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Introduzione
LOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 Marzo
2003, n. 3274, propone una nuova classificazione sismica del territorio
italiano eliminando la dicotomia presente tra zone classificate
sismiche e zone non classificate di fatto interpretata
come zone sismiche e zone non sismiche. Nellallegato
alla nuova norma si suddivide lintero territorio in quattro classi
dichiarando ogni zona a rischio sismico con gradi diversi.
I criteri da adottare per una corretta progettazione antisismica sono:
- la regolarità
in pianta che prevede forme pressoché compatte in
cui il baricentro della massa (su cui agisce il sisma) non sia troppo
distante dal baricentro delle rigidezze (determinato in base alla disposizione
degli elementi portanti sismo-resistenti) in modo da non indurre effetti
torcenti dannosi;
- non vi
siano irregolarità degli elementi in elevazione, per esempio
aumento significativo di resistenza passando da un piano a quello superiore
o aumento di massa sempre da un piano a quello successivo;
- non vi
siano piani sfalsati o edifici contigui non sufficientemente distanti
tali da indurre effetti di martellamento;
- non vi
sia la presenza di spinte indotte da archi senza catene o da coperture
spingenti;
- gli impalcati
orizzontali abbiano una rigidezza sufficiente per ripartire le forze
sismiche tra gli elementi verticali.
Questultimo
aspetto è molto importante in quanto, se verificato, le azioni
di piano vengono distribuite in funzione della rigidezza degli elementi
verticali: elementi più rigidi (per esempio setti) assorbono
una quantità maggiore di sollecitazione sismica, elementi di rigidezza
inferiore (per esempio pilastri di ridotte dimensioni) sono interessati
da spinte minori. Se invece ci si trova in presenza di solai molto deformabili
nel proprio piano accompagnati da un collegamento alle strutture verticali
inefficace, lazione sismica, a cui sarà soggetto ciascun
elemento verticale, sarà determinata dalla massa presente nellarea
di competenza dellelemento; di conseguenza esisterebbe la possibilità
che elementi molto rigidi tipo setti siano soggetti a spinte irrisorie
mentre pilastri di piccola dimensione siano interessati da forze notevolmente
superiori. Inoltre nel caso di edifici in muratura la rigidezza di un
impalcato sommata a un collegamento efficace con i setti, riduce il rischio
di ribaltamento dei muri stessi causa spesso di crollo.
In questottica è indispensabile verificare che il solaio
considerato sia effettivamente rigido. Un tipico solaio rigido è
quello realizzato in c.a. in cui è presente una cappa collaborante
armata. Lordinanza 3274 considera i solai infinitamente rigidi nel
proprio piano solo se dotati di una soletta in cemento armato di almeno
5 cm di spessore. Di conseguenza un solaio realizzato con travetti in
legno e soletta in c.a. adeguatamente collegata con connettori a taglio
è considerata una struttura infinitamente rigida nel proprio piano.
Esistono però altri sistemi per realizzare impalcati rigidi senza
dover ricorrere alluso del calcestruzzo. In questo articolo viene
analizzato il sistema legno-legno.
Il sistema legno-legno
Questo sistema consiste nella disposizione di un doppio tavolato incrociato
sopra lorditura delle travi di legno. I due tavolati vanno collegati
sia reciprocamente sia con le travi sottostanti.
Rispetto ad una soletta in c.a., ha il vantaggio della leggerezza: essendo
le azioni sismiche proporzionali alla massa, la spinta che ne risulterà
sarà sicuramente di intensità inferiore. Negli interventi
sul patrimonio edilizio esistente, che nella maggior parte dei casi è
costituto da elementi portanti in muratura, la necessità di creare
un impalcato rigido unito allesigenza di non incrementare troppo
i carichi, che sia staticamente che dinamicamente potrebbero compromettere
le strutture, può trovare una soluzione in questo sistema.
Poiché questo sistema non è normalizzato (anche se esso
è riportato come solaio effettivamente rigido in alcune indicazioni
regionali), risulta necessario dimostrare la capacità di questo
impalcato di trasferire il tagliante sismico di piano agli elementi sismo-resistenti
verticali.
Esempio di calcolo
Si propone di seguito un metodo di calcolo che abbiamo adottato per un
impalcato legno-legno nel progetto di realizzazione di una cantina nella
provincia di Udine. Tale opera sorge in un comune con grado di sismicità
massimo (S=12 secondo la vecchia classificazione) e il progetto, sorteggiato,
è stato approvato dalla commissione tecnica della provincia di
Udine. Il sistema è costituito da travi di legno 12x18 cm poste
ad interasse di 40 cm e da un doppio tavolato avente spessore 2.5+2.5
cm.
Il dimensionamento dei connettori di collegamento tra il doppio tavolato
e le travi di legno viene effettuato in condizioni statiche secondo il
metodo Turrini-Piazza. La verifica del doppio tavolato nei confronti dellazione
sismica viene eseguita realizzando due modelli piani per ogni direzione
principale di applicazione del sisma con un programma agli elementi finiti:
si genera una mesh con elementi piani riproducenti il doppio tavolato
e si dispongono i vincoli esterni alla traslazione in corrispondenza degli
elementi sismo-resistenti interessati per quella direzione di applicazione
del tagliante sismico.

Fig.
1 - Modello FEM dell'impalcato per azione sismica in direzione
X.
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Il tagliante sismico si determina con la medesima procedura che si adotta
nel caso di unanalisi statica equivalente e si distribuisce sullintera
superficie.
Il passo successivo è dimostrare che il sistema costituito dal
doppio tavolato collegato da chiodi è in grado di resistere ad
azioni taglianti e non è consentita alcuna rotazione di un tavolato
rispetto allaltro. A tal fine, nellesempio citato, si sono
disposti chiodi ø4 aventi lunghezza 4 cm e passo 5 cm come da figura
2:

Fig.
2 - Disposizione dei chiodi di collegamento.
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Analizzando la maglia 20x20 cm (larghezza delle
tavole di legno) si determina il momento torcente secondo lo schema seguente
(nellipotesi che la tensione di taglio massima determinata sia uniforme
lungo la superficie):
Si ripartisce
la sollecitazione tra i chiodi della maglia e si determina la forza massima
verificando che i chiodi siano in grado di resistere.
Una volta dimostrato che il sistema è in grado di fornire una resistenza
a taglio per lazione sismica applicata nelle due direzioni principali,
si esegue la verifica del tavolato per azioni assiali nelle due direzioni.
Lefficacia di tale sistema è condizionata infine dalla progettazione
dei collegamenti con gli elementi verticali. Nel nostro caso tale connessione
è stata ottenuta disponendo lame di acciaio da una parte inchiodate
al doppio tavolato e alle travi di legno (ciascuna lama viene collegata
almeno con tre travi di legno) e dallaltra parte annegate nel getto
dei setti in c.a. con una contro-piastra resistente.
Nel caso di murature è necessaria la realizzazione di cordoli armati
perimetrali collegati efficacemente allimpalcato per assicurare
leffetto scatolare.

Fig.
3 - Tensioni assiali nelle due direzioni principali per sisma
lungo X.

Fig. 4 - Disposizione delle lame di collegamento ai setti in c.a.

Fig. 5 - Distribuzione dei chiodi.
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Conclusioni
Il sistema esplicato ha il pregio della leggerezza e risulta effettivamente
rigido secondo la disposizione dei chiodi scelta. E sicuramente
da preferirsi nel caso di strutture in muratura, specialmente quando si
interviene sul patrimonio edilizio esistente. Per contro però comporta
tempi di realizzazione più lunghi e maestranze molto attente. Risulta
necessario porre attenzione alla scelta dei tramezzi e della pavimentazione
in relazione alla diversa rigidezza che un sistema con soletta in calcestruzzo
fornisce rispetto ad un impalcato completamente di legno.
Ringraziamento
Si ringrazia per la consulenza ling. Roberto Scotta, studio 3R
Preganziol (TV).
Bibliografia
- M.Piazza, G.Turrini; Consolidamento e restauro di strutture portanti
lignee; LEdilizia n°4; pagg. 195-202; 1991.
- E.Giuriani; Lorganizzazione degli impalcati per gli edifici
storici; LEdilizia n°134; pagg. 30-43; 2004.
- Regione Toscana Direzione Generale delle Politiche Territoriali
e Ambientali Settore Servizio Sismico Regionale; Rilevamento
della vulnerabilità sismica degli edifici in muratura; versione
Novembre 2003.
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