I LABORATORI DEL PATRIMONIO EUROPEO:
PROGETTO VAC (Vacuum Circulation Method)

Parte I

Klaus Behrbohm*, Emanuela Croce**, Cecilia Della Casa***
*Consulente generale per il progetto VAC
** Enco srl
***Consulente della Enco per il progetto VAC

Enco Srl - Ponzano Veneto (TV) - info@encosrl.it


INTRODUZIONE


Il primo programma-quadro (2000-2004) a favore della cultura rappresenta per l’Unione Europea l’occasione per dare una nuova impostazione all’azione culturale della Comunità e permetterle di rispondere alle sfide dell’epoca contemporanea e alle aspirazioni dei cittadini europei nel loro complesso e degli operatori culturali in particolare. Per la preparazione del programma-quadro la Commissione ha consultato in maniera approfondita gli organi competenti al fine di chiarire quale sia il ruolo e la collocazione della cultura rispetto alle grandi sfide che l’Unione europea deve affrontare. Gli Stati membri, i parlamentari, la Commissione, le organizzazioni internazionali (Consiglio dell’Europa, Unesco) e le organizzazioni culturali si sono trovati tutti d’accordo sul fatto che oggi il concetto di cultura va inteso in senso lato e abbraccia anche la cultura popolare, la cultura industriale di massa e la cultura della vita quotidiana.

A questo titolo, la cultura è strettamente legata alle risposte che bisognerà fornire alle grandi sfide contemporanee, quali l’accelerazione della costruzione europea, la mondializzazione, la società dell’informazione, l’occupazione e la coesione sociale.


IL PROGRAMMA "CULTURA 2000"

Il programma “Cultura 2000” è uno strumento unico di programmazione e di finanziamento per le azioni comunitarie nel settore della cultura, istituito per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2006.

Il programma “Cultura 2000” contribuisce alla valorizzazione di uno spazio culturale comune agli europei favorendo la cooperazione fra gli ideatori, gli operatori culturali e gli organismi culturali degli Stati membri. Il programma favorisce la promozione della creatività, della diffusione transnazionale della cultura e della mobilità dei creatori e di altri operatori e professionisti della cultura, nonché delle loro opere. “Cultura 2000” sostiene il ruolo della cultura come fattore economico e come fattore d’integrazione sociale e di cittadinanza. Il programma “Cultura 2000” favorisce un collegamento con le azioni avviate nel quadro di altre politiche comunitarie aventi incidenza sulla cultura.

La realizzazione degli obiettivi previsti dal programma dovrà avvenire tramite le seguenti azioni:

  • azioni specifiche, innovative e/o sperimentali comportanti l’impiego di operatori di almeno tre paesi partecipanti al programma. Tali azioni favoriranno la visibilità e lo sviluppo di nuove forme di espressione culturale, il miglioramento dell’accesso alla cultura, segnatamente dei giovani e delle persone svantaggiate, nonché la diffusione di avvenimenti culturali in diretta grazie alle nuove tecnologie della società dell’informazione.
  • azioni integrate nel quadro di accordi di cooperazione culturale, di tipo strutturato e pluriennali. Tali accordi, stabiliti fra operatori culturali di almeno cinque paesi partecipanti al programma, mirano alla realizzazione, per una durata massima di tre anni, di azioni culturali strutturate che contribuiscano a perseguire un obiettivo d’interesse culturale precedentemente stabilito. Gli accordi di cooperazione riguardano l’approfondimento di un settore culturale ovvero l’integrazione di più settori culturali.
  • avvenimenti culturali speciali aventi una dimensione europea e/o internazionale. Si tratta di avvenimenti di una dimensione e di una rilevanza importanti, che contribuiscano ad una migliore presa di coscienza dell’appartenenza ad una stessa comunità (come l’iniziativa “capitale europea della cultura”).

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L’articolo 151 del trattato che istituisce la Comunità Europea (1993) stabilisce che l’Unione deve dare sostegno alle azioni dei paesi membri volte a conservare e proteggere il patrimonio culturale di valore europeo. Inizialmente questo supporto è stato inteso in senso limitato, come sostegno a restauri del patrimonio edificato, come l’Acropoli di Atene. Successivamente la nozione di patrimonio culturale si è estesa a tutto il patrimonio, mobile e immobile, materiale e immateriale, attraverso i programmi di finanziamento per progetti culturali che si sono succeduti (Caleidoscopio, Raffaello).

Cultura 2000 è il programma di cooperazione deputato a progetti con l’obiettivo generale di conservare e rafforzare lo spazio culturale comune europeo, attraverso azioni di durata annuale o pluriennale. Obiettivi specifici sono la promozione del dialogo culturale, della creatività, delle diversità culturali, la condivisione e lo scambio di conoscenza, il ruolo di crescita, anche economica, della cultura.

Il progetto VAC è stato presentato nell’ottobre 2005 – e finanziato – nel settore dei “laboratori del patrimonio europeo”, ossia quei progetti che, attraverso l’intervento di restauro, o attraverso progetti di ricerca comune, hanno l’obiettivo di condividere, tra enti europei, know-how e promuovere buone prassi nel campo della conservazione del patrimonio.



IL PROGETTO

Il progetto VAC mette insieme le competenze ed il know-how di diverse istituzioni pubbliche e private di altrettanti Paesi europei: Austria con il capofila del progetto, l’OFI (Osterreichisches Forschungsinstitut fuer Chemie und Technik) che agisce in stretta collaborazione con l’Università di Vienna e con il supporto, in qualità di esperto della materia, di un consulente per il degrado di materiali lapidei di Repubblica Ceca e Slovacchia, nonché con l’ausilio tecnico, relativo alle operazioni di restauro e di consolidamento sotto vuoto, dell’ “Atelier Erich Pummer”, partecipano inoltre come co-organizzatori la Città di Krems e il Bundesdenkamlamt; Ungheria con il AMRK (Central Laboratory of state Monument Preservation di Budapest); Germania con INNOWEP GmbH Measuring & Testing; Italia con ENCO (engineering concrete) che si avvale del supporto e della supervisione, relativamente alla sperimentazione in situ su monumenti di interesse storico artistico, della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Sassari e Nuoro. Non mancano inoltre collaborazioni e contatti con i produttori e gli operatori nel settore della coltivazione e lavorazione dei materiali lapidei (Sanna Trachiti di Benitutti – Sassari -).

CHE COSA SI PREFIGGE IL PROGETTO VAC

Il consolidamento, tra gli interventi di restauro, è una delle operazioni che si rende più frequentemente necessaria, e come tale ormai affermata ed apparentemente precisata in gran parte dei suoi ambiti. Tuttavia emerge con sempre maggior vigore che tale operazione necessiti di un costante approfondimento sia sotto il profilo teorico metodologico, che per quanto riguarda gli aspetti tecnici.

E’ ormai ben noto a tutti che il consolidamento, fermo restando la scelta dei prodotti più idonei al tipo di substrato lapideo ed all’ambiente che ospiterà il manufatto, non può essere considerato come un’operazione che si sviluppa sulla superficie; è ovvio che il trattamento passa dalla superficie, ma deve necessariamente arrivare in profondità.

Tale obiettivo si può ottenere attraverso il consolidamento sotto vuoto; sicuramente tale metodologia permette una maggior penetrazione del prodotto, ma lo scopo principale, cioè la penetrazione del consolidante fino al substrato non decoeso, viene raggiunto? E quale tecnologia, ovviamente non distruttiva e poco invasiva, può permettere di indagare la profondità di penetrazione del consolidante?

Queste sono le principali questioni alle quali il progetto VAC si prefigge di dare delle risposte.

Le fasi iniziali del programma di studi e di indagini ha visto, sin dalle primissime fasi operative del progetto, luglio 2006, il reperimento e la caratterizzazione dei materiali lapidei scelti tra quelli più diffusamente impiegati nella realizzazione di opere d’arte nei Paesi partecipanti al progetto (Austria, Germania, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria). Le operazioni di scelta dei materiali, caratterizzazione degli stessi, sperimentazione delle varie metodologie di analisi e messa a punto di un protocollo di indagini non distruttive atto ad indagare la bontà del trattamento consolidante, sono costantemente supportate da una base di conoscenze fornite dai dati bibliografici a disposizione dei vari partner.

Tale prassi permetterà, oltre che una ben ponderata scelta delle metodologie da impiegare sia nei prodotti e nella tecnologia di restauro, che nelle indagini diagnostiche e valutative più idonee e qualificate, di costruire un data base comune a tutti i partner afferenti al progetto. Il data base comune si inserisce a pieno titolo nello spirito della collaborazione europea e, nello specifico, del programma “Cultura 2000”, in quanto mette le basi per una collaborazione che si protrarrà nel tempo oltrepassando i confini della cooperazione temporanea relativa, in questo caso, al progetto VAC.

VI ASPETTIAMO AL PROSSIMO WORKSHOP IN
INGLESE SUI CALCESTRUZZI SPECIALI
Mario Collepardi

Sulla importanza della conoscenza della lingua Inglese, ormai diventata la lingua ufficiale in tutto il mondo, non credo ci siano dubbi. Nel settore delle costruzioni in calcestruzzo tutte le informazioni di carattere scientifico e commeciale vengono ormai diffuse in inglese.

Se una industria italiana deve distribuire nella vicina Slovenia o nella lontana Cina macchine o prodotti deve necessariamente comunicare in Inglese. Così pure se un ricercatore deve aggiornarsi sui progressi del settore attraverso la lettura di riviste o la partecipazione a congressi internazionali deve possedere un’adeguata conoscenza dell’Inglese tecnico-scientifico.

Per favorire il progresso della conoscenza della lingua Inglese nel settore del calcestruzzo si terrà presso la ENCO a Ponzano Veneto dal 19 al 23 Febbraio 2007 un Workshop nel quale i relatori presenteranno in power point i loro argomenti con contemporanea proiezione del testo scritto sullo schermo. Ciò servirà ai partecipanti a cogliere più facilmente la comprensione dei termini inglesi spesso simili a quelli italiani nella scrittura ma molto diversi nella pronuncia. Il termine “temperatura” in Inglese si scrive “temperature” ma si pronuncia in molto molto diverso (qualcosa come “témp-racia”) che rende incomprensibile il significato del termine. Così pure un additivo “privo di alcali” (“alkali-free” in Inglese ) diventa “alklai fri “ nella pronuncia poco comprensibile ad un tecnico di calcestruzzo che non conosce bene la lingua Inglese. Si potrebbero fare molti altri esempi sulla difficoltà di pronuncia dei termini inglesi priva di qualsiasi regola: pertanto la proiezione scritta su uno schermo del testo mentre viene letto dal relatore è uno strumento formidabile per miglorare rapidamente la capacità di comprendere sia pure limitata al dizionario della tecnologia del calcestruzzo. Leggere sullo schermo “lime” mentre si pronuncia “làime”, o leggere “determined” mentre si pronuncia “detèrmined” (e non “determàined” come tipicamente pronunciano erroneamente i francesi) aiuta a migliorare gradualmete la lingua Inglese nella sua lettura e nella sua comprensione orale.

Il Workshop sui “Calcestruzzi Speciali” prevede la trattazione dei seguenti materiali: High-Strength Concrete, Self-Compacting Concrete, Fibre-Reinforced Concrete, Lightweight Concrete, Recycled Concrete, Shrinkage-Compensating Concrete, Fire-Resistant Concrete. Esso è un’occasione irripetibile per quei tecnici padroni della lingua Inglese (ma non ancora esperti di calcestruzzi speciali) che intendono migliorare la loro conoscenza tecnologica, o per quei tecnici esperti dell’argomento ma non ancor padroni della comunicazione in Inglese.

Per i dettagli sul programma e sul copioso materiale didattico distribuito (libro “The New Concrete”, pubblicazioni scientifiche, e software) si può consultare www.encosrl.it ==> corsi enco ponzano veneto.