La
NOTIZIA.....
(da "la Repubblica", Sabato
4 Marzo 2000 - Il colore del Titanio di Maria Corti)
|
Pedeferri: scienziato, pittore e scrittore |
||||
|
|
Pietro
Pedeferri ci aveva abituato alle recensioni di critici d'arte sulle sue
straordinarie composizioni pittoriche. Ora ci stupisce (mica tanto, però)
con una recensione della grande critica letteraria Maria Corti al libro
di Pietro Pedeferri intitolato "Titaniocromia (e altre cose)"
(Interlinea Edizioni, pp. 207, lire 40.000). Scrive Maria Corti: su La Repubblica: "Nel 1967 Pietro Pedeferri, allievo al Politecnico di MiIano del maestro Piontelli, iniziava l'avventura scientifico-artistica dai momenti indimenticabili, dandole il nome titaniocromia. Come si sa, solo due metalli sono di per sé colorati, l'oro e il rame; gli altri, una sessantina, hanno tonalità fra il grigio e il bianco. Ma a volte le loro superfici appaiono colorate, magari per l'interferenza della luce su patine o strati superficiali sottili. Si pensi ai colori iridescenti delle bolle di sapone o alle macchie d'olio sull'asfalto." |
|||
| Prosegue l'articolo: "Pedeferri in questo conturbante libro spiega come si colora il titanio. La strada maestra è quella di ossidarlo per via elettrochimica. Lo si ricopre di una pellicola di ossido e qui comincia la suspense, "il segreto magnetismo che hanno le soglie, i passaggi, l'intravvedere, il venire a contatto con l'inconosciuto e con il mistero", come commenta nella Prefazione al libro Giancarlo Consonni.". | ||||
| Lo
scienziato Pedeferri, secondo Maria Corti, si alterna al tecnologo: "Pedeferri
affianca il discorso tecnologico su come nascono i colori sulla lastra
di titanio a quello scientifico riguardante l'incantevole gioco di interferenze
tra raggi luminosi ritratti e riflessi attraverso l'esiguo spessore della
ossidazione.". Ed ancora: "Pedeferri insiste sull'elettrochimica ad uso delle arti e sullo studio di quelle che Nobili chiamò "apparenze elettro-chimiche": fu appunto Nobili a produrre la scala di 44 tinte diverse; l'ordine dei colori risultò lo stesso degli anelli di Newton, scoperti nel 1666. E' mirabile a dirsi, ma si tratta di un ordine che è della natura: si pensi all'arcobaleno, al colorarsi delle nuvole, all'alba e al tramonto. L'ordine dei colori nella scala cromatica è un ordine della natura, donde l'inesistenza di una casualità di accostamento. " |
|
|||
|
|
Trovo,
però, che Maria Corti abbia finito anche lei, critica letteraria, con
lo scrivere una recensione da critica d'arte (di pittura, intendo) se
è vero che trova la Parte Terza (quella cioè dedicata agli aspetti cromatici)
come la più suggestiva del libro. Io non trascurerei la Prima Parte del libro dove maggiormente si apprezza lo stile di fine narratore umoristico che traspare quando Pedeferri riporta gli scontri dei grandi Professori Universitari Cambi e Scarpa, entrambi accademici d'Italia e dei Lincei. Scrive Pedeferri nella Prima parte del libro (pag. 67): "L'ultima volta che si sono parlati direttamente è stato durante un convegno scientifico a Milano. Mentre Scarpa sta tenendo la sua relazione, e forse si prolunga più del solito sulle sue misure di precisione, Cambi ad alta voce, in modo da farsi sentire da tutti i presenti, dice: "Ci hai stufato". Scarpa, inferocito, lascia il podio e scende in sala per affrontare fisicamente l'avversario. "E' una persona dall'aspetto austero, già avanti negli anni, di corporatura imponente con un pizzetto bianco a punta che caratterizza un viso di grande vivacità" [8]. |
|||
| Cambi,
di nove anni più giovane, è meno grosso ma più alto per cui ha la sua
stessa stazza. Insomma due pesi massimi oltre che nella scala accademica
anche in quella della boxe." E poi ancora:"Lo scontro tra i due titani dura pochi minuti. Tra i "Come ti permetti" , i "Bada a come parli!" e i tentativi di lanciarsi l'uno contro l'altro, risuona la famosa frase di Cambi: "Attento Scarpa, io ho sangue marchigiano nelle vene e so usare il coltello"." Questo sì che era uno scontro sanguigno tra veri titanici Baroni Universitari di una volta; nulla a che vedere con i meschini sgambetti tra anemici accademici di oggi. (M.C.) |
|
|||