La maggior parte degli Ingegneri ed Architetti che operano come progettisti appare impreparata nella gestione delle strutture in c.a. e c.a.p. quando si tratta di prescrivere correttamente le specifiche prestazionali del calcestruzzo da mettere in opera. Ci si limita a prescrivere soltanto la classe di resistenza (cioè la resistenza caratteristica), senza neppure precisare se si deve adottare un controllo statistico di tipo B, oppure un controllo meno impegnativo come è quello di tipo A, ancorché la scelta tra i due tipi di controllo influenza significativamente la costanza di qualità del calcestruzzo fornito ed il suo costo. Si ignora completamente la problematica della durabilità delle opere in c.a. e c.a.p., nonostante le specifiche su questa proprietà (nota come classe di esposizione) siano ben note nella letteratura tecnica, e siano precisate nelle Norme Tecniche per le Costruzioni che prevedono una vita utile di servizio per almeno 50 o 100 anni a seconda della importanza della costruzione. Neppure si precisa la classe di consistenza (lavorabilità) del calcestruzzo fresco nonostante questa proprietà dipenda dalle difficoltà esecutive dell’opera che dovrebbero essere ben note al progettista. Ed infine non si precisa neanche lo spessore di copriferro la cui dimensione (importantissima per la curabilità dell’opera) condiziona la scelta del diametro massimo dell’aggregato da parte del produttore di calcestruzzo.
Non migliore appare la preparazione della maggior parte dei Direttori dei Lavori ai quali le Norme Tecniche per le Costruzioni affidano un importante e responsabile incarico di verificare la rispondenza del calcestruzzo messo in opera alle proprietà sopra menzionate. Ci si dimentica spessissimo di prelevare i provini cubici o cilindrici al momento del getto, in assenza dei quali diventa problematico contestare l’eventuale carenza della resistenza del calcestruzzo in opera attraverso l’estrazione di carote dalle strutture.
Non risulta neppure attiva l’azione di molti Collaudatori nell’accertamento di tutta la documentazione del materiale impiegato in relazione alle specifiche del progetto che, come si è già detto, sono carenti se non addirittura inesistenti.
Per ovviare a queste significative carenze nella preparazione dei giovani neolaureati nel settore delle costruzioni in c.a e c.a.p., un gruppo di Docenti Accademici e di Tecnici del mondo industriale costruzioni hanno organizzato un Master in Ingegneria del Calcestruzzo (MIC), sul quale in questo numero sono forniti dettagli sui contenuti, date, costi, e modalità per conseguire il diploma in MIC.
Mario Collepardi
In copertina: Fotomontaggio Enco |