CALCESTRUZZO PER IL PONTE E ALTRE COSTRUZIONI


In questo numero di Enco Journal sono presenti cinque articoli tutti sul calcestruzzo. Il primo di questi articoli è destinato al mix design del calcestruzzo da impiegare nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina recentemente ripreso in considerazione dall’attuale Governo come opera da attivare prioritariamente nei prossimi anni. Sebbene il Ponte si presenti apparentemente costruito quasi esclusivamente in acciaio, in realtà sono previsti circa 750.000 metri cubi di calcestruzzo per le sei opere (tre in Sicilia e tre in Calabria) che includono: le due fondazioni nelle quali sono immerse e saldate al terreno le due torri alte circa 380 metri che sorreggono tutta la struttura, i due blocchi di ancoraggio ai quali si attestano i cavi di sospensione, e le due fondazioni delle strutture di “spalla”. Nell’articolo sono presi in considerazione i nuovi materiali e le tecnologie innovative attualmente disponibili per definire la composizione del conglomerato e le sue prestazioni da impiegare nella costruzione del Ponte, se e quando si farà.

Nell’articolo di Borsoi ed altri viene studiata l’ “Influenza della resistenza meccanica sulla carbonatazione del calcestruzzo”. I risultati sperimentali di questa ricerca indicano che, indipendentemente dalla composizione del calcestruzzo (ed in particolare del rapporto acqua/cemento e del tipo di cemento), la corrosione delle armature metalliche promossa da carbonatazione è in stretta correlazione con la resistenza meccanica.

Nell’articolo intitolato “Utilizzo di aggregati artificiali riciclati nella confezione di sottofondi e massetti fonoisolanti” Simone Fregonese presenta i risultati di una interessante sperimentazione dedicata alla produzione di pavimenti e massetti con il recupero di materiali in plastica riciclati come aggregati leggeri artificiali in parziale sostituzione di quelli naturali. Si tratta di un’applicazione dove accanto a prestazioni innovative (leggerezza e fono-assorbenza) si consegue un riciclo di rifiuti industriali non tossici all’interno del calcestruzzo.

Nell’articolo intitolato “Soluzioni per pavimenti industriali” Luca Seminati e Maurizio Pontello presentano alcune interessanti innovazioni sui giunti per pavimenti in calcestruzzo industriale e descrivono un esempio applicativo nella costruzione di una piastra di fondazione di magazzini automatici verticali.

In un articolo di Silvia Collepardi si passano in rassegna le varie tipologie di possibili “Contestazioni nelle opere in c.a. alla luce delle recenti disposizioni ministeriali (DM 14-01-2008)”. In particolare si passano in rassegna le varie responsabilità (del Progettista, dell’Impresa, del Produttore di calcestruzzo e del Direttore dei Lavori) quando si registra una deviazione tra la resistenza meccanica del calcestruzzo in opera (valutato solitamente su carote prelevate dalla struttura) e la resistenza caratteristica dei provini (cubetti) da prelevare al momento della messa in opera del calcestruzzo sotto la responsabilità del Direttore dei Lavori.



Mario Collepardi

In copertina: Simulazione del Ponte sullo Stretto di Messina