DURABILITÀ DEL
CALCESTRUZZO SECONDO LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO LL.PP. |
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| Secondo la
norma europea ENV 206, recepita in Italia sotto forma di
UNI 9858, gli ambienti nei quali lopera in
calcestruzzo è destinata ad essere costruita vengono
classificati in varie tipologie (classi di esposizione),
per ciascuna delle quali - a seconda del potenziale
livello di aggressione per i ferri di armatura o per il
calcestruzzo stesso - la norma prevede il rispetto di
alcuni vincoli in forma di rapporto acqua/cemento (a/c),
presenza di aria (dove cè il rischio di gelo), e
dosaggio di cemento. Rispetto alla norma UNI 9858 - ENV 206, la bozza della nuova norma europea EN 206 cui si ispirano, per quanto attiene alla durabilità, le Linee Guida del Ministero dei LL.PP. sul calcestruzzo strutturale (emanate nel Dicembre 1996 a cura dellIng. M. Mauro), presenta alcune significative differenze. In particolare, la nuova norma EN 206 prevede (Tab. 1) 6 classi di esposizione ambientale (XO, XC, XD, XS, XF ed XA), per ciascuna delle quali, ad eccezione della XO, esistono più sottoclassi. Come si può notare, il numero totale delle sottoclassi (18) è raddoppiato rispetto a quelle previste nella norma UNI 9858 - ENV 206 (Enco Journal n°4, "D come Durabilità"). |
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Tabella 1 - Classi di esposizione secondo la
EN 206
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| La classe
di esposizione XO riguarda gli ambienti (interni
di edifici molto asciutti) nei quali non esiste alcun
rischio di degrado nelle strutture in calcestruzzo
indipendentemente dalla loro composizione. Per tutte le
altre classi di esposizione, la norma EN 206 prevede,
oltre ai vincoli composizionali menzionati per la norma
ENV 206, anche un valore minimo di Rck
calcolato in base al valore massimo del rapporto a/c
e nella ipotesi di impiego di un cemento di classe 32.5. |
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Tabella 2 - Classe di esposizione XC
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| La Tabella
2 si riferisce alle sotto-classi di esposizione XC1,
XC2, XC3 ed XC4 tutte riguardanti la
corrosione delle armature metalliche promossa dalla
carbonatazione per effetto dellesposizione
allaria umida (O2, H2O, CO2).
Le condizioni più aggressive (XC4) si verificano
nelle strutture esposte ciclicamente allasciutto
(ingresso nel calcestruzzo di aria secca contenente O2
e CO2) ed alla pioggia (ingresso di H2O)
che sono gli ingredienti per neutralizzare la calce del
conglomerato (CO2) e per alimentare
lossidazione del ferro (O2, H2O):
Pertanto, per far
fronte alle condizioni aggressive della XC4
occorre adottare, secondo le Linee Guida, un rapporto a/c
non superiore a 0.50 cui corrisponde una Rck
di almeno 37 N/mm2 se si adotta il cemento di
minor classe (32.5). Ovviamente, si otterrebbero valori
maggiori di Rck, con un rapporto
a/c di 0.50, se si adottassero cementi di maggior
classe (per esempio 42.5, ecc.).
In sostanza, mentre nella norma ENV 206 - UNI 9858 il rischio di corrosione dei ferri per carbonatazione del calcestruzzo prevede un unico ambiente (classe di esposizione: 2a) cui corrisponde un solo vincolo nel rapporto a/c (non superiore a 0.60), nella nuova norma EN 206 lo stesso fenomeno viene articolato in più forme di ambiente (classi di esposizione: XC1, XC2, XC3 ed XC4) per ciascuno dei quali si prevede un diverso vincolo nel rapporto a/c (da 0.65 a 0.50) a seconda delle particolari condizioni microclimatiche attinenti la specifica esposizione allumidità. La Fig. 1 mostra schematicamente ed esemplificativamente le diverse condizioni ambientali ed i relativi vincoli composizionali (in termini di a/c) riguardanti le varie strutture che compongono una costruzione. |
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