INTRODUZIONE
L’International Panel on Climate Change (IPCC) formato da 600 scienziati da 40 paesi ha emesso un rapporto nel Febbraio del 2007 che ha lasciato qualche dubbio circa il riscaldamento globale. Secondo l’IPCC, il riscaldamento globale è presente ed è soprattutto dovuto all’attività umana ed è irreversibile. Esso raccomanda misure drastiche per ridurre le emissioni di CO2, la sorgente primaria del riscaldamento globale, che è presente giornalmente nell’ambiente. Il rapporto mette in evidenza che non vi sia alcuna azione che sia stata presa per ridurre l’emissione dell’anidride carbonica CO2 ed è molto probabile che la temperatura media della Terra possa aumentare di 4°C entro la fine di questo secolo. Secondo Nicholas Stern, l’ex economista capo della World Bank del Regno Unito l’innalzamento della temperatura di 4°C, ed anche oltre, avrebbe degli impatti seri sulla produzione del cibo, sulla disponibilità dell’acqua e sulle condizioni estreme degli eventi atmosferici in tutto il mondo..
EMISSIONE DEI GAS SERRA DALLA PRODUZIONE DEL CLINKER DI CEMENTO PORTLAND
La produzione di una tonnellata di clinker di cemento Portland contribuisce ad emettere circa una tonnellata di CO2 nell’atmosfera insieme con altri minori emissioni di gas come NOx e CH4 (metano). L’emissione totale della CO2 per tonnellate di cemento può andare da circa 1.1 tonnellate di CO2 se si adotta il processo per via umida a circa 0.8 tonnellate se nell’impianto vengono adoperati i precalcinatori. Circa metà della emissione della CO2 è dovuta alla calcinazione del calcare e l’altra metà è dovuta alla combustione dei combustibili fossili. La produzione mondiale di clinker di cemento contribuisce per circa il 7.8% (2.8 miliardi di tonnellate) alla produzione totale di CO2 nel mondo che è ammontata a 36.5 milioni di tonnellate nel 2008.
RISCALDAMENTO GLOBALE
Emissione delle CO2 per persona per anno nei diversi paesi
L’Australia, il Canada e gli Stati Uniti sono i maggiori contribuenti alla emissione di CO2 nel mondo, con emissioni di CO2 stimate a circa 24 tonnellate per persona per anno, seguiti dai paesi dell’Unione Europea EU a circa 10 tonnellate come è indicato nella Tabella 1. I paesi in via di sviluppo come la Cina e l’India hanno attualmente delle emissioni basse, ma la loro rapida industrializzazione sta aumentando e farà aumentare la velocità di emissioni per persona significativamente nel prossimo futuro.
Concentrazione della CO2 nell’atmosfera
La concentrazione della CO2 è andata aumentando nel mondo dalla rivoluzione industriale nel 1800. Al tempo della rivoluzione industriale la concentrazione di CO2 nell’atmosfera era circa 260 ppm (parti per milioni); nel 1988 la concentrazione di CO2 rilevata nelle Hawaii era diventata 350 ppm. Se nessuna azione è presa nei confronti del riscaldamento globale, la velocità di concentrazione nell’atmosfera adrà aumentando drammaticamente come indicato in Figura 1.
Emissioni della CO2 per categorie
Le emissioni totali di CO2 nel 2007 sono stata 36 miliardi di tonnellate delle quali quelle provenienti dai combustibili fossili sono circa 29 miliardi di tonnellate cioè l’81% del totale. La Tabella 2 mostra le diverse emissioni di CO2.
Abbattimento dell'anidride carbonica
Il sequestro dell’anidride carbonica coinvolge delle tecniche che portano alla cattura delle emissioni dei gas cosicchè queste possano essere immagazzinate sotto terra piuttosto che essere lasciate entrare nell’atmosfera. Sfortunatamente, il sequestro dell’anidride carbonica è una tecnica molto difficile, e non è stata, allo stato attuale, dimostrato che possa avvenire con successo sebbene siano state intraprese delle ricerche da parte di alcune industrie nel Canada, negli Stati Uniti e negli altri paesi. Alcune nuove tecnologie sono state proposte negli Stati Uniti; tuttavia per l’immediato futuro il sequestro della CO2 non è molto promettente, e non è un’opzione. Nel Luglio del 2009, l’Australia ha annunciato la messa a punto di un ente (Institute for Carbon Capture and Storage) con un largo mandato su questo argomento. Maggiori dettagli saranno annunciati al più presto.
Assorbimento della CO2 emessa dagli oceani
Gli oceani nel mondo hanno assorbito quasi la metà della CO2 emessa durante gli ultimi 200 anni. Questa quantità ammonta a circa 118 miliardi di tonnellate per le emissioni della CO2 che vanno dal 1800 in avanti. Questo è un’aspetto positivo; tuttavia, vi sono anche aspetti negativi del fenomeno perchè come la CO2 si dissolve nell’acqua di mare, essa porta alla formazione di acidi che possono sciogliere le conchiglie e gli scheletri degli animali marini e ridurre la loro capacità a produrre delle sostanze a base di carbonato di calcio, questo a sua volta può influenzare la produttività degli oceani in termini di vita marina e scogliere.
Innalzamento globale della temperatura e variazioni del clima
Un aumento nell’emissione della CO2 influenza negativamente il clima globale. L’organizzazione internazionale sul cambio del clima (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC), incontratosi a Ginevra di recente, ha messo sull’avviso che la temperatura globale media si innalzerà tra 1.4 e 5.8°C durante i prossimi 100 anni. Solamente sette anni fà, questo Istituto aveva predetto un aumento massimo di temperatura di circa 3.5°C nello stesso periodo. E’ interessante notare che temperatura media globale si è innalzata soltanto di 0.6°C negli ultimi 100 anni. Nel Luglio del 2009, i leader mondiali durante il meeting del G8 tenutosi in Italia si sono accordati sul porre un limite di un riscaldamento di 2°C rispetto alla temperatura nei tempi pre-industriali.
Linearità ed ecologia
Secondo il Prof. Eric Post della Pennsylvania State University, Globe & Mail, Maggio 6, 2002, l’ecologia non è lineare. Essa può seguire una linea retta per un determinato periodo di tempo e quindi colpisce un punto di non ritorno, cioè esiste una soglia critica ed essa può disfarsi. Il recente collasso della massa di ghiaccio nell’Antartico è un perfetto esempio di questo concetto di soglia critica. La comunità scientifica era a conoscenza che vi era un andamento nel riscaldamento ma non poteva prevedere che più di 5 miliardi di tonnellate di ghiaccio antartico potessero disfarsi nel periodo di alcuni mesi.
Ritiro del ghiaccio artico
Una commissione scientifica formata da scienziati di otto paesi inclusi il Canada e gli Stati Uniti hanno di recente completato uno studio di quattro anni finalizzato allo studio del ritiro del ghiaccio artico. La commissione ha concluso che il ritiro del ghiaccio artico ed il disgelo della tundra sono un diretto risultato dell’accumulo di anidride carbonica e di altre emissioni dalle attività umane in tutto il mondo.
Il recente collasso della massa di ghiaccio, che aveva un peso di più di cinque miliardi di tonnellate, nell’Oceano Antartico è un esempio perfetto di come si possa accelerare il flusso di ghiaccio verso il mare con serie conseguenze sull’innalzamento dei livelli del mare. Questo può portare ad intensificazione potenziale delle siccità e delle inondazioni.
Leader mondiale nel
riscaldamento globale
Il Nord America è il leader mondiale nel riscaldamento globale e questo fatto può essere visto attraverso le seguenti statistiche:
• Nel 1998 il Nord America possedeva il 25.8% delle emissioni globali in termini di anidride carbonica che è il gas serra per eccellenza.
• Il consumo pro capite di gasolio annuale in Nord America per i veicoli a motore è nove volte quello della media globale.
• Dal 1996 l’impatto del continente nord americano sull’ambiente, anche chiamato “impronta ecologica”, è cresciuto di 4.4 volte il valor medio mondiale.
• Il consumo di combustibili in Nord America è stato stimato in 25.7 miliardi di litri per anno a causa del traffico secondo la U.N. Report, Globe and Mail, Agosto 15, 2002.
• Il Canada e gli Stati Uniti consumano il 25% dell’energia globale ogni anno malgrado essi posseggano solo il 5% della popolazione mondiale.
• Sebbene oggi le autovetture siano il 90% più pulite di quelle disponibili nel 1970, gli autisti negli Stati Uniti ora guidano in media il doppio dei chilometri percorsi negli anni ’70. Inoltre, il guadagno nell’efficienza del combustibile automobilistico è stato compensato da un ritorno indietro di 18 anni verso macchine molto pesanti come ad esempio i SUV. Tuttavia, i recenti aumenti nel prezzo del carburante ha ridotto la richiesta di SUV e le persone cominciano a guidarli di meno.
• L’energia totale nel Nord America è cresciuta del 31% tra il 1972 ed il 1977 secondo la U.N. Report, Globe and Mail, 15 Agosto 2002.
• Sebbene la dimensione di una famiglia americana sia diminuita del 16% la dimensione delle nuove case è aumentata del 48% con il risultato che è aumentato il consumo energetico.
La Figura 2 mostra le diverse percentuali di emissioni di gas serra negli Stati Uniti nel 2002.
Emissioni di CO2 da automobili negli Stati Uniti
Le automobili sono le più grandi sorgenti di emissioni di CO2 nell’atmosfera, ed ogni litro di gasolio bruciato produce circa 2.5 kg di CO2. Un auto che consuma mediamente 10.6 Km/L e che viaggia per circa 20.000 chilometri l’anno emette circa 4.7 tonnellate di CO2. Perciò 25 milioni di passeggieri (10% del numero totale delle macchine negli Stati Uniti) emette circa 120 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Questa quantità di CO2 è circa la stessa di quella emessa dalle cementerie negli Stati Uniti. I dati sotto riportati dànno un’idea dell’ordine di grandezza del problema:
| N. totale di macchine nel mondo: |
|
900 Milioni |
| N. totale di macchine negli U.S.A.: |
|
250 Milioni |
| Popolazione negli U.S.A.: |
|
300 Milioni |
| N. di macchine per i rimanenti
6 miliardi di persone: |
|
650 Milioni |
Emissioni di CO2 e deforestazione tropicale
La deforestazione tropicale è la seconda causa di variazione del clima seconda solo alla combustione dei combustibili fossili. Due acri e mezzo di foresta bagnata contengono circa da 120 a 300 tonnelate di carbonio. Si è stimato che un mezzo milione di acri di foresta bagnata dovrebbe mantenere un’atmosfera esente da emissioni di CO2 per una quantità pari a quella emessa da un impianto termico a carbone con una potenza complessiva di 500 megawatt in cinquant’anni. A causa della deforestazione, l’Indonesia ed il Brasile si attestano alla terza e quarta potenza del mondo nella emissione di CO2. La prima e la seconda potenza sono la Cina e gli Stati Uniti.
Impatto potenziale del riscaldamento globale
Attualmente non vi sono mezzi di quantificazione dell’effetto potenziale del riscaldamento globale. Diversi gruppi di ricerca coinvolti in quest’area hanno fatto diverse previsioni più o meno pessimiste. Secondo i più recenti rapporti del 2007 dell’ IPCC, questi saranno gli eventi più probabili che saranno la conseguenza delle variazioni climatiche:
1. Scomparsa dei ghiacciai che alimentano i maggiori fiumi nell’Asia del Sud e del Sud-Est.
2. Fusione dei ghiacciai nell’Antartide.
3. Fusione del permafrost nel Nord. (Il “permafrost” è quella parte di terreno che non gela al di sotto di 0°C).
4. Inondazioni che minacciano le coste delle aree basse.
5. Ecosistema danneggiato che minaccia le pescherie.
6. Pericolo di serie situazioni di inquinamento
7. Aumento del pericolo di malattie da insetti.
8. Aumento della minaccia di incendi nelle foreste e inondazioni molto serie.
9. Transizione delle foreste a praterie.
10. Scarsi approvigionamenti di acqua in Africa ed Asia.
ACQUA: LA PROSSIMA CRISI NEL MONDO
Mancanza d’acqua
I rapporti dell’IPCC sui cambi di clima pubblicati nel 2007 informano che il riscaldamento globale influenzerà anche molto seriamente la disponibilità di acqua nel futuro. I ghiacciai dell’Hymalaia presto si fonderanno. Questo potrebbe portare ad una mancanza d’acqua per centinaia di milioni di persone. I ghiacciai che regolano il rifornimento d’acqua al Gange, Indus, Brahmaputra, Mekong, Thanklwin, Yangtze e Fiume Giallo sono ritenuti essere ridotte ad una velocità che va dai 10 ai 15 metri circa per ogni anno. E’ stimato che 500 milioni di persone sul pianeta vivano in condizioni critiche a causa della mancanza d’acqua e dal 2025 il numero salirà a più di tre miliardi. Secondo la Sachs (2008) alcune regioni del mondo saranno in grave crisi:
• La regione Sahel dell’Africa.
• Il corno d’Africa.
• L’area Israele-Palestina.
• Il Medio Oriente, Pakistan e l’Asia centrale.
• Le pianure Indo-Gangetiche.
• La pianura Nord Cinese.
• Il Sud-Ovest degli Stati Uniti e del Messico.
• I bacini Murray-Darling in Australia.
Secondo il Pacific Institute for Studies in Development and Security la scarsità d’acqua salirà nei prossimi anni attraverso il Sud-Overs e il Nord-Ovest degli Stati Uniti. Questi sono anche già avvenuti in India, Cina ed Africa. Come risultato, alcuni impianti industriali hanno dovuto chiudere oppure hanno dovuto interrompere la produzione. Per esempio nel 2004 nello stato di Kerala a Sud-Est dell’India, la Pepsi Cola e la Coca-Cola hanno dovuto chiudere gli impianti per mancanza di acqua. Ancora una volta gli Stati Uniti sono i leader mondiali nel consumo di acqua come sotto riportato:
Ritiro igrometrico
Malgrado la crisi dell’acqua in un futuro che non è molto lontano vi è uno spreco di acqua in tutto il mondo. Per esempio 9.5 miliardi di litri d’acqua sono utilizzati per sostenere nelle loro necessità giornaliere 4,76 miliardi di persone come previsto dalle Nazioni Unite. D’altra parte, attualmente, 9,5 miliardi di litri d’acqua sono usati per irrigare i campi da golf. Inoltre, sembra che non ci sia alcun arresto di questo andamento per le costruzioni di nuovi campi da golf specialmente in Cina, nel Sud-Est asiatico e ancora, in misura minore, in India.
Irrigazione dell’acqua di falda
L’intensa irrigazione ha effetti drammatici sulle falde acquifere. Per esempio, il numero dei buchi che pompano acqua d’irrigazione in India erano 10.000 nel 1960 e sono arrivati a 20 milioni nel 2007; questo ha provocato un’abbattimento nelle falde d’acqua da 100 a 150 metri in alcuni luoghi.
|