HOTEL DANIELI (VENEZIA): UN'ESPERIENZA DIAGNOSTICA COMPLESSA


Emanuela Croce, Glenda Fazio,
Walter Parente e Francesca Simonelli
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Enco srl - Ponzano Veneto (TV)


Il complesso di edifici che costituiscono l’Hotel Danieli è ubicato in Riva degli Schiavoni a Venezia, a pochi passi dalla famosissima Piazza San Marco. Questo complesso alberghiero è noto in tutto il mondo, sia per la sua posizione, che per il valore storico ed architettonico degli edifici che lo compongono (Fig. 1 e 2). La necessità di svolgere le indagini conoscitive su strutture e materiali costituenti gli edifici è nata dal desiderio di eseguire delle modifiche al lay-out dell’hotel. Tali modifiche interne prevedono alcuni interventi di tipo strutturale ed altri, invece, di natura più squisitamente decorativa. Due dei tre edifici del complesso, quelli denominti Dandolo e Casa Nuova, sono stati realizzati appoggiando solai e copertura lignea su pareti di muratura piena, invece la struttura portante dell’edificio più recente, quello denominato Danielino, è in cemento armato. Tutti e tre gli edifici, seppure con gradi diversi, sono vincolati, quindi la progettazione e l’esecuzione della campagna diagnostica risultano ancora più articolate e delicate.



Fig. 1 - Vano scala della hall dell’Hotel Danieli.


Fig. 2 - Capitello decorato a foglia d’oro nella
sala bar al piano terra dell’Hotel..


L’approccio diagnostico agli edifici in muratura è stato sostanzialmente diverso rispetto a quello per l’edificio in c.a., in quanto per quest’ultimo è stato più facile recuperare gli elaborati architettonici e strutturali. Per gli edifici Dandolo e Casa Nuova l’organizzazione della campagna è stata finalizzata alla comprensione degli schemi strutturali e del loro stato di conservazione. Sulle parti in muratura è stato fondamentale eseguire prove soniche e test con i martinetti piatti, entrambe queste prove insieme ad un dettagliato rilievo della tessitura muraria hanno permesso di valutare le murature sia in termini qualitativi che quantitativi. Questo tipo di indagini si è rilevato fondamentale per la comprensione degli schemi strutturali e quindi per la definizione di quali pareti, o parti di esse, potessero essere demolite.

Un’analisi altrettanto dettagliata è stata svolta sui solai di piano e sulle coperture lignee degli stabili, tenendo presente però che parte degli orizzontamenti sono decorati e qualsiasi tipo di intervento su questi deve risultare non invasivo. Pertanto la campagna si è basata su un cospicuo numero di analisi resistografiche, accompagnate dal rilievo puntuale del valore igrometrico (entrambe indagini non invasive) grazie alle quali è stato possibile ricostruire il quadro generale di conservazione delle strutture lignee, senza lasciare traccia sugli elementi indagati al fine di valutare quali di essi rimuovere e quali conservare.

Oltre alle indagini svolte sulle pareti in muratura e sugli elementi lignei, sono stati necessari saggi in fondazione ed estrazione di microcarote. Queste ultime prove, logisticamente molto complesse a causa degli spazi ridotti in cui operare, hanno permesso l’individuazione di interventi di consolidamento fondazionale dei quali non erano rimaste tracce documentate. Come già anticipato, la campagna diagnostica sull’edificio Danielino si è rivelata più semplice; della struttura, costruita intorno agli anni ’50, erano disponibili gli elaborati progettuali e quindi è stato sufficiente eseguire esami a campione per verificare che l’esecuzione dell’opera fosse conforme alle indicazioni progettuali e che i materiali corrispondessero a quanto previsto e dichiarato nei documenti di collaudo.

Il restiling dell’hotel prevede interventi solo negli spazi comuni dell’edificio Dandolo attraverso il restauro conservativo e la pulitura degli stucchi, dei marmorini e dei paramenti lapidei. A tale scopo si è resa necessaria la comprensione della cronologia degli interventi succedutisi nel tempo, al fine di poter operare nel rispetto delle stratificazioni storiche presenti. Inoltre, dal punto di vista operativo, era necessario capire fino a che livello ci si potesse spingere negli interventi di pulitura senza produrre variazioni cromaticche troppo evidenti. Occorre, infatti, tener conto della complessità dell’intervento che deve, da una parte, essere conforme alle caratteristiche filologiche del restauro conservativo, e dall’altra tener presente che si opera nell’ambito di uno spazio fruito da un “pubblico pagante” il quale si aspetta di soggiornare nella suggestione della “tipica atmosfera veneziana”.

Le principali tappe della caratterizzazione dei materiali sono state:

• saggi di pulitura e campionamento di elementi lapidei naturali e artificiali (stucchi, marmorini);

• indagini stratigrafiche relative alle finiture, alle dorature, agli stucchi, ai marmorini per determinare la cronologia degli interventi passati e la natura degli stessi (Figg. 3 e 4);

• identificazione dei processi alterativi in atto e caratterizzazione delle fasi minerali di neogenesi originatesi da tali processi;

• progetto di restauro conservativo (pulitura, consolidamento, integrazioni.

Le difficoltà legate alla campagna diagnostica sui tre edifici nelle fasi organizzative e gestionali, hanno avuto diverse motivazioni: i vincoli ai quali la struttura è soggetta, l’angustia degli spazi operativi, la necessità di intervenire nei locali senza sospendere l’attività alberghiera, la necessità di rendere graditi agli ospiti dell’hotel i momenti del campionamento, in particolare per quanto riguarda l’edificio Dandolo, operando in modo che questi vedessero in tali operazioni più un piacevole momento culturale, che un fastidio dovuto alla parziale impossibilità di fruizione degli spazi. D’altro canto, però, l’analisi del complesso, la ricostruzione delle sue caratteristiche strutturali e della storia degli interventi, in un ambiente così peculiare, sono state operazioni che hanno costituito un continuo stimolo alla sperimentazione di nuove soluzioni e un momento di impareggiabile crescita professionale soprattutto grazie ad un affiatato gioco di squadra fra la Proprietà, i Gestori, i Progettisti, i Diagnostici, gli Interior Desiners ed i Restauratori.


Fig. 3 - Sezione sottile in luce trasmessa polarizzata di una campitura colorata della Hall. L’immagine evidenzia l’utilizzo di vetro colorato finemente polverizzato come pigmento.




Fig. 4 -
Sezione lucida stratigrafica di una campitura colorata campionata nella sala bar dell’Hotel. Sono evidenti i diversi strati dovuti alle numerose ridipinture.