluenza sul comportamento
delle diverse tessiture superficiali (principalmente T/F). Analogamente
sono stati prodotti i provini con malta di elevata fluidità (M2-1
ed M2-2) ed i diversi tipi di aggregati (G, Cs, Ca e Cb), senza valutare
in questo caso leffetto della tessitura superficiale. La Tabella
3 mostra il programma di prove.
RISULTATI
ED ANALISI
Aderenza matrice-aggregato
Nella Tabella
4 sono mostrati i risultati di resistenza meccanica a flessione delle
malte (MMR), di modulo di rottura delle interfacce (IMR), e ladesione
tra le interfacce che è calcolata come il modulo di rottura dellinterfaccia
(IMR) diviso il modulo di rottura delle malte (MMR). I valori sono la
media di un minimo di 10 determinazioni. E mostrato il coefficiente
di variazione (COV), che è sotto il 10% nel caso di MMR e molto
maggiore nel caso delle interfacce. Sono anche mostrati i rapporti dei
valori di adesione sulle superfici tagliate rispetto a quelle fratturate
(T/F).
I valori indicati evidenziano la maggiore debolezza dellinterfaccia
tra le due fasi componenti (malta ed aggregato), evidenziata attraverso
un minore modulo di rottura (IMR): Per quanto concerne il tipo di aggregato,
si osservano maggiori valori di adesione allinterfaccia nel caso
degli aggregati riciclati.
Valutando i rapporti IMR/MMR si evidenzia che ladesione matrice-aggregato
oscilla fra 0,35 e 0,76 a seconda della natura dellaggregato e della
loro tessitura superficiale. Con gli aggregati riciclati le superfici
fratturate sviluppano una maggiore adesione che non quelle tagliate, e
ciò è dovuto alla maggiore ruvidità delle prime rispetto
alle seconde. I valori tra ladesione delle superfici tagliate (T)
e quelle fratturate (F) si trovano fra 0,69 e 0,80, e questi valori risultano
maggiori di quelli determinati (0,40) con laggregato granitico naturale
in un precedente lavoro (5).
CONCLUSIONI
Lo
studio sperimentale ha evidenziato che ladesione matrice cementizia-aggregato
da calcestruzzo riciclato è maggiore o uguale a quella determinata
con gli aggregati naturali maggiormente impiegati nella regione (granitici).
Con le superfici tagliate si sono trovati valori di adesione minori rispetto
a quelli delle superfici fratturate, e questa differenza è maggiore
di quella incontrata per gli aggregati di granito naturale.
BIBLIOGRAFIA
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(8) Rasheeduzzafar and Khan, A., Recicled Concrete - A Source for
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