SCUOLE FRAGILI


I recenti avvenimenti sul terremoto tra Parma e Reggio, avvertito in tutta l’area del Centro-Nord hanno ancora una volta dimostrato che tutto il nostro territorio è a rischio sismico. Nella stessa zona il 20 luglio 2007 si era registrata una scossa a Parma e Piacenza. Il 20 Novembre 2005 una scossa di terremoto fu avvertita a Milano. E una forte scossa di terremoto fu registrata nel Nord Italia il Novembre 2004.

Nell’Ordinanza 3274 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, modificata ed integrata con l’Ordinanza 3431, viene riportata la classificazione sismica del nostro Paese e viene finalmente estesa la zonizzazione sismica a tutto il territorio nazionale. In base a queste ordinanze sono definite le nuove disposizioni normative per gli edifici e i ponti.

Ma cosa fare per gli edifici esistenti? Soprattutto per quelli, come le scuole, costruite nel dopoguerra e fino agli anni ’70 quando la tecnica costruttiva e la tecnologia dei materiali da costruzione erano a dir poco approssimate se confrontate con quelle oggi disponibili. Nell’articolo a pagina 6 di questo numero è presentato un interessante articolo (“Esempio di diagnosi e di adeguamento strutturale di una Scuola Elementare in Provincia di Roma”) nel quale è descritto un caso reale che va dalla diagnosi delle carenze dell’edificio alla esecuzione dell’adeguamento strutturale

In un altro articolo sullo stesso argomento a pag. 18, sono riassunte - in forma di sintetiche schede tecniche - le indagini diagnostiche eseguite per monitorare lo stato esistente di tre scuole (in Sicilia, in Puglia e in Emilia) e per suggerire, laddove sia necessario, l’eventuale adeguamento strutturale. L’indagine qui presentata è limitata alle scuole, apparentemente stabili, ma dove un’eventuale scossa di terremoto, ancorché modesta, potrebbe provocare crolli strutturali con grave pregiudizio per la sicurezza degli studenti e quindi con reazioni fortemente emotive dei genitori oltre che dell’opinione pubblica. Questa indagine, condotta da Roberto Troli ed altri, ha evidenziato che la fragilità delle scuole, nei confronti di terremoti non necessariamente violenti, è quasi sempre associata a materiali molto scadenti impiegati fino agli anni ’70 nelle strutture in calcestruzzo armato; questi materiali oggi, sulla base delle attuali norme tecniche sulle costruzioni, sarebbero assolutamente inaccettabili per la sicurezza di qualsiasi edificio.

Completano questo numero di Enco Journal un articolo di Borsoi, S. Collepardi e Gastaldo sul ritiro igrometrico condizionato da additivi o rivestimenti protettivi; un articolo di Marano, Quaranta, Sgobba e Similimeo sull’ingresso dei cloruri nelle strutture in c.a.; un articolo di Mazzè sul basalto siciliano; un articolo di M. Collepardi sul calcestruzzo dall’Illuminismo ai nostri giorni.


Francesca Simonelli e Roberto Troli

In copertina: Scuola dissestata da un terremoto in Umbria